Caricamento in corso
Rassegna Stampa

Rarità custodite nel “granaio” di un bibliofilo materano

Libri: testimonianza d’amore per la parola scritta e stampata di Emilio Nicola Buccico

La Gazzetta del Mezzogiorno – Lunedì 14 Febbraio 2011

“Un granaio in Lucania – Libri: tra autori e prime edizioni”. Per una sera, il suo silos ha voluto in parte condividerlo con i suoi concittadini. Emilio Nicola Luccico, popolare nelle aule di Tribunale per l’intensa attività forense, altrettanto conosciuto per le esperienze politiche (a dire il vero non sempre felici), non è altrettanto noto come raffinato bibliofilo e custode di una biblioteca di oltre due decine di migliaia di volumi, tra cui molte rarità, prime edizioni, incunaboli, codici e scritti in copia unica.

Dopo l’introduzione di Maria Antonietta De Cristofaro, nella sala Carlo Levi di Palazzo Lanfranchi, si è messa in movimento una valanga di sapide descrizioni, curiosità, divagazioni, digressioni, ironiche stoccate e gustosi aneddoti che è difficile, oltre che peccaminoso, riassumere in poche battute. Il tema trattato, soprattutto tra alcuni addetti ai lavori, ha suscitato la lieta evocazione di Richard de Bury, inglese vissuto intorno al 1300 e forse il primo a scrivere un trattato sulla materia, il Philobiblon, ora ristampato per la Bur e davvero alla portata di tutte le tasche. Un’opera deliziosa in cui l’amore per i libri è anche un’esortazione alla ricerca e alla conoscenza. Messaggio facile da cogliere nelle parole i Luccico che ha intrecciato tra le sue dichiarate e molteplici passioni letterarie – con una predilezione dichiarata per Umberto Saba – una non meno evidente propensione per i libri, si potrebbe definire viscerale eppure, a tratti, non scevra dalla tipica arrendevolezza del sedotto davanti alla parola scritta e stampata. Parola da proteggere, difendere (l’avvocato è allenato all’uopo) e tramandare, tanto più che oggi i libri, troppo spesso, appaiono lontani dai valori dominanti delle nostre vicende quotidiane.

Ma dietro il libro, ogni libro, c’è sempre una storia che non è rinviabile solo ed unicamente a ciò che contiene in termini di stampa, anche a quello che spesso non mostra immediatamente. Le carrellate letterarie, con affetto manifesto per gli autori lucani da parte di Luccico, si sono palesate materialmente, in alcuni rari volumi mostrati ad un attento pubblico che ha avvertito quasi l’esigenza di toccare con mano quelle rare pagine. Bibliophile, dicono i francesi, booklover gli inglesi, bucherliebhaber i tedesci, per indicare persone capaci di molte rinunce e quasi vittime della potente attrazione esercitata dalle legature, la qualità della carta e le grazie dei caratteri, l’eleganza degli incipit, il fascino dei frontespizi, insegne parlanti, marche tipografiche, incisioni, ex libris e miniature che fanno di alcuni volumi un concentrato unico di civiltà.

Sia la gioia dell’amante che l’ossessione del collezionista consegnano, comunque, una testimonianza che almeno tenta, e non di rado ci riesce, ad oltrepassare le miserie di ogni presente. Che non è mai poco, anzi, è tanto, specie in tempi di passioni così tristi.