I racconti "brevissimi di Energheia"

I Brevissimi 2025 – Estate e libertà sono sinonimi, Chiara Crespo_Villar Pellice(TO)

Anno 2025 (Le stagioni: Estate) – finalista

In una calda serata d’agosto, a bordo piscina ripenso all’estate appena trascorsa.

Sono Sally, ho 29 anni e questa situazione è irreale, così lontana dalla vita a cui

ero abituata. Il vestito corto e attillato che adoravo, ora mi fa sentire nuda e

vulnerabile, il trucco sul viso è una maschera cerata.

Cerco di non pensarci ma quella vocina è lì, a ricordarmi che lui non avrebbe

approvato.

Faccio un respiro profondo per calmarmi ma non funziona, i polmoni bruciano,

il cuore mi schizza dal petto.

Avevo 24 anni quando conobbi quel dolce, premuroso ragazzo del minimarket

sotto casa, me ne innamorai subito. Ero ricambiata. Ci frequentammo per un po’

prima di fidanzarci, lui mi dava sempre questi baci sulla fronte chiamandomi

“la sua principessa”. La prima volta che facemmo l’amore ero felicissima.

Poi non so cosa sia successo, forse è stata colpa mia, ma qualcosa è cambiato.

È iniziato in modo innocuo, come una piccola crepa su di un vetro, “non è nulla

di grave” pensi, ma prima che ti decida a ripararlo ti si è già sbriciolato tra le

mani.

È stata tutta colpa mia.

“Non puoi uscire vestita così, tutti ti guarderanno e tu sei solo mia” ed io mi

cambiavo con qualcosa più di suo gusto, “non ti truccare, mi piaci di più al

naturale” ed io smisi di farlo. “Non puoi uscire da sola, non con tutti quei

ragazzi in giro, sai che poi divento geloso” ed io smisi di uscire. Anche con le

mie amiche, perché secondo lui avevano una brutta influenza su di me, ed io gli

credetti.

Era geloso, mi voleva tutta per sé ed io mi sentivo amata e protetta, “vuol dire

che ci tiene a me”, cercavo di convincermi ignorando il disagio alla bocca dello

stomaco. Che stupida che sono stata.

Poi sono iniziate le urla, i calci e i pugni, quando non obbedivo mi tirava i

capelli fino a farmi vedere le stelle. Non mi colpiva mai il viso, era attento a

salvare le apparenze ed io ero costretta ad indossare le maniche lunghe anche

d’estate. Il fondotinta divenne il mio migliore amico. Sorridevo ma dentro mi

sentivo morire, stavo scavando la mia tomba.

Quando ero piccola, una volta, rischiai di annegare e mio padre mi salvò appena

in tempo. Ricordo che scalciavo e mi dibattevo per poter guadagnare anche solo

qualche istante in più di ossigeno e stare a galla.

Mi ero cacciata io in quella situazione ed era solo colpa mia se stavo per

annegare. Tra le sue braccia, non potevo scalciare, non potevo urlare. Non

potevo sperare che qualcuno mi salvasse e mi sentivo andare sempre più giù,

sprofondando in un abisso oscuro, colmo di rimpianto e disperazione. Quelle

stesse mani che mi accarezzavano con premura le guance, come se fossi la cosa

più preziosa al mondo le sentivo ogni giorno scendere sempre più in basso fino

a quando non saranno inevitabilmente strette attorno al collo per strangolarmi.

È la fine, pensavo. Si dice che la speranza sia dura a morire ma alla fine se ne

va anche quella.

28 luglio. Era il mio compleanno. Lui mi ha detto che aveva una sorpresa per

me! Forse si è pentito di tutto quello che ha fatto, forse mi avrebbe chiesto

scusa con un gesto romantico, poi tutto sarebbe tornato come prima e saremmo

di nuovo stati felici. Per la prima volta da un po’ non avevo paura.

Ma i miei sogni sono presto andati in frantumi, ha iniziato ad urlarmi contro, mi

sentivo umiliata, ci stavano guardando tutti! Mi ha tirato un pugno in faccia,

doveva essere proprio fuori di sé altrimenti non l’avrebbe fatto, mai la faccia,

salvare sempre le apparenze. Qualcuno chiamò la polizia e fui allontanata da

lui, non avevo più le forze per oppormi. Risposi sinceramente alle domande, ero

troppo stanca per inventarmi bugie.

Fu l’ultima volta che lo vidi, da allora mi sono trasferita e mi sono fatta nuovi

amici.

Sono finalmente libera, se questa si può chiamare libertà, forse non me ne

libererò mai e continuerò a vivere con la paura che possa tornare a prendermi.

Sono Sally, ho 29 anni e sono sopravvissuta ad una relazione abusiva e forse,

solo forse, la vita è tornata a sorridermi.