Quando il fumetto è un passo avanti al racconto

_di Carmen Guarino

Diciamo la verità… chi non si è identificato almeno una volta nello sfortunato Paperino o non ha desiderato avere i poteri di un supereroe o l’acume ed il fascino di Dylan Dog?!

Sfogliare un fumetto è un’azione, in fondo, che ci accompagna fin da quando siamo molto piccoli e non siamo ancora in grado di leggere. Questo perché il fumetto è in grado di pizzicare le corde dell’animo umano e di essere, in fondo, un passo avanti al racconto, grazie alla forza della illustrazioni che imprimono, su carta, visioni che “arrivano” anche senza il supporto del testo.

D’altra parte, proprio la presenza delle immagini, ha indotto da sempre a ritenere la lettura di un fumetto una lettura per bambini. Si tratta, in realtà, solo di una diversa forma di comunicazione atteso che sono ormai innumerevoli i fumetti che affrontano temi sociali, di politica o che inducono a riflettere su molti aspetti della vita, come, ad esempio quelli nati dalla penna, per citarne uno su tutti, di Zerocalcare.

Possiamo allora senz’altro concludere citando Umberto Eco che scriveva: “Quando ho voglia di rilassarmi leggo un saggio di Engels, se invece desidero impegnarmi leggo Corto Maltese”.