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Rassegna Stampa

Nel volume “I giorni di Scanzano” di Rossella Montemurro si ripercorre la rivolta antinucleare

Il Quotidiano – Giovedì 4 novembre

Tutte le voci del “no” alle scorie

Un’indagine tra le testimonianze dirette dei protegonisti

“I giorni di Scanzano – Cronaca di un accidente nucleare” è il titolo dell’accurata ricerca realizzata dalla giornalista Rossella Montemurro sull’indimenticabile protesta del popolo lucano contro il deposito unico delle scorie nucleari.
Il volume, edito dalla Ediesse nella collana “Materiali”, nasce da un progetto comune dell’associazione culturale materana Energheia e dalla Cgil di Matera. L’obiettivo della pubblicazione è raccontare, con i ritmi agili e la precisione di una cronaca giornalistica, i sedici giorni di rabbia, passione e mobilitazione civile che coinvolsero l’intera Basilicata, da quel giovedì 13 novembre 2003. Quel giorno, un laconico lancio Ansa annunciava la scelta di Scanzano Jonico, in provincia di Matera, come sede nazionale di stoccaggio delle scorie della dimessa attività nucleare nel Paese. Una gigantesca pattumiera nucleare che sarebbe stata completata entro il 2008.
La notizia suscita sgomento e paura nel popolo lucano. Poi inizia, subito, la pacifica battaglia. Nel volume di Rossella Montemurro, quei sedici giorni rivivono attraverso la voce diretta dei tanti protagonisti che animarono la rivolta. Nelle 260 pagine del libro dossier, l’autrice registra le dichiarazioni di giornalisti, sindaci, politici e soprattutto semplici cittadini, le stesse persone che, unite, riuscirono a far cancellare il nome di Scanzano Jonico dall’odiato decreto 314 sul sito unico delle scorie nucleari.
Il volume è arricchito da documenti fotografici e copie di atti significativi per comprendere non solo la vicenda Scanzano, ma la complessità dell’intera questione nazionale dello smaltimento dei rifiuti nucleari. Un problema ancora non risolto, cha ha le proporzioni di quasi 90 mila metri cubi di scorie, che esauriranno il loro potenziane radioattivo tra 200.000 anni. Prima di allora, nessuno vuole ritrovarsi sotto i piedi questo enorme cimitero nucleare, la cui sede definitiva non è stata ancora scelta.
“I giorni di Scanzano” offre anche commenti critici interessanti sulla cronaca della rivolta, provenienti dagli organi di stampa che seguirono con attenzione la protesta. Inoltre, il volume comprende una prefazione di Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, una presentazione di Angelo Cotugno, segretario materano del sindacato, ed un’introduzione di Giorgio Nebbia, ambientalista e docente dell’Università di Bari.
Il volume si conclude con un interrogativo aperto sulla ingarbugliata vicenda italiana del nucleare. L’ultima fotografia del libro mostra i festeggiamenti a Terzo Cavone, il sito predestinato dal Governo ad accogliere il cimitero delle scorie, ma “la storia continua”. Entro la fine dell’anno, il Governo dovrà fare un altro nome, e la vigilanza del popolo lucano resta alta e soprattutto corale.