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I racconti del Premio letterario Energheia

Gli astronauti della Vega, Leonardo Meridiani_Roma

Racconto finalista Premio Energheia 2020_XXVI edizionesezione giovani

108 giorni prima avevano visto il suolo abbassarsi a gran velocità sotto di loro. Dall’oblò del modulo di comando avevano visto il suolo allontanarsi dall’astronave e le nuvole e il fumo coprire la folla. E ora, dopo 108 giorni, erano già a 26 miliardi di chilometri dalla Terra, diretti verso un punto azzurro orbitante nell’oscurità.

Quando verrà alla luce sarà il primo uomo a essere nato fuori dal nostro pianeta.”

Erano diretti verso RW2747b, un esopianeta molto simile alla Terra per dimensione, temperature superficiali e distanza dalla sua stella. Un cosiddetto analogo terrestre. Stando a quanto affermato dagli esperti sul pianeta sono probabilmente presenti formazioni nuvolose, oceani e terre emerse. Scoperto oltre 50 anni prima, era l’ideale per il programma Terra 2 e la Vega 3800 era l’ideale per arrivarci.

Dobbiamo iniziare a pensare al nome, ad un nome che abbia senso.”

Che ne dici di Adamo? È anch’egli un primo uomo.”

Non mi piace Adamo.”

Anche a me non convince troppo. Cosa consigli in alternativa?”

Se gli dessimo il nome del più famoso uomo mai esistito?”

E chi sarebbe il più famoso uomo mai esistito?”

Gesù Cristo.”

Non possiamo chiamarlo Gesù Cristo.”

Hai ragione. Potremmo dargli il nome del secondo uomo più famoso mai esistito allora.”

Ossia? Giulio Cesare? Aristotele? Napoleone?”

Non mi piacciono.”

Neanche a me. Trovo più opportuno omaggiare l’esplorazione spaziale, i suoi inizi.” “Ti riferisci al programma Apollo? A Neil? A Buzz?”

Pensavo più a Michael Collins in realtà. Mi ha sempre fatto un po’ pena. Pensa un po’, rimanere solo su una navicella mentre i tuoi compagni lasciano le prime orme sul suolo lunare. Sarebbe un modo per omaggiare questo Lepido della situazione.”

Mi piace. Michael Collins Ardan, il primo uomo nato nello spazio.”

Nessun essere umano era mai nato al di fuori dell’atmosfera terrestre. Su Marte e su Ganimede c’era qualche base che fungeva da centro di ricerca, ma la terraformazione era fallita. Gli scienziati si recavano lì per qualche mese per poi rientrare sulla Terra lasciando il campo ad altri colleghi, come accadeva sull’ISS nel XXI secolo. Nessuno ci viveva stabilmente.

E se fosse una femmina?”

“…”

Io penso che andrebbe chiamata Eva o Maria.”

Se nascerà una femmina la chiameremo Vega.”

La Vega 3800 era la loro astronave. Aveva 40 uomini a bordo, una zona destinata alla coltivazione di verdura, cereali e legumi e una per l’allevamento. Non c’erano bovini, suini o pollame nella zona allevamento. C’erano solo insetti, meno impegnativi rispetto a mucche o maiali. Un gruppo specializzato di 15 persone si occupava dell’allevamento degli insetti. C’erano dalle più comuni mosche e zanzare a rari scarabei e coleotteri delle foreste sudamericane. Gli astronauti della Vega avevano seguito un addestramento speciale per eliminare il ribrezzo che mangiare tali esseri procurava.

Tanto dovranno mangiarne anche sulla Terra prima o poi.”

Già. Siamo in troppi, tutto sta declinando verso la fine. Persino gli oceani e i mari non sono più azzurri come una volta.”

La Vega 3800 non era la più grande navicella spaziale costruita dall’uomo. La Rigel 97 era la più grande navicella spaziale costruita dall’uomo. Ma la Rigel 97 esplose durante una missione anni addietro e da allora la Vega 3800 era la più grande navicella spaziale in circolazione.

Ci pensi mai che partecipiamo a una missione di cui non vedremo la fine, di cui i nostri figli e forse anche i nostri nipoti non vedranno la fine.”

Già, neanche 30 anni e già sappiamo che i nostri cadaveri vagheranno muti nello spazio. Ma questo e altro per il progresso scientifico.”

Per la salvezza dell’umanità questo e altro.”

Ci sarebbero voluti 137 anni per raggiungere RW2747b. Quando nacque Michael Collins Ardan ci fu una gran festa. A poche settimane di vita venne lasciato in mezzo agli insetti per evitare che venisse affetto da entomofobia e per abituarlo alla dura vita che avrebbe condotto. Vi rimase per 2 giorni, ignorato da tutti, senza cibo o acqua. Trascorsi 2 giorni era ricoperto di punture. Fu un successo, non era morto. Si era perfino mangiato qualche formica. Gli anni fluirono come l’acqua limpida dei ruscelli montani, il viaggio procedeva come previsto e si era arrivati alla quinta generazione degli astronauti della Vega. Gli astronauti erano ormai avvezzi al consumo di insetti, ma alcuni di loro iniziavano a dubitare. Dubitavano della faccia che da dietro lo schermo diceva loro ciò che dovevano e ciò che non dovevano fare. Dubitavano dell’esistenza di altri esseri umani. Dubitavano dell’esistenza della Terra stessa. Michael Collins Ardan era morto più di sessant’anni prima.

Un giorno quella faccia dietro lo schermo parlò loro piena di commozione : “Cari concittadini terrestri, è un enorme piacere comunicarvi che questa missione sta per giungere alla sua conclusione. Fino a qualche secolo fa sarebbe stato impossibile non limitare un simile avvenimento alla fantasia di qualcuno. Sconfiggere distanze astronomiche imbarcando sulla più veloce astronave mai costruita intere famiglie di astronauti. Astronauti che avrebbero a loro volta dato alla luce nuovi astronauti, destinati a continuare la loro missione, la nostra missione. In questo modo ci sarebbero sempre stati nuovi uomini a guidare la Vega verso l’azzurro. E così è stato. Manca solo una settimana all’arrivo su RW2747b e tutta la Terra non vi staccherà gli occhi di dosso neanche per un istante. Voi non siete degli eroi, voi siete gli eroi. Siete gli eroi che stanno per portare a compimento il lavoro di migliaia di uomini che vi hanno, che ci hanno preceduti. Non dubitate ora. Nonostante l’enorme distanza che ci separa noi saremo sempre con voi. Ora preparatevi per l’atterraggio della settimana prossima. Dopo aver toccato terra pianterete il nostro azzurro vessillo e inizierete a costruire le basi dove vivrete. Ma queste cose già le sapete. Non mi resta che augurare buona fortuna a tutti.”

Gli astronauti della Vega avevano i volti rigati dalle lacrime. Erano stati sciocchi a dubitare. Non volevano mandare all’aria il lavoro dei loro padri.

Dopo una settimana videro una sfera azzurra davanti a loro. Era RW2747b. Era la loro meta. Restava ora la parte più complessa dell’intera missione. Entrarono nell’atmosfera del pianeta. Le nuvole celavano la superficie allo sguardo e la Vega fu costretta a scendere alla cieca.

Qui Vega a Sala di controllo. Siamo completamente circondati da nuvole. La visibilità e pari a zero e non riusc…”

Un boato, poi il silenzio. La comunicazione si era interrotta.

Non si seppe più nulla della Vega e dei suoi astronauti.

L’altra mattina ero al bar con Todd e Bill. Sgranocchiavamo locuste essiccate. Senza una ragione particolare iniziammo a parlare dell’incidente della Vega.

Secondo me si è schiantata contro una montagna o qualcosa di simile.”

Oppure sarà bruciata come carta sul fuoco.”

Magari gli insetti sono riusciti a fuggire prima del disastro e ora hanno colonizzato il pianeta.”

Non potevamo aspettarci granché da questa missione, l’ho sempre detto io.”

Poi Bill se ne uscì con una frase che ci non riesco a togliermi dalla testa.

Uomini fortunati, hanno visto l’azzurro senza conoscere il marciume che c’è quaggiù. Che siano vivi o morti non fa differenza, ora nuotando nelle altezze dei cieli.”

Dopo un attimo di silenzio tutti e tre scoppiammo a ridere, ma era una risata amara.