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I racconti del Premio Energheia Africa Teller

La verità_Newton Mutethia Mwenda

islanda1_Racconto finalista prima edizione Premio Energheia Africa Teller.

Traduzione a cura di Mariella Vaccaro

 

Il mio nome è Matete-Samuel Matete. Appartengo alla tribù degli Zutu e sono africano per il colore della mia pelle e per essere nato in questo glorioso continente.           Sono un cittadino dello Zale – un Paese dilaniato dalla guerra civile. E’ questo l’unico lato oscuro della mia madrepatria.

Più avanti in questa storia vi farò conoscere il motivo per cui noi combattiamo gli uni contro gli altri. Per alcuni di voi sarà una storia triste; spero comunque che imparerete uno o due motivi per cui dovreste vivere  come fratelli.

Io sono il primo figlio nato nella capanna di mia madre, che ha avuto altri quattro figli (due maschi e due femmine). Mio padre è il capo del nostro appezzamento di terreno. Ha altre tre mogli e altri dodici figli. Dal momento che mia madre è la prima moglie, le altre mogli la rispettano molto. Infatti è lei che dirige il mercato delle donne che fanno parte del nostro terreno. Ciò significa che lei rappresenta il nostro appezzamento durante i giorni di mercato a cui partecipano gli altri quattro appezzamenti di terreno del nostro distretto. La amo moltissimo; se non fosse stato per lei avrei rinunciato all’istruzione, ma grazie al suo carattere molto esigente e ostinato sono stato in grado di studiare fino a livello universitario.

Ora ho una laurea in agronomia e produzione animale. In questo periodo contribuisco allo sviluppo della nostra terra, pressoché arsa, in modo da renderla coltivabile. Dopo circa otto anni di speranza e disperazione nei confronti dell’irrigazione, siamo riusciti a produrre cinque tipi di coltivazioni due dei quali sono adatti al mercato. Anche l’allevamento è in crescita. Grazie ad un po’ di abilità e sicuramente tanta fortuna possiamo vantare tre pozzi che sono ben sorvegliati sia di giorno che di notte. L’anno scorso c’è stata una lotta per l’acqua con uno dei terreni confinanti con il nostro, durante la quale abbiamo perso due giovani.

So che ora vi state chiedendo per quale motivo dovremmo combattere per l’acqua, ma vi sembra strano soltanto perché non vivete qui.

Immaginate che l’anno scorso il governo ha ricevuto dal Fondo Monetario Internazionale cinque milioni di dollari per avviare programmi idrico- sanitari e finora non è stato fatto nulla per raggiungere tale scopo.

La gente muore di diarrea e il governo non fa niente per contribuire ad alleviare questo problema. Tutto ciò di cui si preoccupa consiste nel comprare più armi e accrescere il suo potere militare.

Per circa dieci anni gli abitanti della parte meridionale dello Zale sono stati colpiti dalla siccità. Non mi fraintendete, ma io ringrazio Dio del fatto che io e la mia famiglia viviamo nella zona occidentale dello Zale.

Qui almeno ci sono delle piogge sporadiche. Noi non facciamo molto affidamento sul nostro governo. La gente è abbastanza sobria per comprendere che in Africa, e soprattutto nello Zale, il governo preferisce combattere una guerra immaginaria piuttosto che provvedere ai bisogni fondamentali dei suoi cittadini. Non è che gli abitanti della parte occidentale abbiano abbandonato il governo, al contrario, abbiamo espresso le nostre opinioni sul governo (talvolta semplicemente perché la guerra scarseggiava) e, sapete cosa è successo? Ci hanno etichettato come dissidenti. Non sarebbe stato un male se ci avessero soltanto chiamato dissidenti e si fossero fermati a quello. Ma non fu così. Due settimane dopo averci dato quel nome arrivò il momento della esercitazione militare nella nostra regione. Un giorno potevamo liberamente muoverci da una zona all’altra, il giorno dopo non si poteva neanche andare in chiesa. Tre dei nostri leader locali, che si facevano sentire, vennero uccisi.         Come abbiamo saputo che sono stati uccisi e, per di più, dal governo? Be’, per voi, miei san Tommaso pieni di dubbi, consentitemi di sottolineare il fatto che nella nostra cultura la gente non muore di morte naturale ferita da proiettili. Forse in altre zone capita, ma non nella parte di mondo in cui viviamo noi. Se l’intenzione del governo era quella di controllarci, sicuramente è riuscito a farlo, se pure in un modo molto crudele. I militari ci hanno lasciati dopo due settimane di indicibile miseria. Le cicatrici lasciate dalla loro presenza sono ancora visibili in questo momento. Anche mentre vi racconto questa storia temo per la mia esistenza. So che uno di voi potrebbe essere un rappresentante del governo e che io potrei diventare storia dopo che lui abbia letto questo racconto, ma è un rischio che devo correre per far conoscere al mondo la situazione critica dello Zale.

Cari lettori, scommetto che non sapete neanche che la stampa è di proprietà del governo. Sapete, i quattro quotidiani nazionali sono (in teoria) di proprietà dei cittadini. Come è possibile? Sicuramente avete sentito parlare di aziende pubbliche.    Tutti i quotidiani sono aziende pubbliche.

Il governo ha delle talpe in ogni reparto e, con le necessarie minacce, ciò che viene pubblicato è ciò che il governo desidera che il mondo sappia.

So che qualcuno di voi si sta chiedendo come mai io ho tutte queste informazioni.

Vi confido una cosa: uno dei miei fratelli è amministratore delegato di uno dei quotidiani. E’ stanco delle menzogne che vengono raccontate alla gente e al mondo e mi ha fatto partecipe di questo segreto di stato. All’inizio non riuscivo a crederci, finché non mi ha mostrato prove documentate. Ora non ho più motivo di dubitare di tutto ciò che mi racconta. A proposito, la storia della presenza dei militari nella nostra regione venne modificata sui giornali come “I RIBELLI UCCIDONO 3 PERSONE E NE FERISCONO CENTINAIA NELLA REGIONE OCCIDENTALE”. Alla luce di questa informazione come vi aspettate che vengano gestite le questioni di stato nello Zale? Ovviamente non c’è nessun elemento di trasparenza e responsabilità.

Il sistema scolastico è ridotto a brandelli. Ciò non significa che non esiste, ma sarete certo sorpresi di sapere che le risorse non vengono distribuite equamente nello Zale. La regione meridionale non ha neanche una scuola. Ciò è dovuto principalmente al fatto che le azioni di guerriglia si svolgono soprattutto in questa regione. Pertanto, il governo ha escluso questa regione dai suoi piani di sviluppo.         Personalmente penso che non sia una mossa saggia e credo che molti di voi si schiereranno dalla mia parte. E’addirittura ridicolo pensare che noi, che facciamo parte dei piani di sviluppo, non abbiamo nulla di che vantarci per quanto riguarda le infrastrutture. Nel nostro distretto non abbiamo condutture per l’acqua. E’ ridicolo?         Personalmente, non la penso così.

Nella nostra tradizione Zutu c’è un proverbio che dice: “Il proprietario di un letto è quello che ne conosce i punti deboli”. Credo che sia proprio vero. Intendo dire che sono nato nello Zale, sono vissuto qui negli ultimi ventotto anni e penso di essere ora in grado di non farmi ingannare dalle menzogne del governo e di comprendere le paure della mia gente. Ho vissuto con queste paure per tutto questo tempo ma ora non

sono disposto a consentire che i miei figli (se sopravviverò abbastanza per averne) ricevano da me questa eredità – un retaggio di paura e di semplice passaggio attraverso le fasi della vita. So che alcuni di voi mi stanno già prendendo per pazzo.   Sono convinto che voi vorreste che io mi accontentassi di quello che ho e della vita che conduco. Secondo me, invece, non sarebbe giusto. Tra le nostre favole c’è la storia della lucertola grassa (nelle nostre favole ci identifichiamo più spesso con gli animali che con l’uomo) che era molto soddisfatta di mangiare mosche. La lucertola non voleva aiutare il gallo, suo vicino, a sistemare le trappole per catturare il leone. Alla fine il leone mangiò il gallo e la sua famiglia. Dopo un po’ di tempo ebbe di nuovo fame e decise di mangiare la lucertola. Mentre la lucertola pensava a sistemare le trappole fu troppo tardi e il suo destino fu segnato. La morale di questa storia è che bisogna aiutare i propri vicini nel momento in cui sono in difficoltà perché ciò può servire ad eliminare le trappole che potrebbero catturare noi stessi.

Onestamente io non ho nulla di cui essere fiero. Mi direte che ho una laurea e una famiglia che mi ama, ma io vi chiedo “E’ questo tutto ciò per cui bisogna vivere?” Rispondetemi. Lì dove vi trovate in questo momento siete consapevoli dei vostri diritti? E li esercitate? Oppure vivete la vostra vita guardandovi costantemente alle spalle perché non sapete se in quello che avete detto è venuto fuori qualcosa di antigovernativo? Credo che non lo facciate e quindi non avete alcun motivo per dirmi di stare tranquillamente seduto mentre i miei fratelli e le mie sorelle che vivono nella regione meridionale vengono lentamente strangolati finché non si odano più le loro grida.

Naturalmente vorrete sapere qualcosa delle risorse dello Zale. Sono a vostra disposizione. Abbiamo grandi giacimenti non sfruttati di pietra calcarea e di carbone.        Uso il termine “non sfruttati” perché si tratta proprio di questo. Il governo non può lavorare con compagnie private che siano impegnate in attività di ricerca e di estrazione. L’anno scorso una compagnia europea (non ne ricordo il nome) avviò dei lavori di ricerca di giacimenti di carbone e ad un certo momento il governo decise di impadronirsi del progetto. Quello che si dice è che la compagnia si stufò del governo, fece le valigie e se ne andò. Le informazioni trapelate fanno capire che lo Zale ha una buona riserva di carbone, ma come al solito il governo ha negato questi dati e li ha definiti cattivi e falsi. Ma, miei cari lettori, lasciate che io vi chieda cosa c’è di maligno e falso nel dire che in un paese ci sono giacimenti di carbone? Vi prego di farmelo sapere perché credo che la mia facoltà di giudizio mi stia venendo a mancare.

Un modo di dire recita più o meno così: “In fondo ad un tunnel buio c’è la luce”. Sono sicuro che molti di voi conoscono bene i grandi talenti del calcio che abbiamo nello Zale. Due anni fa, i nostri calciatori andarono in Europa in occasione di alcune partite amichevoli e sapete cosa è successo? Nessun calciatore è ritornato. Molti di loro sono riusciti ad ottenere l’asilo politico in paesi europei. Il nostro capo di stato li ha definiti traditori. Onestamente, io farei la stessa cosa se mi si presentasse un’occasione simile. Loro almeno hanno visto una luce. Ora mi sembra di sentirvi mentre mi accusate di abbandonare i miei fratelli e le mie sorelle.

Non li abbandonerei. Io potrei realmente combattere per i loro diritti se mi trovassi in un luogo in cui mi venisse dato ascolto. Ma sono sicuro che ancora non riuscite a capire. In ogni caso non posso dare la colpa a voi. Talvolta bisogna fare ciò che si crede giusto senza preoccuparsi di ottenere il consenso di altri. La mia opinione è che quando qualcuno è oppresso e riesce a vedere una via di uscita dai propri problemi non dovrebbe esitare ad afferrare l’opportunità della libertà. Ora voi chiederete: “E se l’unica via di uscita è il suicidio?”. Consentitemi di chiedervi: “vi ho mai detto che sono un esperto in queste questioni?”

Vi prego, cari lettori, non mettete alla prova il mio povero cuore con queste domande. Se mai un giorno vivrete quello che sta succedendo nello Zale (che Dio non voglia), solo allora saprete cosa fare in un certo tipo di situazioni. Per il momento leggete la mia storia.

Mia madre ha altri due figli. Mio fratello ha tredici anni e mia sorella dieci.    L’altro giorno mia madre stava piangendo. Era senza parole. Ogni mattina di solito vado a valutare il progresso dei miei progetti per il miglioramento della terra (come io li definisco) e ritorno a casa verso le quattro del pomeriggio. Credo che quel giorno fossi impazzito perché mentre ero nel campo sognai di diventare il saggio della mia gente che li avrebbe liberati dalle catene della paura. Al mio ritorno a casa parlai con mia madre dei miei progetti. Non avevo mai fatto arrabbiare così tanto mia madre ma quella volta riuscii a farlo e, cosa ancor più grave, lei svenne.

Fortunatamente c’erano altre donne lì vicino che riuscirono a farla rinvenire.

Per tutto quel tempo ero talmente preso dalla mia nuova ambizione (povero me), che non mi accorsi che i miei due fratelli stavano in un angolo accovacciati per il terrore. Sapete cosa mi venne in mente quando li vidi? Credo che lo sappiate. In loro vidi gli oppressi ed il modo in cui si comportano quando sono terrorizzati.         Quell’immagine riuscì a rafforzare il mio proposito di combattere per i diritti della mia gente. Mia madre non è più la stessa. Si è rinchiusa in se stessa. E’ un modo per affrontare il mio atteggiamento attuale. Ora vi prego di non definirmi un figlio insensibile. Cosa è meglio per lei, che i suoi figli vivano tutta la loro vita senza rendersi conto delle loro potenzialità o che lei perda un figlio affinché gli altri possano conoscere la felicità?

Vi state domandando come faccio a sapere che le cose andranno sicuramente meglio se io continuo con questa giusta causa? Posso interpretare il vostro atteggiamento pensando che non farete nulla dopo aver letto tutto ciò che ho scritto?         Se andrà così allora sarò morto inutilmente. Ma io so che là fuori c’è qualcuno abbastanza coraggioso da accogliere questa lotta contro l’oppressione della mia gente. Vi prego di non deludermi.

L’anno scorso il governo ha condotto un censimento. E’ molto strano che l’abbia fatto sapendo che il censimento viene ripetuto ogni cinque anni. Dico che è strano perché il censimento precedente era stato fatto due anni prima. Lasciate che io dica al mondo che il censimento era stato fatto solo in teoria. C’era a disposizione soltanto un giorno per il conteggio effettivo; questo sarebbe possibile nei paesi sviluppati ma nel mio paese, dove il livello di comunicazione è molto scarso, è praticamente impossibile. Per vostra informazione il precedente censimento aveva stimato una popolazione di circa quattro milioni di persone. Ma la notizia che sto per darvi è il più grande scherzo del secolo: in base ai dati dell’ultimo censimento la popolazione sarebbe di circa otto milioni di persone.

Il che rappresenta un entusiasmante indice di crescita demografica del cento per cento. Sicuramente è una menzogna. La regione meridionale non è stata inclusa in questo censimento. Non dimenticate che la gente sta morendo per gli scontri e per le malattie. Qualcuno nelle alte sfere del governo (non vi dirò chi è) mi ha detto che hanno dovuto falsificare i risultati in modo da imbrogliare il FMI. In quel modo hanno potuto ottenere i cinque milioni di dollari che erano destinati ai progetti idrico-sanitari. Tutto ciò che hanno dovuto fare è stato presentare una storia strappalacrime sugli sforzi che la popolazione deve fare per usufruire delle scarse risorse sanitarie a disposizione e urrah! hanno ottenuto i soldi da investire in altri progetti. Ho sentito dire che il denaro è stato usato per acquistare due nuovi aerei da combattimento. A questo punto dovreste sapere dove verranno usati questi aerei. Esatto! Nella regione meridionale.

La gente non impara mai. Nel nostro appezzamento di terreno c’è una cascata.      La veduta è affascinante non soltanto per i turisti ma anche per noi. E’ stretta in mezzo a due vallate. La vista della cascata al tramonto riempie il cuore di puro piacere. I raggi dorati del sole si riflettono sull’acqua della cascata formando un meraviglioso arcobaleno. Ogni tanto ci si imbatte in gruppetti di bambini nudi ed eccitati ai piedi della cascata dove l’acqua è calma. Giocano nell’acqua dimentichi degli sguardi degli adulti. Li invidio (i bambini, ovviamente). Di tanto in tanto mi chiedo “Perché gli adulti non imparano dall’innocenza sincera dei bambini e non li imitano?” La maturità macchia talmente la bellezza della vita da far sì che la felicità venga misurata soltanto in termini di quanto potere una persona riesce ad esercitare e per quanto tempo? Nel nostro appezzamento di terreno abbiamo anche l’onore di avere animali selvatici. Di mattina presto il cinguettìo dei passeri è musica per le nostre orecchie. Più di una volta ho registrato le loro voci (possiedo un registratore).

Poi le riascolto ripetutamente durante la giornata. Vi consiglio di provarci uno di questi giorni. C’è stato un giorno in cui ho visto che la gente nel prato mi osservava mentre ascoltavo gli uccelli. Stavo piangendo. Ci credete, stavo piangendo.      Alcuni di loro mi indicavano con il dito e bisbigliavano. Più tardi ho saputo che dicevano che stavo diventando matto. Gli esseri umani sono complicati: non riescono a lasciarti vivere la tua vita in pace.

A proposito di pace, sapete che lo Zale è indipendente da trentacinque anni?         Sapete un’altra cosa – noi abbiamo conosciuto la pace solo per cinque anni dopo l’indipendenza. Dopo cinque anni il governo eletto fu rovesciato per aprire la strada al governo militare. Questo è per noi il frutto dell’indipendenza.

Vi ho già detto che mio padre è un capo. Di sicuro il suo è un posto importante ma lui non ha molto da fare. Il potere conferito alla carica è talmente grande che, come si sa, il capo vive alle spalle dei suoi dipendenti.

Mio padre ha fatto esattamente questo. Sono orgoglioso che lui sia mio padre ma non sono soddisfatto di quello che fa. Non incominciate a dire “tale padre, tale figlio”. Questo proverbio non è di buon auspicio per me. Basta che veniate nel nostro terreno e saprete che mi sono opposto a mio padre quando lui ha cercato di opprimere la mia gente.

Cercò di far pagare alla gente quello che lui chiamava “il mantenimento del capo”. Io gli risi in faccia e lo rimproverai; dovette ripensare due volte alla sua idea.        Sono abbastanza noto tra la mia gente un po’ per il mio coraggio e un po’ per i miei progetti riguardo alla terra. Mi potete definire visionario: credo che mi piaccia questa parola.

Il grado di alfabetizzazione nello Zale è del cinque per cento. Ora avete un’idea dei livelli di analfabetismo. Vi spaventa? E allora se venite a sapere che c’è un medico ogni duemila persone? Per favore definite questa situazione con la parola appropriata: un incubo. Se anche avessimo due medici per ogni abitante ciò non risolverebbe l’attuale crisi sanitaria.

Perché? I nostri ospedali hanno scarse attrezzature. Gli ospedali militari sono i meglio attrezzati, e ce ne sono quattro. Scommetto che si occupano dei soldati che vengono feriti nella guerra contro i nostri fratelli meridionali. Ringrazio il cielo che, in un modo o nell’altro, i missionari ci danno un aiuto.

In base alle informazioni che sono arrivate fino a noi nel corso degli anni e grazie ad un po’ di matematica, l’arrivo dei missionari nello Zale risale a circa sessanta anni fa. La loro prima comparsa venne salutata con ostilità da parte di tutte le tribù. Nello Zale ce ne sono circa quindici. Uno degli incontri più memorabili e più impressionanti tra i missionari e una delle tribù nota con il nome di Mumu avvenne nella regione settentrionale. Queste popolazioni della regione settentrionale sono anti-cristiane in quanto seguaci della religione tradizionale. Il missionario chiamato Reverendo Black commise il terribile errore di rifuggire dagli stregoni. Predicò contro di loro e venne bruciato sul rogo.

A proposito, questa è la punizione che viene comunemente impartita a coloro che assumono atteggiamenti negativi nei confronti della religione dei Settentrionali. Quindi, l’uomo venne ucciso e ai suoi seguaci venne ordinato di abiurare pubblicamente la cristianità altrimenti avrebbero subito la stessa pena.

Essi optarono per la prima soluzione. Fino ad oggi il cristianesimo non è riuscito a penetrare nella regione settentrionale. Vi sto rendendo partecipi del fatto che neanche la religione è stata risparmiata dai nostri sforzi di coltivare l’animosità tra di noi.

Avete un fidanzato o una fidanzata? Io ne ho una, si chiama Mary Kalende. Kalende significa “colei che risplende”. Per me è una perla. Non ho mai visto una perla, so soltanto che è liscia e rotonda. Vi prego di non considerarmi ingenuo se non è così, ma spero di riuscire a darvi un’idea di quanto lei sia bella. Non c’è alcuna animosità tra di noi. A proposito, lei è istruita, ha una laurea. Talvolta rimpiango il fatto che non siamo nati in un paese pacifico in cui potremmo avere la sicurezza di una vita tranquilla. Ma questa si chiama autocommiserazione ed io non ne voglio. Un giorno la sposerò perché la amo.

Fate uso di alcool? Io no. Quando ero all’Università feci un controllo medico e i medici mi dissero che avevo una malattia. (L’Università in cui studiavo ha due medici). La malattia ha un nome molto lungo. Mi dissero che non potevo assumere alcolici e così ora non bevo. La settimana scorsa c’è stata una festa nel nostro appezzamento di terreno. Era una cerimonia di circoncisione. C’erano molti alcolici. La gente ha festeggiato dal tramonto all’alba. Credo che sappiate quanto valore attribuiscono gli Africani a queste occasioni. Talvolta è semplicemente una scusa per lasciarsi andare e ubriacarsi. Vi siete mai accorti di quanto diventino affabili le persone quando si ubriacano? E’qualcosa che mi sorprende davvero. Qualcuno mi ha detto che quando si è ubriachi si riesce a raggiungere il proprio io interiore qualunque esso sia. Può sembrare una spiegazione un po’bizzarra, ma comunque una persona affabile rimane affabile.

Cari lettori, siete mai andati in chiesa? Io non sono mai stato in una moschea; sono cristiano. Di domenica gli abitanti del nostro appezzamento di terreno frequentano chiese differenti. Dovreste venire a vedere la gente che salta cantando per il Signore. La maggior parte delle nostre chiese ha il pavimento di fango. Durante le stagioni secche (credetemi, ce ne sono molte) le persone sono tutte impolverate.          Quando ero all’Università alcuni studenti credevano che Dio non esistesse. Credo che troppa istruzione sia pericolosa. Ognuno di noi ha la tendenza a credere

di essere un filosofo appena abbia imparato due o tre cose di filosofia.

Immaginate uno studente che ci dica che dopo la morte diventiamo

parte delle stelle. E’ semplicemente una follia.

La scorsa settimana sono andato nella nostra capitale. E’ in uno stato pietoso per essere una capitale. Il viaggio è durato cinque ore. E’ durato tanto perché le strade non sono asfaltate. Trentacinque anni e la maggior parte delle strade sono in uno stato patetico. Nella città ci sono slums quasi in ogni angolo. Sono andato lì per incontrare altri come me che non sono contenti dell’attuale stato delle cose nello Zale. E’ stato un incontro fruttuoso.

C’è una nuova malattia nel paese e molte famiglie hanno perso i loro cari. La malattia si diffonde attraverso rapporti sessuali immorali. Credo che la conosciate.       Avete mai visto le parti private di un uomo degenerare?

Io sì e non è una vista piacevole. Questo è ciò che provoca questa malattia. Le persone affette urlano in agonia. Penso che sia molto doloroso. In città ci sono molte prostitute che si mettono in mostra come se fossero una guardia d’onore. Mi vergogno profondamente per il livello di degradazione che hanno raggiunto i nostri costumi. Ho incontrato una ragazza del nostro villaggio: è una di loro. Mi state chiedendo cosa ci facevo per strada di notte? Stavo facendo un giro turistico per la città. Qualcuno mi aveva detto che di notte la città diventa peccaminosa.

Dovevo vedere per poterci credere. Ora ci credo. La ragazza è scappata lontano da me. Credo che si vergognasse troppo, ma non racconterò ai suoi genitori quello che lei fa in città.

Il presidente del governo che è stato rovesciato faceva parte di una delle tribù meridionali. Era molto giovane, aveva trentadue anni. Venne ucciso nel colpo di stato. Mi hanno detto che era molto intelligente. L’attuale capo di stato era il suo generale delle forze armate. Da quel momento gli abitanti della regione meridionale sono molto duri nei confronti del governo. Anche noi siamo arrabbiati ma non abbiamo voglia di combattere.

Non vogliamo essere alienati come loro. Non ci chiamate codardi.

Loro hanno combattuto contro il governo per circa dieci anni e non hanno guadagnato niente. Quello che sto cercando di dire è che noi non vogliamo andare in guerra con rabbia. Dobbiamo fare un progetto. Io l’ho fatto: non programmo di combattere con le armi perché è una guerra che perderei sicuramente e che farebbe soffrire la mia gente. Io voglio che il mondo sappia quanto è dittatoriale il governo.     Allora sarà il mondo a combattere per la libertà di tutti gli abitanti dello Zale. Io credo nel potere della stampa e con esso farò conoscere al mondo la verità.          Sicuramente il mondo non resterà seduto a guardare altra gente morire nello Zale.

Ho sentito dire che alcuni paesi sono chiamati “guardiani”. E’ un nome ridicolo, ridicolo ma appropriato. Si suppone che un guardiano protegga gli altri. Questi paesi dovrebbero onorare il loro nome. Ovviamente non intendo dire che dovrebbero venire a dichiarare guerra contro il mio paese. Sarebbe sbagliato. Avete sentito parlare di embargo? Dovrebbero fare questo. Noi soffriremmo ma durerebbe solo per un certo periodo.

Abbiamo perseverato per trentacinque anni, quindi due o tre anni in più non ci danneggerebbero troppo. Vi sembra che io stia ancora esagerando come un visionario? Spero comunque che non abbiate abbandonato la mia causa.

Durante l’incontro in città i partecipanti hanno deciso che qualcuno sarebbe dovuto espatriare illegalmente verso un paese amico. Gli onori sono caduti su di me. Sono piuttosto eccitato. Il mio nome comparirà nei libri di storia del paese. Il mio compito principale è di sensibilizzare il mondo. Lo Zale è nei guai e voi dovete saperlo. Alcuni membri delle forze armate non sono soddisfatti dell’attuale regime e hanno promesso di aiutarci: si gireranno dall’altra parte e chiuderanno gli occhi mentre passerò la frontiera. Credo che tutto andrà così come è stato programmato.

Viaggerò di notte, in questo modo la possibilità di essere scoperto sarà ridotta al minimo. Se non ce la farò io, ce la farà questa storia.

Allora il mondo agirà. Ho dei contatti nel paese amico ed hanno promesso di aspettarmi dall’altra parte della frontiera.

Quando sarò nell’altro Paese terrò delle conferenze. Ho una grande eloquenza, all’Università ero un leader degli studenti. Penso che questo sia il motivo per cui sono stato scelto per questo difficile compito. Mi riconoscerete quando mi vedrete. Non esitate a venirmi incontro per salutarmi.

Fatemi capire che avete letto questo racconto e che state facendo qualcosa per la nostra situazione. Vi state chiedendo se tornerò nello Zale?

Se le cose miglioreranno dovrò farlo. In caso contrario, continuerò a lottare per la mia gente finché non avrà ottenuto la libertà. Non mi sono dimenticato di Mary: comunicheremo per lettera. A proposito, Matete significa speranza: io sono la speranza della mia gente, non devo deluderli. Sapete cosa mi ha detto mia madre la scorsa notte? Ha detto che sono un figlio affettuoso. Mio padre ha detto che ho un carattere ostinato. Credo di averlo ereditato da lui.

Cari lettori, non ci crederete: i miei amici sono arrivati. Sono in un camion, li vedo dalla mia finestra. Ciò significa che partirò oggi. Ho i crampi allo stomaco. Vi farò sapere come è andato il viaggio (se ce la faccio).

Devo salutare la mia famiglia. Loro sopravviveranno. Se non dovessi farcela, vi prego di continuare la mia lotta contro questa oppressione.

Pregate per me.