Caricamento in corso
Rassegna Stampa

Freccero: “La tv, oggi, fa i conti con la realtà. Purtroppo è dominata da un enorme conflitto di interesse”

Il Quotidiano Sabato 17 settembre 2011

Lo scenario è quello che fu caro al poeta Pascoli, nella piazzetta che apre a Palazzo Lanfranchi, ma las cena è rubata da una personalità eccentrica, innovativa, che nel tempo ha saputo stupire: Carlo Freccero, direttore di rete, docente universitario, ma soprattutto grande sperimentatore della tv.

A Matera è giunto grazie ad Energheia, concorso letterario alla XVII edizione, e che quest’anno lo vede in Giuria, accanto anche Lella Costa, attrice e scrittrice e Pierpaolo Conti della Società Dante Alighieri.

Il dibattito si è acceso attorno alle sue considerazioni sul “Comunicare oggi”, in un dibattito moderato da Gianluigi Trevisi. “Abbiamo a lungo vissuto una realtà falsificata dai media: gli anni Ottanta, con il loro consumismo. L’attuale crisi economica ha però dovuto far rivedere questa logica, mettendo a nudo un’altra realtà, dove il mercato non riesce ad essere salvifico. La televisione – ha allora sottolineato Freccero – che in questi anni ha quasi solo lavorato sull’infotainement, è dovuta tornare a fare i conti con la realtà”.

La sua concezione della televisione è del resto pienamente immersa nei giorni che viviamo. Così come la spasmodica voglia di correre e divertirsi, è sembrato dire il Direttore di Rai 4, vissuta appena due decenni fa, oggi le difficoltà economiche, hanno finito per straripare in tv.

“La nuova complessità del reale, attribuisce alla televisione nuovi compiti, per aiutare a comprendere, ma purtroppo – ha quindi annotato con tono poco incline all’ottimismo – è dominata da un enorme conflitto di interesse, e non permette la possibilità di far apparire tutto ciò. Resta il web, le radio, internet che si affacciano sulla scena e contendono alla tv generalista il predominio”.

Per lui, del resto, bolla mediatica e bolla economica non fanno differenza: il punto sembra, difatti, essere quello di rappresentare il reale, dettare l’agenda ed innovare. “Si riscrive in modo efficace, vivida la realtà, che i mezzi di comunicazione cercano di nascondere. Pensiamo alla fiction americana – ha sottolineato – ed alla fantascienza, dove si riesce, attraverso il racconto, a rappresentare anche gli incubi che quotidianamente viviamo”.

Poi lo sguardo, e la richiesta di un giudizio di merito, ha portato l’attenzione sulla nuova condizione che la città di Matera è chiamata a vivere, a seguito della sua notorietà cinematografica e di un progetto che la vedrà al centro di una pellicola, girata da una cabina di regia già nominata. “Dentro questo progetto bisogna mescolare economia, società cultura; nel cinema ci devono essere le scienze sociali, così da far divenire Matera il simbolo di un altro progetto culturale, che non è solo quello del mercato”.