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L'angolo dello scrittore

Il Circo Sadik – seconda parte

racconto di Mario Ventrelli

Parte II: qui si scioglie l’arcano…

 

Seduti ad un tavolino, ordinammo un Amaro 18. Questa volta, grazie all’alcool, Bartleby fu più loquace di un grammofono.

-Dunque il noto Cazzullo sarebbe lei… non ne avevo mai sentito parlare.

-Purtroppo quel po’ che ho pubblicato l’ho fatto a mie spese. Tiratura di duecento copie.

-E come accidenti facevo a conoscerla? Non sono mica ilo Mago Zurlì.

-Ma lei non è un indovino, scusi?

-Indovino? Ma non dica fregnacce. Io sono un laureato in lettere che tenta di sbarcare il lunario. Di magia ne so quanto un cervo.

-Come mai ha scelto di lavorare in un posto così grossolano?

-Rozzo? Le sta scherzando. Il nostro  è un laboratorio a cielo aperto. Il circo Sadik è l’arma più sofisticata sfoderata dal Ministero della Sanità per combattere in campo aperto le  più patologie dell’uomo moderno quali  lo stress, la frustrazione da insuccesso sociale e così via…

-?!

-…La possibilità di poter scaricare in maniera sana ed ecologica tutto il veleno che ci si porta dentro, aiuta ad alleggerire il proprio animo nonché le casse dello Stato che così risparmia in sedativi, calmanti e camicie di forza.

-Lei come ha fatto ad entrarci?

-Dopo averi visto il circo all’opera, mi dissi: perché non proporre lo show di un indovino? Il ragionamento che ho fatto  è il seguente: con tutti i Baudo, Bonolis, e compagnia cantante che impunemente imperversano per l’etere, oggidì la gente si è talmente bevuta il cervello da aver sviluppato dei veri e propri anticorpi che si scatenano al solo udire la parola Cultura. Ecco quindi che il sottoscritto, col suo spettacolo, offre loro la possibilità, a buon mercato, di rimettersi sui libri. Infatti, onde potermi seppellire con ortaggi marci et similia, è necessario che riescano a fregarmi con argomenti ostici di  letteratura mondiale.

-Bell’idea…

-Ha capito dov’è l’inghippo? Le garantisco che quei buzzurri lì fuori, sarebbero disposti a prendersi due lauree pur di bombardare il sottoscritto.

-Siete finanziati dal Ministero?

-Certamente! Sa quanto risparmia lo stato… solo per i corsi serali? Si figuri che anche la Gelmini ha studiato qui da noi….

-A proposito: le domande sono serie o concordate?

-Concordate? Ci ha presi per saltimbanchi? Come crede che Lotar l’avrebbe fatta entrare in quella gabbia?-.

Così si discorreva quando, alle mie spalle, arrivo il di cui sopra energumeno.

-Ciao. Prendi un amaro con noi? Lui è Rico Cazzullo, l’uomo dell’altra sera.

-Amaro…? Gradirei una piuttosto una mentuzza.

-Ehm… lei è il signor Lotar?

-Ma quale Lotar- fece Bartleby_, il suo nome è Peppino, Fisico delle particelle disoccupato. A parte il fisico, come può vedere, dei suoi studi non gli è rimasto molto. In quanto alle particelle… gli son diventate dei meloni.

-Non trovando altro da fare, ci siamo inventati questo lavoro. Bisogna essere a-la-page. Oggigiorno va di moda la flessibilità. Nel senso che bisogna sempre essere disposti a genuflettersi per sbarcare il lunario. Ma lasciamo perdere. E lei piuttosto, come se la cava?

-Boh, io faccio il becchino con un laurea in medicina. Deontologicamente forse non è onesto che un medico lucri sulle morti altrui ma, nel mio caso, i pazienti migliori sono quelli che tolgono il disturbo. Però ne ho piene le tasche.

-Bella compagnia-, attaccò Bartleby: – un medico, un fisico ed un dottore in lettere. Tutti e tre riciclati in una nuova professione. Con la disoccupazione che c’è in giro, sarebbe proprio il caso di inaugurare la nuova facoltà di Tira A Campare.

-Giusto. E’ l’idea vincente del nuovo millennio. Con corsi specifici per imbianchini, idraulici, carrozzieri…

-Panettieri, sturalavandini, spazzini-… rincarò Bartleby.

-E perché no, anche un corso per becchini-, aggiunsi io. –Fino a prova contraria è un lavoro che non teme carestie.

-Specie coi nostri ospedali…

-Guarda un po’ che vita-, riattaccò Bartleby, -uno studia tot anni e poi si ritrova a lavar le scale. Non è una fregatura?

-Già. Mai che avvenga il contrario, mai che un pastore si ritrovi a fare l’amministratore delegato o chessò, il governatore della Banca d’Italia.

-Davvero le va così bene come becchino?

-Beh, se non fosse per la monotonia… Io ho sempre sognato un lavoro intellettuale

-Beh, se le va, -fece complice lo pseudoLotar, -onde arrotondare, potrebbe sostituire l’indovino per un po’. La paga è vera e le frustate finte. Così potrebbe contribuire anche lei alla nostra causa Si scelga l’argomento e vedrà che quei bifolchi saranno disposti a sputare l’anima pur di fregarla. Ad ingollarsi tutta l’Enciclopedia Britannica.-

Restammo di rivederci di lì a tre giorni in un paese concordato.

Riflettei.

Ponderai

Cogitai.

Quindi agii.

Posi da parte pala e piccone. Poscia acquistai una specie di cimiero puntuto blu oltremare con striature grigio Van Dick e sbuffo verde vescica.

La settimana dopo ritornai al circo Sadik. Ma questa volta nella gabbia ci entrai come Mago Cazzullo. E sapete qual era l’argomento? La mia opera omnia!

 Ma per fregarmi dovevano comprarsela!

Fin

 

(scritto nel lontano 2005, leggermente riveduto ma purtroppo sempre attuale…)