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Rassegna Stampa

Maria Antonietta De Cristofaro e Nicola Buccico ripercorrono rime e versi

Un Granaio in Lucania: Libri tra autori e prime edizioni

Volume al centro di mille storie

Il Quotidiano – Domenica 13 Febbraio 2011

Il libro al centro di un percorso lungo una vita, o forse, ancora mille, quante le storie raccontate, ed ancora in numero indefinito, tanto da accogliere le innumerevoli vite dei lettori, o delle esistenze al libro conferito.

Un pomeriggio conviviale, per ripercorrere la storia di questo straordinario manufatto, poi divenuto semplice oggetto di consumo dell’industria di massa.

Nel Palazzo Lanfranchi, la professoressa Maria Antonietta De Cristofaro ne ha ripercorso il mutamento storico, mentre l’avvocato Nicola Buccico ha fatto riecheggiare le rime e i versi che hanno segnato il secolo breve, il lontano Novecento, durante l’appuntamento voluto dall’associazione Energheia e Libreria dell’arco, dal titolo: “Un granaio in Lucania. Libri: tra autori e prime edizioni”.

Sino alla industrializzazione  questo oggetto, spesso assurto a vero mito e simbolo di auto rappresentazioni, appariva in realtà confinato all’interno di vere enclavi, custodi  gelosi di conoscenza e potere.

Col tempo, ha ricordato De Cristofaro, dopo l’invenzione della stampa, il libro perderà la nobiltà della forma, per guadagnare il piacere della diffusione.

Lungo le sale del Palazzo Lanfranchi si è così proceduto a “svuotare” quell’immenso granaio che è il patrimonio conservato dai libri, ma al tempo stesso, di cui essi ne sono indiscutibilmente parte.

Buccico ha indicato il valore del libro stampato e dei grandi poeti da Ungaretti a Montale: “nessuno potrà mai dimenticare Sinisgalli”, ha tenuto più volte a sottolineare.

Nella ricostruzione fatta ci si è anche interrogati sul futuro della memoria della letteratura lucana, ed a quanti ricordano e privilegiano la figura di Scotellaro, con la sua ferma volontà per una poetica dell’impegno, è stata ricordata l’attenzione di cui continua a godere l’ingegnere-poeta, e l’oblio che sembra invece aver avvolto tanta parte dell’opera di Scotellaro.

La memoria di Buccico è poi andata a poeti come Saba, Montale, ad ermetici come Ungaretti, i cui versi brillano per la straordinaria modernità, quasi contemporanei nella loro folgorante e precaria rappresentazione della condizione dell’animo umano, che oggi sembra diluirsi nella modernità liquida.

“Io trovo in Sinisgalli una maturazione straordinaria ed una grande capacità di guardare al futuro e, del resto – ha sottolineato Buccico -, è stato indicato come il nostro rappresentante per i 150 anni dell’Unità d’Italia”, quindi il pensiero è andato al territorio: “Le piccole e le grandi biblioteche servono a legare le generazioni del passato con quelle che verranno nel futuro. Ogni scrittore vive nel suo tempo, ma ve ne sono alcuni che travalicano il loro e penso a tal proposito al grande poeta tursitano Albino Pierro. Oggi – ha aggiunto -, manca in Lucania una poesia civile, mancano voci apical”, ma in futuro occorrerà “ritornare alle grandi raccolte di libri, i nostri granai, le vere fonti”.