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I racconti del Premio letterario Energheia

LA-NU_Giovanna Albano, Bernalda(MT)

_Racconto finalista seconda edizione Premio Energheia 1995.

 

 

C’era una volta, nello studio di una bella casa, uno scaffale di noce con intarsi dorati, aristocratico condominio a tre piani dove abitavano illustri famiglie di libri.

All’ultimo piano c’era la preziosa Enciclopedia del babbo, composta da dodici volumi rilegati con particolari in oro. Essi avevano scelto liultimo piano perché si consideravano di elevatissimo ceto sociale, quindi “irraggiungibili”. In realtà lo erano per i bimbi di casa. Sopra di loro c’era la “terrazza”, arredata con una patata dolce che, a furia di stare in un vaso colmo d’acqua, si era decisa a mettere tante foglie e a fare così ombra ad una graziosa elefantina di vetro blu che alloggiava proprio lassù. Quando Concetta, la cameriera, ripuliva lo scaffale, le capitava di appoggiare alcuni volumi dell’Enciclopedia sul terrazzino mentre spolverava l’ultimo piano e così tutti, prima o poi, avevano chiacchierato con Stellablù, l’elefantina. In verità lei aveva una cotta per DE-EL, il terzo volume. Dopo tante chiacchiere, aveva scoperto che sapeva parlare proprio bene degli elefanti! Ed era difficile trovare uno così su quella terrazzina. Lo scaffale veniva rispolverato una volta a settimana, ogni giovedì. Inutile dire che tutti gli inquilini dell’ultimo piano attendevano con impazienza quel giorno per rivedere Stellablù. In realtà prima, insieme con la famiglia Enciclopedia, abitava anche un atlante, ma il suo continuo parlare di viaggi non era molto gradito. – Che noia questo marinaio da zattera – diceva spesso UL-Z – Non sa niente di uranio, di ultravioletti e vasi sanguigni e parlare con lui non E per niente interessante. E’ vero, sa dirti la lunghezza di tutti i fiumi, ma io che conosco solo lo Zambesi mi annoio terribilmente! – . -Hai ragione, fratello, è un ignorante! Pensa di sapere di piùlui che ha visto tutte le terre, ma non ha mai sentito parlare di Torquato Tasso! Insieme riusciamo a parlare solo di stelle, ma il tempo passa e gli argomenti sono sempre gli stessi! -. Il povero atlante, vedendosi così rifiutato, aveva deciso di traslocare ed era finito nel soggiorno, sulla mensola del camino.

La mensola del camino era la residenza estiva preferita dagli abitanti del secondo piano. Questi signori erano un gruppo di amici allegri e giocherelloni, malvisti dagli elegantissimi volumi del piano di sopra. Erano rivestiti di semplice cartone colorato, sembravano preferire al troppo sapere le risate e gli scherzi. Si trattava per lo più di libri di favole e romanzi. Spesso invitavano alcuni amici: riviste di enigmistica e barzellette. Tutti insieme facevano un chiasso infernale, e NU-PA, il settimo volume dell’Enciclopedia, si lamentava spesso per le sue povere orecchie con i fratelli. In estate però c’era un poi di pace perché si trasferivano prima nel balcone del soggiorno e poi sulla mensola del camino, ormai spento, proprio vicino all’atlante. I padroni di casa li sfogliavano lentamente nei momenti di relax. Alla fine di settembre venivano riposti sullo scaffale, i signori tornavano al lavoro e cominciavano ad andare e venire i volumi dell’Enciclopedia. Questi altezzosi inquilini dell’ultimo piano non avevano mai parlato con quelli del piano di sotto, non considerandoli alla loro altezza, finché Zanna Bianca non era tornato dalla mensola del camino con delle notizie sull’atlante. Allora tutti, e in particolare NU-PA, avevano teso le orecchie per sapere qualcosa del loro vecchio conoscente. Zanna Bianca raccontò che viveva sulla mensola del camino accanto ad una gondola e che parlava continuamente di viaggi. Lei, infatti, aveva affermato di essere stufa del Canal Grande di Venezia e di voler conoscere di piùil mondo. Quando seppe questo, la piccola LA-NU arse di sdegno e di gelosia: le erano sempre piaciòte le navi da crociera e anche con l’atlante sarebbe andata d’accordo, se mamma e papà le avessero permesso di frequentarlo! Ma i suoi fratelli IA-LA e NU-PA le stavano sempre uno a destra e uno a sinistra e non volevano affatto che lei andasse piùin là, solo un poi vicino a lui… Zanna Bianca, che aveva portato notizie sull’atlante, era uno dei libri piùgrandi del secondo piano. Il più piccino era Cappuccetto Rosso, che spesso andava a spasso con la Bella Addormentata, una ragazzina bionda sempre allegra ma un po’ tonta. Il Libro dei Giochi era un librone grosso e rosso, sempre allegro, però.

Inoltre conosceva sempre gente nuova, perché in casa veniva invitato a tutte le feste. Era lui che chiamava i giornali di enigmistica. Questi erano lunghi e sottili ma in quando a scherzi, rompicapo, giochi e barzellette non erano meno provvisti del loro amico! Il Libro dei Giochi era sempre protettivo nei confronti della Bella Addormentata nel Bosco: non le permetteva di scendere al primo piano. Sapeva che se lei lo avesse fatto si sarebbe irrimediabilmente affezionata al Manuale delle Piante Boschive, che le avrebbe ricordato la terra natale e non sarebbe piùrisalita. Inoltre, un giorno che i bambini lo avevano lasciato al primo piano, aveva sentito fare molti complimenti alla sua protetta da tutti quegli inquilini. Essi appartenevano alla signora Ilde, e a testimoniarlo c’era una bella foto di lei su quel ripiano, accanto al loro. Erano solo cinque, ma così grossi da occupare veramente tanto spazio, sicché là, oltre alla foto, c’era soltanto un piccolo clown di porcellana col vestito di seta. Il clown era sempre stato allegro, mai suoi coinquilini, amanti del silenzio, lo rimproveravano spesso ricordandogli che la natura è silenziosa. A poco a poco al piccolo clown era venuta la lacrimuccia, e così molti pensavano che fosse un pierrot tanto triste da sbagliare addirittura il vestito. Ma in realtà, quando aveva la fortuna di stare con quelli del secondo piano come quella volta del Libro dei Giochi, si scatenava ed erano risate irresistibili! E, quella volta, Il Manuale delle Piante Boschive, il Libro di Giardinaggio, Vegetazione Domestica, le Vostre Piante, il Verde in Casa non avevano battuto ciglio, considerando giustamente la mole dell’intruso. Poi la signora Ilde aveva rimesso il Libro dei Giochi vicino alla Bella Addormentata nel Bosco e tutto era ritornato normale.

Un pomeriggio il babbo, marito della signora Ilde, prese LA-NU per aiutare il piccolo Andrea in una ricerca. Che emozione! La piccola LA-NU ebbe appena il tempo di dire all’amica Stellablù “poi ti racconto tutto” che si trovò sul tavolo del soggiorno. Le manine di Andrea cominciarono a trascrivere tutto quello che lei sapeva su Giuseppe Mazzini. A dire la verità si trattava di uno degli argomenti che meno piacevano a LA-NU, e poi la posizione era scomoda, ma la libricina non ci fece caso: era la prima volta che poteva vedere un pezzettino di mondo, quel mondo di cui aveva sentito parlare da quelli del piano di sotto ed era intenzionata ad assaporare tutto fino in fondo. Che bella luce veniva dal balcone! E che bagliori mandavano i cristalli del lampadario! Com’era bella la credenza, con le tazze colorate lucide dietro il vetro! Si sentiva il crepitio delle fiamme nel caminetto. Il caminetto! Non era lassù che abitava l’atlante? Oh, come avrebbe voluto rivederlo! Con grande emozione alzò lo sguardo e… eccolo! Era lui! Sempre lo stesso bel libro di prima, con gli occhi dolci e vispi. Accanto a lui, la gondoletta di legno, che sicuramente affascinata dai suoi racconti lo guardava sorridendo. Che tristezza!

LA-NU avrebbe tanto voluto ascoltare quei racconti al posto dell’altra! Chiuse gli occhi e strinse le labbra, per non vedere piùdavanti a sé. Ma se gli occhi possono essere chiusi, lo stesso non E per la mente. La libricina pensava, pensava… al condominio, all’atlante, ad Andrea, alla gondola… – Ehi, LA-NU! -. LA -NU aprì gli occhi e si trovò davanti l’atlante e la gondola che le sorridevano. – Non sforzarti sei conciata un poi male, ma niente di grave per fortuna. – LA-NU si guardò: era un poi bruciacchiata e una benda di nastro adesivo le fasciava la schiena. – Andrea ti ha lasciato cadere nel caminetto, sai – spiegò la gondola – ma ti hanno salvata in tempo – . – Senti, LA-NU – disse l’atlante – credo che chiederanno di sostituirti, così tu rimarrai qui con noi. Che belle chiacchierate faremo! Ti racconterò tutto il mondo! – . – Ed io ti dirò di Venezia! Io vivevo nella botteguccia di un giovane artigiano, Marco, sul Canal Grande. Osservavo le mie sorelle grandi nell’acqua e desideravo tanto poter partire, come loro… Un giorno un giovane turista mi comprò per regalarmi alla sua bionda Ilde, e allora Marco… – . Il racconto della gondola continuò e lei e LA-NU diventarono molto amiche. Passarono alcuni giorni e si vide il babbo trasportare nello studio una scatola, pressappoco delle dimensioni di LA-NU. Doveva essere la sua sostituta. L’avrebbero adottata là, all’ultimo piano? Sarebbe stata simpatica? Mah! LA-NU non riuscì più a tornare al condominio. Avrebbe però tanto voluto salutare Stellablù. Chissà se alla fine DE-EL le aveva chiesto la mano. Ma ecco il babbo con Zanna Bianca: doveva essere estate! Anche le piante del balcone erano verdi e in fiore. Sicuramente quel chiacchierone di Zanna Bianca le avrebbe raccontato qualcosa! E, infatti, arrivò la sera, le luci furono spente e i padroni di casa Ilde e suo marito, uscirono. Probabilmente i bambini erano andati a letto. Zanna Bianca venne posto accanto agli altri, sul caminetto. Gli era venuta qualche riga sulla copertina, ma niente di grave, aveva un portamento splendido. Dai, dicci che succede al condominio! Il Libro dei Giochi continua a fare dispetti a papà? – fece LA-NU. Macché dispetti! Là ci sono feste ogni notte! Spesso i tuoi genitori e i tuoi fratelli rimangono al secondo piano con noi e devo dirti che tuo fratello NU-PA ha una cotta per la Bella Addormentata e il Libro dei Giochi né è così contento! – . – Cosa? Ma i padroni lasciano l’Enciclopedia al secondo piano? Non temano piùche i bambini così vivaci… – . – Bambini? Mia cara, Andrea ormai è un ragazzo grande: un giorno ha preso Stella blù e l’ha regalata alla sua fidanzata. Pensa un poi quant’è alto! La tua famiglia mia cara non può più darsi tante arie: E a portata di mano per tutti, adesso! Non che questo mi dispiaccia, intendiamoci: non pensavo che fossero così simpatici! Tua sorella EL-FL balla persino il flamenco!-.

Ma quanto tempo era passato? Andrea era grande? Arrivava all’Enciclopedia? E Stellablù, dov’era finita? EL-FL, che sapeva parlare solo di encicliche e di egemonia, ballava il flamenco? Mah! In tutto quel tempo l’atlante le aveva parlato solo dell’Europa e dell’Asia. Com’era grande il mondo! Come fare per conoscerlo tutto se non si può viaggiare? Ma con i libri, no? LA-NU capì quanto i libri siano importanti, per tutti. Ricordò Andrea, che da bambino non poteva toccare l’Enciclopedia, e sorrise. Crescendo si allargano i propri orizzonti… Fu fiera di essere uno strumento utile per le persone, e sentì come un bisogno di essere sempre disponibile verso tutti, senza avere la presunzione di tenere per sé ciò che sapeva. Ma aveva anche scoperto che non bastava essere una libricina saputella per essere felice: l’atlante e la gondola l’avevano accolta subito con affetto, e anche la sua famiglia, sempre così superba, aveva finalmente scoperto l’amicizia degli inquilini del piano di sotto. Sembravano essere tutti felici e anche LA-NU, quella sera, volle addormentarsi pensando a queste cose belle, scordando tutti i guai, appoggiata con gli occhi chiusi al suo caro amico atlante.