L'angolo dello scrittore

Miei antenati, pionieri missionari

_di Roberto Vacca

Leroy Monroe Vernon (mio bisnonno) era nato a Crawfordsville, Indiana, nel 1838. Suo padre Joseph, agricoltore di origini inglesi, veniva dall’ Ohio. Decise di migrare verso il West quando Leroy aveva 12 anni. Joseph e i ragazzi viaggiavano a cavallo. La moglie Mariah e i figli piccoli stavano sul carro coperto. Fecero più di mille kilometri e in Iowa costruirono una casa di tronchi d’albero su 60 ettari di terreno federale semideserto. Lavoravano sodo. Joseph era severo: niente divertimenti; solo preghiere. Picchiava i figli per ogni mancanza. Le prendevano anche a scuola dal maestro. A 16 anni, dopo una bastonatura Leroy si ribellò. Disse al padre: “Non voglio lavorare come un uomo ed essere picchiato come un cane. Voglio andare al college.”

Andò a Mount Pleasant a studiare al Seminario Metodista. Il rettore era il Rev. Charles Elliott (mio trisavolo) nato in Irlanda, teologo e linguista, in USA dal 1816. Fu missionario fra gli indiani Wyandot [Uroni]. Come narra in un suo libretto del 1837, era stato preceduto da un prete francese. Uno dei primi fedeli fu il Capo “Fra-I-Tronchi-Tagliati”. Con lui discuteva: le differenze fra Cattolici e Metodisti; l’asserzione di Cristo “non porto pace, ma contrasti fra padri e figli”; se si possa pregare di notte. Insegnava l’inglese e l’obbedienza. Il Capo “Fra-I-Tronchi-Tagliati” fu minacciato di morte da suo fratello “Occhi-Insanguinati”, se non avesse lasciato il cristianesimo. Fra i due tornò la pace grazie agli insegnamenti di Elliot, che negli anni Quaranta fece il pastore itinerante: a cavallo.

Nel 1851 pubblicò il librone “La Bibbia e la schiavitù” contro i Metodisti del Sud staccati dalla Chiesa del Nord e schiavisti. Sosteneva che la Bibbia condanna la schiavitùIl libro ispirò Abraham Lincoln: nel primo discorso antischiavista che fece a Peoria, Ill., nel 1854 per evitare che le nuove Costituzioni di Kansas e Nebraska consentissero ai cittadini di decidere se accettare o no la schiavitù.

Elliott era pieno di tic: fu aggredito da uno che aveva tic simili e credeva di essere preso in giro. Odiava il Diavolo e il Papa e avrebbe voluto vederli sbattuti per aria fino in cielo.  Propose di mandare a Roma missionari metodisti.

Leroy Vernon diventò pastore a 22 anni, prima in Ohio, poi a Sedalia, Missouri, ove divenne rettore dell’Accademia di St. Charles; sposò Frances, figlia del Rev. Elliott. Sua figlia Lilian era mia nonna. Leroy continuò i suoi studi. Era un buon latinista. Nel 1871 la sua chiesa lo mandò missionario in Italia, prima a Bologna. poi a Roma ove fondò la chiesa metodista  con un Oratorio in via Garibaldi. In Italia ebbe sei figli dalla seconda moglie Emily e continuò il suo ministero fino al 1888 quando tornò in America.

Mia nonna Lilian sposò il poeta Adolfo de Bosis, anconetano. Prima di incontrarlo, aveva letto sui giornali del naufragio della sua barca, Lady Clara, in cui viaggiava con l’amico  Gabriele D’Annunzio. La prima figlia (1891) di  Lilian e Adolfo era mia madre  Virginia, poi arabista  e scrittrice.

 

Lauro, il figlio minore di Lilian e Adolfo (1901-31), si laureò in chimica, ma si dedicò poi a cultura e poesia. Nel 1930 cominciò attività antifascista diffondendo lettere contro il regime, firmate .’Alleanza Nazionale per la Libertà’. Ogni destinatario era invitato a riprodurle e spedirle a catena. L’idea fu ripresa da Thornton Wilder che la traspose in epoca romana attribuendola agli oppositori di Cesare nel romanzo “Le Idi di Marzo” che dedicò a Lauro.

Il ciclostile per riprodurre le lettere stava sotto il letto di mia nonna. Furono denunciati e andarono in carcere Liliana e i due amici di Lauro, Renzo Rendi e Mario Vinciguerra. Lauro era in Francia. Il 2 ottobre 1931 scrisse un libretto “Storia della mia morte” in cui raccontava come e perchè sarebbe morto il giorno dopo e riportava i testi dei manifestini. Con un piccolo aereo – “Icaro” – comprato con soldi di amici volò da Marsiglia a Roma su cui gettò 400.000 volantini contro il fascismo. Uno di questi chiedeva ingenuamente al re di cacciare Mussolini

Durante l’occupazione tedesca di Roma,  Liliana ospitò membri della resistenza Era una signora con capelli candidi, aveva resistito a prove dure ed era sempre  ottimista.

 

Leroy Vernon diresse poi la Chiesa di Syracuse, NY, e fu Decano dell’Università di quella città. Nel 1896 morì di tifo, contratto per aver bevuto acqua infetta durante un naufragio nel Mississipi.

Victor (1883-1968), il figlio minore di Leroy Vernon, nato a Roma, tornò in America col padre nel 1888. Si arruolò e divenne pilota. Addestrava piloti durante la prima Guerra Mondiale e fu collaudatore, collaboratore di Curtiss e dirigente della American Airlines. Pubblicò “Memoirs of an Early Bird” – Memorie di un Uccello Mattutino).

 

 

Rev, Charles  Elliott

 

 

 

Leroy Monroe Vernon