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la storia, i personaggi, gli eventi

Energheia a Pompei.

 _di Angelo Guida.

pink38 luglio 2006,

Autostrada del Sole direzione nord, destinazione Lucca. Io, la mia famiglia e Domi siamo in missione per andare al concerto di Roger Waters previsto per il giorno successivo nella suggestiva Piazza Montenapoleone. Waters avrebbe suonato tutto The Dark Side e proposto altri pezzi del suo repertorio e quello dei Pink Floyd. Ricordo ancora l’invocato silenzio di Domi. La radio, all’altezza di Cassino (sarà un caso?) annunciava la morte di Syd Barrett. Notizia fredda che si insinuò immediatamente nel mio umore. Syd questa volta non c’era più per davvero.

Un amante dei Pink Floyd ha dei segni distintivi caratteristiche identitarie. Non sono tutti uguali.

Si, un amante dei Pink Floyd.

Il giorno dopo Waters a Lucca insieme a Nick Mason dedicò a Syd il pezzo che aveva scritto una trentina di anni prima per Lui, il pifferaio magico che inventò i Pink Floyd e rese migliore  la vita di tanti.

Era l’anno d Ca Ira, l’opera di Waters che presentò in prima mondiale a Roma all’Auditorium. Un amante dei Pink Floyd si accontentava di questo, di inseguire, approfondire, esplorare e ascoltare tutto quello che la nuova frontiera di accesso alla musica e, quindi, di accesso ai Pink Floyd ti proponeva. La popolazione floydiana si trasforma. E’ difficile preservare angoli di intimità nel rapporto con i Floyd. Non ci si deve neanche sforzare di capire le ragioni dei diversi effetti sulla sensibilità di un 50/60enne rispetto ad un 30/40enne che provoca  Astronome Dominee, e  i brividi di Cymbaline sono solo per pochi.

Un amante dei Pink Floyd è essenzialmente un amante di buona musica, ma non sempre di valori. La globalizzazione ha allargato l’orizzonte della percezione della musica dei Floyd.

pink223 febbraio 2014

Passo a prendere Giulio alle tre di notte. Stessa Autostrada, direzione Nord, uscita Cassino. Ad Aprilia si sarebbe celebrato il 70ennale dello sbarco alleato alla presenza di Roger Waters insignito della cittadinanza onoraria ad Anzio. Per un amante dei Pink Floyd quel caldo giorno di febbraio rimarrà un giorno indimenticabile. Il contatto con Waters sotto le note di When The Tigers Broke Free cantato da bambini vale come un concerto.

Concerto, show, esibizione, spettacolo. I Pink Floyd “ultimi umani”di TMLOR e Division Bell non ci sono più da anni. Abbiamo Waters, abbiamo Gimour.

Quell’ultima volta insieme, a Londra, nel 2005 crea vane più di una speranza che si dissolvono come neve al sole con le pubbliche dichiarazioni di Gilmour e, soprattutto, di Waters.

Nel frattempo anche Rick ci lascia il 15 settembre del 2008.

Waters o Gilmour? … come dire Essere o non Essere?

8 Luglio 2016

10 anni dal quel viaggio a Lucca, di nuovo sulla stessa autostrada, direzione nord: Pompei.

Il viaggio sa di missione epica.

Solo 5 giorni prima io e Giulio, al Circo Massimo, assistevamo stregati al concerto di Gilmour. Una esibizione, quella romana, nettamente migliore di quelle della estate precedente a Verona e Firenze. L’assenza di Manzanera si sente e il sound migliora. Su Roma si sapeva tutto sin dall’inizio: la band, la scaletta. Non rimaneva che assistere e godere davanti alla chitarra e voce dei Pink Floyd, David Gilmour.

Voce e chitarra dei Pink Floyd e leader da quando Waters sentenziò che i Pink Floyd non avevano più nulla da dire. Era il 1985 e Waters lasciò.

Waters o Gimour? Da allora l’elemento identitario dell’amante dei Pink Floyd risiede nella risposta alla domanda.

16 settembre 2013

Aereo direzione nord: Londra. Waters porta il suo monumentale THE WALL a Wembley ed io e Giulio siamo lì, attaccati alle transenne a godere della sua ultima esibizione. Waters manipola la sua opera, l’attualizza, sbatte il mostro in prima pagina, simboli di guerra, di morte, di potere, di capitali, di religioni. Lo show diventa storia, una storia vera, carne viva

8 luglio 2016

E’ una data che supera tutto. Per un middlesixthies come me, Pompei rappresenta la DeLorean per attraversare il tempo, un muro che l’età ti ha impedito di oltrepassare

23 agosto 2012

Londra, stazione della metro Vauxall. Mi dicono che ci vogliono 45 minuti a piedi e 5 minuti in Bus. Si va a piedi, cuffiette alle orecchie, posso metterci anche un’ora. “… and when you loose control…”. L’ho visto, il maiale,  aleggiare sulle cime di Power Station- Battersea. Guardavo, annusavo, ascoltavo, godevo di me, da solo.

Ma l’8 luglio è una data che supera le altre. Gilmouriani e Watersiani non hanno resistenze davanti alla sacralità di Pompei, non ci sono rivendicazioni

Ore 19,00 i cancelli si aprono, di corsa alle transenne come a Wembley, come ad Atene, a Roma, Milano, come sempre. 2.000 persone, forse meno, sono state disposte a pagare € 350 per attraversare il muro tempo. Un prezzo accettabile per qualcosa irripetibile. Forse non è così. Forse.

Il palco è davanti a me già attrezzato in uno scenario che toglie il fiato. Lo riconosci.

Inverno 1977

Ti dichiari volontario in “storia” per la gioia dei tuoi compagni di classe e della professoressa. Sai tutto di Pompei come se fossi nato lì  sotto le note di Echoes ai piedi del Vulcano. <<distrutta dal Vesuvio nel 79 D.C.…, Pompei è famosa perché nel 1971 hanno suonato i Pink Floyd e la musica, da allora, non è stata più la stessa>>. Massimo dei voti, naturalmente.

8 luglio 2016

Ore 19,40. La luce che avvolge l’anfiteatro è uno spettacolo unico. Dalle fessure delle rovine un arancione straordinario mi sintonizza sulle note di A Sarceful of Secret. Tutto è come mi aspettavo, forse ancora meglio.

La popolazione Gilmouriana è diversa da quela Watersiana. E’ più variegata, flessibile, aperta, ignorante. Le macerie lasciate da Rattle That Lock sono evidenti. Un lavoro ben fatto che mostra evidenti segni della superiorità assiologia di Polly nei confronti del marito. Brutture assolute e senza precedenti, presenti nell’album, vengono riproposte nel tour. Pezzi come Today o The Girl in Yellow Dress non possono, non devono piacere ad un Floydiano e non possono essere proposte nel tempio.

pink18 luglio 2016

Ore 20,15. Sotto le note di Set The Control continuo ad attraversare il muro del tempo. La luce diventa più fioca, il tramonto è imminente. Vengono accesi dei bracieri che fanno da contorno all’Anfiteatro. Confidare sulle tue percezioni quando hai a che fare con uno dei Floyd è un errore che ti può costare molto più dei 350 € spesi per lo show. Ma la fede non può essere controllata.

Ore 21,00. Che lo show abbia inizio!

8 luglio 2006

Autostrada del Sole direzione Lucca. La notizia della morte di Syd da elaborare in 300/400 km, quanto basta per esplorare la colonna sonora della tua esistenza. Non riesci ad immaginare la tua esistenza senza i Floyd, il rifugio più sicuro dove tutto è tuo, intimamente tuo. Era da tempo che non si avevano notizie di Syd, ma noi floydiani sapevamo della sua esistenza e, questo, era sufficiente. Un amante dei Pink o di Gilmour o Waters è tale perché Syd lo ha voluto.

8 Luglio 2016

Gilmour troneggia e incanta il suo pubblico, un pubblico misto di amanti floydiani e amanti gimouriani. Di gente che ha rinunciato alle vacanze di una settimana per il concerto e gente che può permettersi di pagare sul black market 800/1000 € per sentire “In Any Tongue”. Il contatto con il palco è ravvicinato. Gli umori del pubblico di fede Floydiana e quello di fede Gilmouriana sono visibili, si sentono.

Echoes diventa più di una invocazione. Echoes è di Pompei, Pompei è in Echoes. L’universalità della suite di Meddle è dovuta alle magiche e visionarie riprese del film del 1971. Mai prima di allora la “fisicità” di un luogo, di un posto, veniva incarnata in modo così perfetto e autentico da una “suite” e dal gruppo che la interpretava. “Sorry Sir Gilmour but you are Gilmour also because you had been here”.

One Of This days” è come un vulcano. Ti prende, ti travolge, ti fa chiudere gli occhi, ti trasporta, annienta le tue tensioni, apre alle emozioni più vere.

Echoes, Echoes, Echoes. Il pubblico la chiede, la implora. Pompei e le sue rovine la chiedono. Milioni di persone la aspettano, non solo i 2.000 presenti.

“Sorry but Rick is dead”. La malinconica e triste risposta di Gilmour. “This is Today”.

Delusione o disinganno?

Fantasmi si aggirano tra le rovine di Pompei. Non basta esorcizzarli con una superba Comfortably Numb.

8 luglio 2016

Direzione sud. Io e Giulio torniamo soddisfatti dal concerto. Non abbiamo bisogno di parlarci è tardi. Abbiamo bisogno dei Pink Floyd. Echoes irrompe meravigliosamente nello stereo dell’auto e la coscienza dell’occasione persa si fa certezza.

Non poteva essere un concerto come gli altri Sir Gilmour, e tu lo hai reso uguale.

8 luglio 2016

Sono passati 10 anni dalla morte di Syd e noi non dimentichiamo. Grazie Syd per le emozioni che hai regalato ancora una volta.

Shine On.