Caricamento in corso
I racconti "brevissimi di Energheia"

I brevissimi 2011 – La mia avarizia di Bruno Bianco_Montegrosso d’Asti(AT)

anno 2011 (I sette peccati capitali – l’avarizia) 

Caro figliolo,

come sai bene non sono mai stata avara nella mia vita.

Quando eri bambino ti ho sempre comprato giocattoli moderni e costosi come nessuno dei tuoi amichetti poteva mai permettersi. Quando hai iniziato ad andare a scuola, ogni anno avevi sempre lo zainetto alla moda, il diario con i tuoi eroi preferiti e grandi scatole sempre nuove di pennarelli e matite colorate. Ti ho mandato ai corsi di musica, alla scuola calcio, in piscina e ho speso soldi per ogni iniziativa che ti desse quello che ogni madre vorrebbe dare al proprio figlio.

Non sono mai stata avara davanti ai tuoi problemi scolastici del liceo; ho pagato per te ore e ore di lezioni private dai migliori professori perché tu potessi avere un pezzo di carta da giocarti nella vita lavorativa che avresti dovuto affrontare da grande.

Non sono stata avara quando ho dato denaro alle persone giuste perché tu non dovessi fare il servizio militare; l’ ho fatto con convinzione perché tu non dovessi perdere un anno della tua vita e avessi la possibilità di realizzare da subito i tuoi progetti.

Come non sono stata avara nel cercare altre persone collaborative che hanno accettato i miei soldi per farti avere quel posto sicuro che doveva mantenerti per tutta la vita; volevo essere certa che tu potessi andare a dormire ogni sera con la certezza che il giorno dopo avresti avuto quanto ti serviva per condurre una vita appagante e serena.

E non sono stata avara quando ho sistemato quella brutta situazione che ti stava travolgendo, chiudendo i tuoi debiti e restituendo quei soldi che non ti appartenevano; l’ ho fatto per evitare che tu finissi davanti a un giudice o peggio ancora direttamente in galera.

Da questo momento però ho deciso di diventare avara e di non darti né i soldi che mi hai chiesto oggi né quelli che dovessi ancora chiedermi da qui in avanti. Non è per la cifra, perché sai bene che quanto ho speso per te in tutti questi anni è stato ben superiore a queste due lire che ti servono adesso per una razione quotidiana o poco più di cocaina; però scoprire che hai bisogno di riempirti di schifezza per passare meglio le tue giornate mi ha fatto  di colpo diventare la donna più tirchia, spilorcia e taccagna che esista a questo mondo. L’ ultimo mio sforzo economico nei tuoi confronti è darti questo biglietto con l’ indirizzo di una comunità che è perfetta  per quelli come te; è una struttura che cura tutti coloro che non sono ancora irrimediabilmente perduti alla vita, ma che hanno bisogno di imparare a essere adulti perché non sono mai usciti dal mondo dell’ infanzia di quando c’ è sempre qualcuno che pensa per te. Gli ultimi miei soldi li avrai per pagare il taxi che ti porterà alla comunità e poi mi metterò in attesa; aspetterò uno, due, cinque, dieci anni, tutto il tempo necessario a trasformare il bambino che sei in un adulto responsabile. Quando questo sarà avvenuto, siccome sono diventata avara, dovrai restituirmi tutto il denaro che ho speso per te in questi anni a causa dell’ immaturità delle tue scelte; cercherai un lavoro e quello che guadagnerai ti servirà per pagarti l’ affitto e le bollette, per mangiare, vestirti e scaldarti e per restituire un tanto al mese il debito che hai accumulato con me in questi anni.

Nella mia vita ho sempre sentito la responsabilità dei miei comportamenti verso le persone che dipendono da me, perché non dovessi mai pentirmi di colpe e mancanze nei loro riguardi; così ho finito per non essere mai avara verso le persone a cui volevo bene.

Ed è questa l’ enorme colpa che non mi perdonerò mai.

Con affetto

Tua madre.