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Rassegna Stampa

L’economia, la sinistra, i diritti. A Matera Stefano Fassina

Continuano gli incontri dell’associazione culturale Energheia sul tema del rapporto tra economia e società, che ha visto nei mesi scorsi la partecipazione di studiosi quali Latouche, Bartolini e Vacca.

 Per giovedì 31 maggio 2012 – alle ore 20.00 – presso la Libreria dell’Arco, in Via Ridola a Matera, è prevista la conversazione con Stefano Fassina, autore del saggio: “Il lavoro prima di tutto. L’economia, la sinistra, i diritti”, (Donzelli Editore), con una breve introduzione di Fedele De Novellis.

Siamo nel vivo di una fase straordinaria. Il termine crisi è sempre meno utile a fotografare il passaggio in corso. Siamo, in realtà, in una grande transizione articolata lungo quattro fondamentali assi: geoeconomico e geopolitico, demografico, economico e sociale, ambientale. L’asse geo- economico e geopolitico del pianeta si sposta a est e a sud. Le economie mature invecchiano a fronte di interi continenti segnati da giovani generazioni in movimento. Le diseguaglianze all’interno dei singoli Stati nazionali si ampliano e superano il limite di funzionamento degli ordinamenti democratici, oltre che delle economie. La natura, straordinaria risorsa per il benessere dell’uomo, è sempre più in sofferenza e si vendica con effetti sempre più pesanti in termini di vite perse. «Siamo a una crisi di legittimità del capitalismo».

Nell’attuale contesto di crisi, ciò che sta succedendo è il trasferimento di un debito del sistema bancario e finanziario agli Stati e da questi ultimi ai cittadini; ovvero, si salvano le banche socializzandone gli oneri e poi si interviene per evitare il default degli Stati con misure di macelleria sociale che mandano in default i cittadini. Si tratta di una gigantesca trasposizione dal welfare, che aveva caratterizzato, seppur in forme differenti tra loro, tutti i paesi dell’Unione Europea della seconda parte del ‘900, come compromesso sociale tra il capitale e il lavoro, verso un sistema di bankfare, all’interno del quale il ruolo del pubblico diviene esclusivamente quello di sostenere, a spese dei cittadini, il sistema bancario e finanziario internazionale, causa prima della crisi in atto. Il risultato è un circolo vizioso grazie al quale il debito degli Stati è notevolmente aumentato proprio grazie al fatto che i governi hanno deciso di accollarsi le perdite del capitale finanziario.

Stefano Fassina, classe 1966, laureato all’Università Bocconi in Discipline economiche e Sociali, è dal dicembre 2009 responsabile del Dipartimento Economia e Lavoro del Partito Democratico. È stato per un lungo periodo economista al Fondo monetario internazionale e, prima e dopo, consigliere economico al Ministero dell’Economia con Carlo Azeglio Ciampi e Laura Pennacchi, con Tommaso Padoa Schioppa e Vincenzo Visco.