Dialoghi Mediterranei dal 15 al 17 ottobre 2026
dialoghi mediterranei locandina
Il programma e gli ospiti:
Giovedì 15 Ottobre | Libreria dell’Arco | Ore 18:00
Non c’è Mediterraneo senza una Palestina libera
Abdalhadi Alijla, Arab Reform Initiative
dialoga con Marina Calculli
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Venerdì 16 Ottobre | Archivio di Stato | Ore 18:00
Ecologie di resistenza dall’Albania alla Palestina
Brunilda Pali, University of Amsterdam
dialoga con Gjovalin Macaj
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Arcipelago palestinese: il dominio israeliano del Mare Nostrum
Nikolas Kosmatopoulos, American University of Beirut
In dialogo con Marina Calculli
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Sabato 17 Ottobre | Sala Conferenze Museo Palazzo Lanfranchi | Ore 17:30
Mediterraneo di violenza
Alessandro Mangione, Forensic Borders
In dialogo con Gjovalin Macaj
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Mediterraneo di solidarietà
Margherita Calderazzi, Slai Cobas Taranto
In dialogo con Chiara Saponaro
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In lieu di conclusione
Mediterraneo o Militerraneo? La battaglia per il futuro del Mare Nostrum
Marina Calculli, Università di Leiden
- Alaa Abdel Fattah
- Alessandro Mangione
- Nikolas Kosmatopoulos
- Brunilda Pali
- Abdalhadi Alijla
- Marina Calculli
- Margherita Calderazzi
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Il Mediterraneo appartiene sempre meno ai suoi abitanti indigeni, mentre cresce la sua importanza economica, energetica, strategica e politica. La colonizzazione del Mediterraneo ha attraversato diverse fasi, ma quella di oggi è senza dubbio la più pericolosa: la depredazione delle risorse energetiche da parte di grandi compagnie del petrolio e del gas rende la terra sempre più arida e inquinata, accelerando il cambiamento climatico in una delle regioni più vulnerabili ai suoi effetti in tutto il pianeta; il genocidio e la pulizia etnica in Palestina, Libano, Siria hanno sfigurato intere regioni, private dei suoi abitanti e reinventate come ‘zone speciali’, mentre le poche riserve naturali ancora esistenti attorno al Mediterraneo vengono trasformate in spazi esclusivi, non più accessibili agli abitanti locali, per costruire complessi abitativi lussuosi per le elite miliardarie globali.
Di fronte a questi rapidissimi processi orwelliani, non è mai stato più urgente un progetto politico dal basso che trapassi frontiere nazionali ormai sempre più obsolete, unisca i suoi abitanti, per
ripensare il Mare Nostrum come uno spazio dove la sovranità dei popoli indigeni possa essere difesa dalla rapacità dei pochissimi beneficiari di un’economia globale sempre più centrata su militarizzazione, estrazione di combustibili fossili, intelligenza artificiale e sorveglianza autoritaria.
I ‘Dialoghi Mediterranei’ mettono insieme le esperienze di alcuni dei difensori del Mare Nostrum che affermi il fiorire della società e la difesa del territorio contro la militarizzazione e la colonizzazione delle sue coste e delle sue acque.













