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Rassegna Stampa

Conoscenza e studio sono le armi per salvare il mondo

La Gazzetta del Mezzogiorno – Martedì 17 maggio 2011

“Stadere stadere post mortem quid valere?”. Una frase che negli anni è servita a giustificare, non senza ironia, carenze intellettive e analfabetismo imperante. Ma sono bastate le parole di Roberto Vacca, scienziato e scrittore, a stravolgere, cambiare l’ordine degli addendi, la tanto amata affermazione, che nella sua formula diventa: studiate, solo così vi potete salvare da morte certa. Chiaro è che il termine morte, deve essere letto a trecentosessanta gradi, e dunque come degrado culturale, come fine dei valori di un sistema sociale che sprofonda sempre più nel baratro dell’ignoranza. E dunque, dice Vacca, ospite di un incontro organizzato a Matera dall?Associazione Energheia nella Mediateca, “solo lo studio costante e approfondito ci può permettere di conoscere la verità. Prima fra tutte la verità sul riscaldamento globale che ha cause primarie astronomiche alle quale consegue un aumento dell’effetto serra. Passiamo agli Ogm, quei mostri spaventosi dai quali siamo tutti terrorizzati. Eppure ho parlato alcuni scienziati, che sono riusciti a creare un riso geneticamente modificato, ricco di vitamina A che ha evitato la cecità a 1 milione di bambini asiatici”. Insomma Vacca intende sfatare l’idea propugnata dal teorico Jean Jacque Rousseau che tutte le cose naturali sono buone, mentre quelle artificiali, al contrario, non lo sono. “Molti dicono – aggiunge il professore – di tornare alla natura. Ma in natura i terremoti ci sono e non riusciamo a prevederne la portata, in natura esistono gli asteroidi, ma è solo grazie alla tecnologia e alla creazione di missili che possiamo individuarli e frantumarli. Del rischio della guerra però nessuno parla. Non è più un conflitto dominato dai cannoni, ma è un grande sistema tecnologico, nel mondo ci sono oggi 12 mila bombe atomiche”.

La lezione di Vacca è presto detta, “Per riuscire a gestire i rischi, dobbiamo capire il problema. Pensiamo al nucleare. I dibattiti in merito, però, sono pervasi da considerazioni passionali e da disinformazione. In Italia le centrali nucleari esistenti sono state fermate. Quella di Montalto è stata convertita in termoelettrica dopo il referendum del 1987, i cui quesiti erano e sono largamente ignorati dall’opinione pubblica, dai media, da pubblicisti e da sociologi. L’alternativa sarebbe quella di sviluppare energie alternative, pensiamo solo che il potenziale idroelettrico mondiale ancora non sfruttato è di circa 1500 grandi centrali nucleari a fissione. Ma per raggiungere questi obiettivi si dovrebbe investire di più nella ricerca. Ecco il messaggio che intendo inviare a tutti è quello di studiare, di conoscere perché è fondamentale, e se tutti lo facessimo, avremmo qualche possibilità di salvare il mondo”.