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Martedì 9 settembre 2014_Via Ridola_Ore 20.00_ Pendole, Caos, Fiori e Vampate. Una lettura bilingue di poesie, con Moira Egan e Damiano Abeni.

moira egan1Quando la poetessa americana Moira Egan si è innamorata, ha sposato il traduttore Damiano Abeni e si è trasferita in Italia, presto si è resa conto che non avrebbe più scritto i sonetti da cattiva ragazza, alla Sex and the City, che l’avevano resa nota, suscitando confronti con la poetessa Edna St. Vincent Millay. Ma allora, cosa scrivere? Mentre si acclimatava alla nuova vita, alla regione mediterranea, alla vita con un marito che è un appassionato botanico dilettante, le è venuta questa idea: seguire l’esempio di Marianne Moore (anche lei laureatasi all’alma mater di Moira Egan: il Bryn Mawr College in Pennsylvania), la grande poetessa che aveva innovato la poesia americana scrivendo in versi sillabici poesie che celebrano tutto ciò che di insolito e strano si trova nelle creature, nelle formazioni geologiche, oggetti d’arte, e che così facendo – “spiando da una porta socchiusa” – forniva anche un prezioso resoconto autobiografico. In Botanica arcana, ogni poesia ricava la propria metafora fondamentale da una pianta, un frutto o un fiore mediterraneo. In queste poesie Moira Egan celebra la sempre più profonda consuetudine con il giuramento nuziale come anche gli inusitati sapori e stimoli nuovi del paesaggio mediterraneo cha l’ha adottata. Maria Grazia Calandrone ha scritto: “Egan attacca in prima persona con un divertente botanismo amoroso: tenero, scherzoso, malinconico, sardonico, colto e ‘americano’ nella rapidità, in certi effetti gergali e negli affondi di luce su saporiti interni domestici visti come spiando da una porta socchiusa. (…) Ma la natura, traslocata in poesia, contiene sempre uno slittamento metaforico, a partire da quello dell’io che agisce nei versi.”

botanica_arcana_cover Egan leggerà poesie dai suoi libri più recenti: la raccolta bilingue  Strange Botany/Botanica Arcana (Italic Pequod 2014) che raccoglie le sue poesie “mediterranee” in cui piante delle nostre zone forniscono immagini e metafore per un discorso amoroso, and Hot Flash Sonnets (Passager Books 2013) una sequenza di sonetti che prendendo spunto dalle esperienze della menopausa parla di transizione e adattamento alle diverse fasi della vita. Abeni leggerà dalla sua antologia, Caos, Pendole, Cocomeri (Edizioni l’Obliquo 2013), un quadernetto di traduzioni che celebra i suoi quarant’anni di attività e che raccoglie poesie che vanno da Whitman a Stevens, da Ashbery a Strand a Egan.

 Damiano Abeni è nato a Brescia nel 1956. Medico epidemiologo, ha tradotto i più importanti poeti americani contemporanei, tra cui Elisabeth Bishop, Charles Simic e Mark Strand, e ha curato l’antologia West of your cities (minimum fax 2003). È cittadino onorario per meriti culturali di Tucson, Arizona, e di Baltimora, Maryland. Abita a Roma.

moira e damianoMoira Egan è nata a Baltimora (USA). Suoi lavori sono apparsi in molte riviste statunitensi e internazionali, e in diverse antologie, tra cui Best American Poetry 2008, e in traduzione su Nuovi Argomenti, Poesia, e Lo Straniero. I suoi libri sono Hot Flash Sonnets (Passager Books, 2013); Spin (Entasis, 2010); Bar Napkin Sonnets (2009); La Seta della Cravatta/The Silk of the Tie (Edizioni l’Obliquo, 2009); e Cleave (WWPH, 2004).Con Damiano Abeni ha pubblicato numerosilibri di traduzioni in Italia (tra gli autori ricordiamo John Ashbery, Aimee Bender, Lawrence Ferlinghetti, John Barth, Anthony Hecht, Mark Strand). Sue traduzioni da poeti italiani, realizzate a quattro mani con Abeni, sono pubblicate su numerose riviste negli U.S.A. e alcune sono raccolte nello FSG Book of 20th damiano abeni 1Century Italian Poetry (2012) e nel volume di Patrizia Cavalli My Poems Will Not Change the World (FSG, 2013). Moira Egan ha ricevuto fellowship da prestigiose istituzioni quali la Mid Atlantic Arts Foundation; il Virginia Center for the Creative Arts; il St. James Cavalier Centre for Creativity a Malta; il Civitella Ranieri Center; la Rockefeller Foundation, Bellagio Center; e (per il 2015, con Abeni) la James Merrill House.