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Appunti di viaggio

La leggerezza e la gioia di un appuntamento incredibile.

– di Liliana Morelli_

Qualcuno dice che la nostra è terra di conquiste, che la luce obliqua del nostro cielo è quanto di più magnetico ed affascinante ci sia all’imbrunire di un giorno qualunque, fatto di sudore e fatica, di gioia ed angoscia, di tristi tormenti ed improvvisi accenni di entusiasmo.

Io non so se questo sia vero, i colori ed i profumi della mia città sono parte di me, non sono mai riuscita a scrollarmi di dosso il senso di appartenenza a questa terra.

Ci hanno provato, hanno detto che il futuro è altrove, che tutto ciò che di più bello e vero possa esistere non è qui e non sarà mai ora. Ma io non ci ho creduto e non ci credo.

Questa è una terra dura, forte, avara ed avida di gioie, densa di legami, è la terra di una cultura antica, arcaica, ancora viva, che serpeggia tra i vicoli e nelle piazze e che ha generato grandi pensatori e nobili e generosi guerrieri contemporanei.

L’amore non ha forme o colori, non prevede risposte giuste o sbagliate ed è questo, credo, il senso di Energheia. Trasmettere, in un altro da sé, in un posto che è qui ma che travalica ogni confine e barriera, l’amore e la gioia per la nostra terra.

Energheia ha gambe forti e menti acute, viaggia in una dimensione che va al di là di quanto ognuno possa intendere. Si nutre dell’entusiasmo di chi la cura ed è, nel cuore di ognuno di noi, quell’irrinunciabile appuntamento con il bello, con il sentito che ogni anno ritorna, sempre più fiero e forte.

Energheia è un pezzo di ciascuno dei tanti piccoli grandi pensatori che animano e danno vigore, ogni anno sempre di più, a quella sensazione di appartenenza, che vive e si ripropone  in quel magico caldo settembre, che incanta e cattura il cuore.

Quando mi è stato chiesto di scrivere poche battute sull’antologia di Energheia mi sono sentita onorata, un po’ incerta e quasi intimorita. Ed invece, ora che fermo su carte queste poche e forse farfuglianti riflessioni, avverto forte ed impetuosa la necessità di raccontare la leggerezza e la gioia di un appuntamento incredibile, che si rinnova ed avvolge, con tanto impegno ed entusiasmo, chiunque si avvicini ad Energheia.

Ammiro quei giovani talentuosi e quei grandi narratori, nascosti nella penombra del quotidiano, che sfidano se stessi, pagandosi un viaggio ed un soggiorno che ha il sapore della gita e della speranza. Non ho mai respirato competizione nel mondo di Energheia, solo consapevolezza di quanto sia magico ed immenso il mondo di chi ci è accanto, non come contraddittore, ma come compagno di una breve ma intensa ed unica parentesi.

Leggere i racconti, immaginare la mano sconosciuta che ha narrato, su poche cartelle, un pò di sé, scorrere con occhi frettolosi ed ansiosi i titoli dei racconti, pregustandone già il contenuto, raccogliere ogni anno la sfida della scelta sono momenti irrinunciabili, quasi quanto l’eterno e Felice sorriso di chi incastona ad arte ogni piccolo preziosissimo sostegno al Premio, in una magica alchimia di concretezza e sogno. Ed ora cominciamo…