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I racconti "brevissimi di Energheia"

I brevissimi 2007 – La forza – Silvana Omati_Saronno(VA)

anno 2007 (Le quattro virtù cardinali – La forza)

Sto per entrare per la qurta volta nella camera di emodinamica

dell’Ospedale di *.
Sono pronta per l’intervento. Ancora seduta in carrozzella, sono stata

temporaneamnte parcheggiata nell’anticamera del reparto :ho sorseggiato

il liquido dolciastro che dovrebbe tranquillizzarmi. Sembro, infatti , pronta!
Qui sono di casa e conosco bene la prassi.
Sarò spogliata, legata ad uno scomodo lettino, solitamente molto freddo,

pennellata abbondantemente all’inguine.
Nel frattempo, uno dei due medici mi punterà una flebo per far circolare in

tutto il sistem cardiovascolare il liquido di contrasto; verrò ricoperta con

un lenzuolo verde fino alle spalle, ma desidero che il volto rimanga

scoperto , per seguire sul monitor che è posto davanti al lettino, le di

verse fasi dell’intervento.
Il disegno impazzito e palpitante delle mie arterie apparirà come per magia

e, da quel momento , collaborerò col personale.
“Ecco ,la nostra signora Silvana! Faccia un bel respiro…abbia pazienza,

l’ago stenta ad entrare nell’arteria femorale…ecco, ecco:ci siamo!.
Per un momento non respiri! ora, respiri:questa arteriucola è difficile da

raggiungere e poi la placca è in una posizione delicata…Forse il primo

palloncino ha raggiunto la postazione!
Ma lei è proprio brava! troppo brava! Che forza ha!”
Intanto un’infermiera ha messo un CD e tutti, pur senza distrarsi,

canterellano un ritornello o si scambiano commenti sull’ultima riunione

sindacale..
L’intervento si prolunga più del previsto e, forse per non farmi sentire

troppo a disagio , allargano gli argomenti di conversazione,

<permettendomi di prenderne parte.
Già, ricordano che sono stata un’insegnante. Tutti hanno figli e poi

ricordano, con più o meno affetto le loro vecchie maestre.
Raccolgo materiale sufficiente per un articolo che mette a confronto nuovi

e antichi metodi educativi.
E’ stato felicemente piazzato un secondo palloncino con la microscopica

mollettina che lo terrà ben saldo e, si spera a lungo!, al suoi posto
QUINTA VOLTA.
Ho deciso. poichè l’interessata sono io , mi sono messa in tasca un Cd che

amo in modo particolare:”La cura ” di Battiato e lo affido al personale, con

la preghiera di farmelo ascoltare fino al termine dell’intervento!
Non era mai successo prima,ma vengo esaudita, anzi il medico addetto al

“trivellamento” per far entrare nell’arteria ormai incallita il lungo filo

sottile, mi confessa che si l’autore che le parole e la musica sono le sue

preferite.
Non ho più vogli di essere complimentata per la mia forza e la mia

disponibilità a collaborare!
Ripeto i versi della canzone e…piango, oh, quanto piango!
Mi sento così sola , non riesco più a credere alle pomesse dell’autore

amato:”T salverò da ogni malinconia…perchè sei un essere speciale ed io

avrò cura di te…”
NON E’ VERO! Ciascuno è solo quando soffre e gli altri, tutti gli altri sono

così lontani!!
“E’ il mio cuore il paese più straziato!
Per quante volte si ripete il canto? Ho perso il conto!
La forzuta infermiera che sta premendo l’arteria dalla quale è stato sfilato

l’ago mi guarda , quasi a scusarsi per la pena che mi sta infliggendo ;

un’altra mi accarezza i capelli sudati .
Un medico piange con me.
Forse sono meno sola di quel che penso.
Forse troverò la forza di credere “E guarirai da tutte le malattie , perchè sei

un essere speciale e io avrò cura di te”