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L'angolo dello scrittore

1700 (millesettecento) secoli fa – il ritrovamento storico più remoto.

_di Roberto Vacca

scrivere1La storia d’Europa si sta per rivoluzionare. Credevamo di conoscerla per sommi capi a partire dai fossili preistorici di 40.000 anni fa, quando arrivarono da Est gli homo sapiens, originari dell’Africa. Per gli ultimi 10.000 – 12.000 abbiamo reperti storici e dopo poche altre migliaia di anni parole scritte.
In avvenire ne sapremo molto di più. A Bruniquel, vicino a Tolosa, in Francia, è stato trovato un sito mai visto. Uno studente ha scavato una antica caverna. Ha trovato che continuava in una stretta galleria lunga 300 metri che si apriva in una grande caverna a cupola piena di stalattiti e stalagmiti. Sono accorsi gli studiosi [più oltre ne riporto i nomi: seguiamoli – ne sentiremo riparlare]. Hanno trovato che abitanti preistorici spezzarono decine di stalattiti. Disposero i cilindri ottenuti in circonferenze: una di 8 e una di 2 metri di diametro. Si tratta della struttura ornamentale più antica mai trovata sulla Terra. Le fratture delle stalattiti e il calcare deposto su di esse sono stati datati, con la tecnica uranio-torio: risalgono a circa 174.000 anni fa — 140.000 anni prima che gli homo sapiens giungessero in quell’area. L’unica possibilità e che la grotta fosse abitata da uomini di Neanderthal che vivevano in Europa da 600.000 fino a 30.000 anni fa. Non si sa perché la loro specie andò estinta: forse li sterminarono i sapiens? Il DNA Neanderthal è stato decodificato nel 2010. Si è visto che molti europei, ma nessun asiatico, né australiano, ne hanno porzioni nel loro patrimonio genetico. Dunque eravamo interfecondi
I Neanderthal erano simili a noi: però erano più prognati, bassi e robusti. Con occhi più grandi e con un cervello grande come il nostro (1500 cm3) – ma con un volume relativo alla corteccia visiva maggiore del nostro. Dovevano avere un’acuità visiva estrema. Si costruivano attrezzi di pietra scheggiata tipici del paleolitico Mousteriano. Fra questi: punte di freccia e di lancia, raschietti, coltelli e amigdale (corti pugnali a forma di mandorla). Avevano tracciato rozze incisioni e pitture rupestri, fra cui negativi delle loro mani ottenuti spruzzando ocra sulla mano appoggiata su una parete. Nelle loro caverne si sono trovate conchiglie in cui era stato praticato un foro. Si pensa che forse le usassero per fare collane.
Nella Grotta Guattari sul Monte Circeo, 100 kilometri a Sud di Roma, nel 1939, fu scoperto un cranio di Neanderthal che presentava un allargamento del foro occipitale e un altro foro da sfondamento. Era circondato da una corona di sassi informi che fece pensare a un intento rituale o artistico. Era un’ipotesi poco sicura perché la grotta era anche stata la tana di iene. Forse erano stati questi stessi animali a portarci il cranio, che risale a circa 40.000 anni fa.
Le incertezze sono molte. Un corpo intero di Neanderthal non è mai stato trovato. I grandi artisti che 40.000 anni fa dipinsero, ad esempio, le grotte di Altamira nel Nord della Spagna, avrebbero potuto ritrarre ottimamente un Neanderthal – ma non lo fecero. Forse erano loro stessi Neanderthal.
Sarebbe estremamente interessante sapere di più su questi uomini che ci hanno preceduto sulla Terra. Forse accadrà fra breve. Ancora la caverna di Bruniquel non è stata scavata. Forse si troveranno scheletri interi di Neanderthal – forse altri artifatti: pitture, sculture, ornamenti, impronte. È un’occasione unica di capire come fossero e che capacità avessero questi esseri umani a cui pensiamo come se fossero alieni, anche se sappiamo che sono in parte anche nostri progenitori. Su di essi si dibatte, ma con scarse basi di dati. Taluno si chiede se i Neanderthal fossero più intelligenti di noi. Non hanno avuto il tempo o non sarebbero mai riusciti a inventare la scrittura?
A queste ed altre domande non abbiamo risposta. Il fisico Prof. Cesare Marchetti ha analizzato acutamente scritti, disegni, progetti e miniature di Leonardo da Vinci. Ha anche ventilato l’ipotesi che Leonardo avesse una estrema acuità visiva che dimostrò nella esecuzione di straordinarie miniature. Da questi elementi si potrebbe concludere paradossalmente che il patrimonio genetico di Leonardo contenesse sequenze rilevanti di DNA Neanderthal. Sarà altamente opportuno che dei prossimi ritrovamenti a Brunequil sia informato subito il Prof. Marchetti. Potrà fornire importanti aiuti a interpretarli.

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Gli studiosi che lavorano alla caverna di Bruniquel sono:
Jacques Jaubert, università di Bordeaux; Sophie Verheyden, Ist, di Scienze Naturai di Brussels; Dominique Geuty, Istituto Laplace a Gif-sur-Yvette; Marie Soressi, università di Leyda.
Un video della grotta si scarica da “Youtube Bruniquel”. Si scarica l’articolo scientifico originale da
www.nature.com/news/neanderthal-culture-old-masters-1.112074