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Rassegna Stampa

Dal Granaio: Letteratura e Iure, Nicola Buccico conversa con Oliviero Diliberto.

_da Sassilive.

dilibertoOliviero Diliberto, politico, giurista e docente italiano con un passato nel Partito Comunista Italiano e nel Partito della Rifondazione Comunista e Ministro di grazia e giustizia dei due Governi D’Alema, ha raggiunto nel tardo pomeriggio la città dei Sassi per discutere nella sala Levi di Palazzo Lanfranchi in compagnia dell’avvocato ed ex sindaco di Matera Nicola Buccico sul tema “Dal Granaio: Letteratura e Jure”.
L’iniziativa, promossa  dall’Associazione culturale Energheia di Matera e dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, è stata inserita nel ciclo di incontri culturali legati al Premio Letterario Energheia e al “Progetto libro” varato dall’Ordine degli Avvocati. L’incontro è moderato dal giornalista Giovanni Scandiffio.

Amadou Hampaté Bà, poliedrico uomo di cultura del Mali, affermava: “Un vecchio che muore è una biblioteca che brucia”. Nel corso della sua storia, l’uomo è passato da un concetto di tradizione orale della cultura alla scrittura, fino alla realizzazione di libri, manufatti da promuovere a presidio della straordinaria ricchezza del pensiero umano.

Partendo da questo semplice ragionamento, i due ospiti, legati da un antico comune sentire nei riguardi della parola scritta e dei testi, hanno approfondito tematiche riguardanti autori e testi anche nei rapporti tra letteratura e diritto, spaziando lungo l’arco di secoli. Grande attenzione è stata rivolta ai numerosi giuristi lucani che si sono affermati a livello nazionale e internazionale. Diliberto ha ricordato in particolare il grande lavoro di Domenico Cassini, giurista originario di Moliterno che ha svolto la professione di Avvocato nel foro di Napoli, considerato all’epoca quello più prestigioso a livello europeo. Diliberto ha ricordato una pubblicazione che Cassini aveva dato alle stampe senza pensare ad una distribuzione pubblica rirovata per caso su una bancarella. Una pubblicazione interessante secondo Diliberto perchè Cassini sottolineava che un giurista non può fare bene il suo lavoro se conosce solamente il diritto perchè dimenticherà pure quello se nono conosce la letteratura, la storia, la filosofia.