Comete, Rachele Bongiolatti
Esercizi PerCorsi di Energheia 2024
Da una foto un racconto: Docente: Antonella De Biasi
Mi capita spesso di osservare le persone.
È così bello vedere gli umani essere umani.
Osservo la signora al telefono con il vestito a pois e mi chiedo come sia andata la sua giornata. Vedo il bambino calciare la palla e mi chiedo se da grande sarà davvero un calciatore, oppure un medico, un architetto, o forse un gelataio.
Riguardo all’anziano signore, seduto da solo sulla panchina all’ombra di un faggio, mi domando quali fossero i suoi sogni, le sue ambizioni, e se sia riuscito a realizzarli tutti. Almeno qualcuno!
Mi chiedo quale sia il volto del suo primo amore, se lo veda ancora tutti i giorni la mattina oppure se non sia altro che un ricordo lontano, un’immagine sbiadita dal tempo.
Credo che esistano infinite versioni di noi, una diversa per ogni anima che incrocia il nostro sguardo, anche solo di sfuggita, per strada, dal dentista, oppure nel vagone della metro.
Proprio in metro, ieri sera, si affacciarono nella mia mente questi pensieri.
Davide mi stava riaccompagnando a casa, dopo una piacevole serata passata fuori. Abbiamo bevuto del vino, abbiamo parlato. È stato bello. Un inno alle cose semplici. Probabilmente più tardi lo avrei fatto salire da me.
Non ero proprio ubriaca, però mi sentivo leggera. Quella leggerezza che parte dal cuore e ti fa venir voglia di metterti a ballare in mezzo alla metro, ignorando completamente che è quasi l’una e mezza di notte e che tra sei ore sarai nuovamente su quel vagone della metro per andare a lavoro.
Davide mi baciava dolcemente la fronte. Io ero appoggiata sul suo petto. Sembravamo tanto innamorati.
Chi è Davide? Abbiamo fatto match su Tinder stamattina.
Io stavo scartando con la forchetta i piselli dalla mia insalata di riso, scorrendo distrattamente sullo schermo del telefono, quando un architetto di 29 anni aveva catturato la mia attenzione.
Ci siamo scambiati qualche messaggio e ci siamo accordati per vederci la sera stessa.
Nessuna storia da romanzo d’amore, semplicemente due ragazzi giovani in una grande città, spinti dalla loro libidine a incrociare le proprie strade.
Quella sera Davide salì da me.
La mia coinquilina, Sara, era fuori città per il weekend a trovare i genitori, per cui in casa non c’era nessuno.
Facemmo l’amore.
La mattina dopo mi salutò con un bacio sulla fronte, prese il cappotto, uscì dalla porta e non lo rividi mai più.
Come due rette incidenti, destinate a incontrarsi prima o poi in un determinato punto nello spazio per poi non ricongiungersi mai più.
Ho amato un uomo per anni, altri per una sola sera, per un battito di ciglia.
Ma, in fondo, non c’è alcuna differenza nel battito.
‘Rimarrai per sempre un bel ricordo’ mi disse Davide, col volto riflesso dai primi colori dell’alba. Era lo stesso anche per me.
Certe persone sono destinate a entrare nella nostra vita, e a passare con noi Natali, compleanni, prima di trasformarsi in un ricordo.
Altre invece passano per la nostra vita, come una cometa in un cielo estivo.
Una luce, un bagliore, che illumina la nostra vita per una notte sola e poi mai più.
E va bene così!




















