Caricamento in corso
L'angolo dello scrittore

Razionalizzazioni

di Roberto Vacca

I sistemi tecnologici producono impatti l’uno sull’altro. La instabilità e il blocco di un sistema (ad esempio le reti telematiche o energetiche) possono produrre a cascata blocchi di altri sistemi. La tecnologia ha progredito molto, ma non sempre in direzioni positive. L’integrazione fra sistemi è ancora scarsa. Lo scenario tecnologico, produttivo, sociale ed economico è diverso soprattutto perchè la ricchezza nei Paesi più avanzati è prodotta meno dall’industria e più dai servizi e dalla elaborazione di conoscenza. Quest’ultimo settore potrebbe far crescere i rendimenti di ogni altra branca di attività, se la conoscenza prodotta ed elaborata fosse di alta qualità. Spesso, invece, è superficiale e fuorviante. Non fa crescere i rendimenti: produce, anzi, risultati controproducenti. Ad esempio: non si possono ottimizzare la mobilità e il controllo dei flussi di traffico in una città, se prima non si minimizzano le interferenze tra i vari gruppi di utenti. Ciò si può ottenere riprogettando l’uso del territorio, ridisegnando la geometria urbana ed eliminando unità antiquate e non funzionali (a Roma centro ci sono circa 100 ettari occupati inutilmente da vecchie strutture demaniali e militari).

Inoltre più di 30 anni fa i sistemi di controllo incorporavano apparati fisici. Ciascuno poteva essere portato in laboratorio e tarato. Poi si poteva essere sicuri che si comportasse come doveva. Oggi i segnali generati da sensori e apparecchi di misura vanno a un computer il cui software elabora i dati entranti e decide quali siano le azioni di regolazione da realizzare seguendo le prescrizioni di un programma scritto anni prima da qualcuno (talora deceduto o irreperibile) e non trasparenti all’operatore addetto a controllare il sistema. Quindi gli addetti a controllo e gestione di sistemi complessi si affidano a controlli che dovrebbero anche reagire a situazioni mai verificatesi prima. Mentre la complessità delle reti cresce, diminuisce la probabilità che i vecchi programmi funzionino bene. Eseguire verifiche è arduo e prende tempi lunghi. Frattanto crescono i rischi di malfunzionamento dei sistemi e, forse, del loro blocco.

La mobilità, invece, può trarre vantaggi notevoli dalla integrazione con le reti di comunicazione. La congestione del traffico privato e pubblico di superficie è oggi largamente imprevedibile. Dovrebbe essere monitorata in tempo reale e le informazioni relative diffuse via radio, via Internet e TV su canali dedicati invece che a intervalli di tempo di decine di minuti o di ore. Questo permette agli utenti di compiere scelte ottimizzate, ad esempio a favore della metro che è quasi scevra da congestione.

Le grandi infrastrutture che assicurano mobilità, forniture di energia e acqua, comunicazioni corrono rischi dovuti a guasti, malfunzionamenti, inadeguatezze di progetto atte a manifestarsi soltanto in occasione di situazioni poco probabili e di cumuli di circostanze avverse, influenze a cascata di emergenze in sistemi adiacenti. È in fase di progetto che queste evenienze vanno previste onde assicurare la resilienza e la scarsa vulnerabilità delle infrastrutture e il recupero delle loro funzionalità menomate da eventi negativi.

La rilevazione e la disseminazione in tempo reale dei dati monitorati su ogni attività umana in ambito urbano potranno permettere di implementare scelte razionali. Esse sono prerequisito a realizzare città intelligenti.-