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I racconti "brevissimi di Energheia"

I brevissimi 2016 – Il grande divoratore di Sergio Schenone, Genova

Anno 2016 (I sette peccati capitali – la gola)

 

personeIl cibo è il centro di tutto.
Non importa che sia di scarsa qualità e preparato in modo dozzinale, quello che conta è la quantità.
Davanti alla prima portata di ravioli al vapore in salsa caramellata di soia, al ristorante “QR Fusion – tanto per poco”, ho un sussulto di vera emozione e una vertigine allo stomaco. Il numero dei ravioli è indefinibile e il volume del piatto imponente.
Dopo quella portata fumante ne arriveranno un’infinità di altre, sino alla mia resa e so, con gioia enorme, che pagherò tutto a un irrisorio prezzo fisso.
Il limite è solo la mia capacità di ingollare.
Il cameriere mi osserva con rispetto mentre ripulisco, con del surrogato di pane, la melassa scura che resta nel piatto. I ravioli si sono nebulizzati tra le fauci e dopo due portate di costine di agnello in salsa di yogurt, il senso di onnipotenza sta cominciando a crescere a dismisura.
Mi sto trasformando in una sorta di divinità temuta e rispettata, in grado di fagocitare l’intero creato.
Un vassoio per quattro persone ricolmo di frittura di carne bianca, pesce e verdure mi viene collocato davanti, insieme a quattro scodelle di salse tropicali e un vassoio ricolmo di riso saltato con ananas e funghi Maitake. I sapori si confondono e annullano in un impasto potente di indefinibile fragranza. Mastico e ingoio con foga incontrollabile e il cibo svanendo dai piatti, diventa il mio riscatto verso il mondo. Più mangio e più sono potente, più ingoio e più mi innalzo sulla mia mediocrità.
Alla terza barca di sushi e sashimi con contorno di spaghetti di riso ai frutti di mare e tortillas alle alghe piccanti, capisco che la trasformazione è irreversibile. Non sono più l’uomo miserabile schiacciato dai fallimenti, spaventato da ogni sfida e destinato a soccombere ma vado verso l’assoluto, in una dimensione dove non esiste il compromesso.
Lo so che sotto il pavimento del ristorante mi attendono gli artigli del Cerbero, pronto a straziarmi dopo che sarò rotolato nel fango, ma è irrilevante. Non fermarmi, non arrendermi, questo è fondamentale.
La regola del QR Fusion è non lasciare nulla nel piatto? Meraviglioso! La regola è la mia salvezza, il mio fine ultimo.
Le polpette di pollo alla peruviana, affogate in un’insalata russa di broccoli siberiani, vengono triturate insieme a omelette berbere, pansotti alla lucana e un misto di insaccati speziati del Portogallo. La birra, insieme al vino rosso, bianco e rosè, scorre come un torrente multicolore nell’esofago, tutto giù nel mio stomaco sterminato.
Sono il Grandedivoratore, colui che non conosce limiti e non teme l’impossibile.
Il tiramisù con mascarpone e bambù dolce apre la strada allo zucchero e al miele dei sapori arabi, spalmati di creme gelato alla cannella e polvere di cocco.
Caffé e cappuccino tunisino si mescolano ai liquori aromatizzati allo zenzero, mentre biscotti giganti alla glassa di lamponi vengono immersi in vini d’uva passita dell’Argentina meridionale.
Ma il Grandedivoratore non è ancora sazio, ne vuole ancora, tutto questo è solo l’inizio.
Il buco da riempire è troppo grande, la voragine è senza fine.
Una vita intera.
Il cameriere ora mi osserva dall’alto e sembra sorridere, mentre io non vedo più nulla.