Rassegna Stampa

La “fragilità” dell’Europa sotto le spinte sovraniste nell’analisi di Angela Mauro

7 settembre 2023

di Eustachio Antezza
tratto dalla Gazzetta del Mezzogiorno

“Non ci vuole coraggio ad alzare i muri, ci vuole coraggio a scavalcarli”, così David Sassoli, Presidente
del Parlamento europeo, affermava nel Discorso di Matera il 20 gennaio 2020, pronunciato in occasione della cerimonia di chiusura della Capitale europea della cultura 2019. Proprio dalla Basilicata, quindi, emergeva una proiezione europeista che ha reso Matera il luogo dell’Open Future, dell’utopia e distopia.
Angela Mauro nel suo ultimo libro “Europa sovrana – La rivincita dei nazionalismi”, che presenterà a Matera il 7 settembre durante le serate del Premio Energheia, sembra evocare già dal titolo la frase
del presidente Sassoli.
L’autrice, con grandissima professionalità, nel suo saggio distingue i fatti dalle opinioni, conducendo il
lettore verso un pezzo di storia contemporanea che, spesso, la cronaca politica tende a divorare nel blob
dell’informazione quotidiana.
Il testo rappresenta un contributo importante alla comprensione del mutamento dei valori fondanti l’Unione europea, causato dalla robusta crescita delle forze sovraniste e dalla tendenza diffusa di anteporre il “Particulare” ai principi dell’UE. Stiamo assistendo ad una metamorfosi dell’impianto europeo, rispetto a quello finora conosciuto, che sta entrando in affanno perché nuovi equilibri politici nascono all’interno dei partiti europei. Angela Mauro, che scrive dalla latitudine della Commissione e del Parlamento europeo (è inviata speciale di HuffPost in Europa), va oltre la “spiegazione soporifera” illustrata da G. Bateson nella sua opera “Verso un’ecologia della mente”, proponendo con una scansione
temporale e analitica le azioni e i processi della politica europea degli ultimi anni. Il saggio percorre così un periodo che parte, non casualmente, dalla rocambolesca Presidenza Trump (2016), di cui ancora in questi giorni registriamo gli inquietanti segnali post-democratici, fino agli ultimi avvenimenti e al protagonismo della presidente italiana Meloni.
Dal lavoro di Angela Mauro emerge un’UE stretta nella morsa della paura e fortemente condizionata da tre accadimenti: la pandemia, la crisi economica conseguente e la guerra della Russia all’Ucraina, avvenimenti che hanno scardinato l’Europa immaginata da Altiero Spinelli, Jean Monnet e Robert Schuman. Entrano in crisi anche l’idea tendenzialmente progressista dell’Unione e il modello di
democrazia in essa praticato (si pensi alla Polonia e all’Ungheria) e, ancora, i provvedimenti marcatamente
attenti al destino delle future generazioni. Se una volta queste problematiche erano all’ordine del giorno, oggi non sembrano più essere centrali nell’agenda politica della Commissione europea.
L’autrice mette in fila, in quello che possiamo chiamare diario di bordo, le nuove fragilità dell’Unione enunciando in successione i fatti: le elezioni europee del 2019, con l’ingresso importante nel Parlamento europeo delle forze nazionaliste e conservatrici, la nascita della “maggioranza Ursula” e la sconfitta del fronte nazionalista fedele al mantra de “il diritto nazionale deve prevalere su quello europeo” cioè la negazione del progetto europeo e, poi, il protagonismo e la determinazione di David Sassoli e
Angela Merkel, il primo con il suo “nessun dialogo con le forze nazionalistiche ed euroscettiche”. Mauro delinea, quindi, il campo della politica delle famiglie e dei partiti europei rilevando il pericoloso avvicinamento del PPE ai gruppi Conservatori e riformisti – ECR (guidati da Giorgia Meloni) e a quello ultranazionalista di Identità e Democrazia – ID (di Marine Le Pen, Matteo Salvini e Viktor Orbàn). Fa emergere, inoltre, lo stallo della Commissione per i veti, anche della Germania; la difficoltà
ad affrontare la crisi energetica e le politiche sull’immigrazione, constatando che i muri dei nazionalisti
sono più grandi delle tragedie delle morti in mare.

Senza la Merkel e l’asse franco-tedesco l’Europa non ha più una guida e la tendenza sembra quella dell’Europa delle nazioni senza integrazione. Una casa comune, sottolinea Angela Mauro, “…in cui gli inquilini vivono separati” ed il rischio, evitato nel 2019, che l’UE con le elezioni del 2024 possa diventare a trazione sovranista ed euroscettica è molto concreto, dimostrando che l’eterogenesi dei fini
può realizzarsi.
Angela Mauro nel lanciare l’allarme sul fatto che “…l’UE ha un problema di salute grave”, conclude dicendo che “uscire dalla paralisi è la nuova sfida”.