Caricamento in corso
L'angolo dello scrittore

La famiglia nel 3001

Ho ritrovato un articolo che scrissi nel 1970 e che pubblicai su FUTURIBILI. Ne estraggo un passo che è tornato di attualità: di Roberto Vacca_

“Agli inizi del trentunesimo secolo, come sempre, la famiglia è la base della società. Soltanto la definizione di questa importante struttura sociale ha subito, col tempo, profonde variazioni. Nel 3001 la famiglia è un gruppo di individui che vive in simbiosi con uno stesso computer. Non sono considerati significativi gli eventuali vincoli di sangue fra queste persone. Fra loro non esistono rapporti gerarchici. Il loro numero è arbitrario e la loro distribuzione fra i sessi è casuale. L’esistenza di rapporti sessuali è altrettanto frequente fra membri della stessa famiglia che fra membri di famiglie diverse. Le antiche denominazioni di ruoli: padre, madre, figlio, figlia, nipote, zio, nonno sono state abbandonate. Tutti i membri di una famiglia si considerano figli del computer. I bambini generati dai membri di una famiglia o accettati a farne parte per cooptazione, sono allevati ed educati da tutti i componenti, ma una parte essenziale dell’educazione è affidata al computer.

Il computer registra in memoria: informazioni scientifiche e testi letterari, storia, tradizioni e aneddoti familiari, contabilità del patrimonio familiare e ogni altro dato che un familiare decida di affidargli. Il computer funziona come biblioteca e libro di testo, come libro dei conti e registratore di cassa, come amministratore, consigliere e guida. Il computer non comunica con i figli solo attraverso testi scritti su carta o mostrati in video, ma anche per mezzo delle voci di tutti i membri della famiglia presenti e passati. La macchina registra voci e immagini dei suoi figli e ne riflette le personalità. Si può dire che abbia una personalità composta da tutte quelle dei figli vivi e morti. I vincoli familiari sono rinsaldati da questa continuità indistruttibile. Il carattere di ogni famiglia è stabile e marcato.

Alcune famiglie hanno orientamento scientifico. Altre lo hanno letterario. Altre ancora, sono dedite ad attività commerciali, tecniche o manifatturiere. In questi contesti si sviluppano campioni di umanità notevoli per la cultura, l’equilibrio mentale, il carattere solido. Sono uomini e donne difficilmente influenzabili. Sarebbe inutile tentarne lavaggi del cervello: la loro educazione informa il loro essere e, come ogni sana educazione, costituisce un prelavaggio del cervello costruttivo e coerente.

La continuità garantita dal computer fra i figli vissuti in secoli diversi, stabilizza il linguaggio. Gli idiomi umani hanno smesso di evolversi, tranne che per l’aggiunta di neologismi e, in ogni famiglia, per la conservazione di un lessico familiare.

La famiglia è sempre una colonna della società: non più solo a parole, ma nei fatti. Le società industriali e commerciali (per azioni, a responsabilità limitata) non esistono più. Ogni struttura economica è, letteralmente, una famiglia. Alcune famiglie, che producono automobili, aeroplani o computer hanno migliaia di figli. Fra loro non ci sono lotte di classe, né lotte per il potere. Le divergenze fra familiari vengono composte con l’aiuto del computer, che esprime le alternative possibili e le conseguenze relative in termini rigorosi. Agli interessati vengono fornite le informazioni rilevanti per le decisioni da prendere e la comprensione viene facilitata. L’uniformità di formazione fra i figli di uno stesso computer facilita la concordia di intenti.

La società nel suo complesso è stabile come non mai. Non solo è sparito l’odio di classe, ma anche quello razziale: non esistono più razze umane diverse. La facilità delle comunicazioni e delle migrazioni da secoli ha favorito la miscegenazione: le caratteristiche somatiche degli esseri umani in tutto il mondo sono sostanzialmente uniformi.

Anche l’economia non presenta più cicli di variazione imprevedibili. Le aziende familiari sono stabili e il tenore di vita è alto e uniforme”.

Già 40 anni fa intravedevo, dunque, un mondo prospero in cui il meticciato non sia una maledizione e in cui la famiglia si evolve in modi nuovi.