Il soggetto del cortometraggio

Un uomo entra in un bar, Davide Procopio_Pregnana Milanese(MI)

Energheia Cinema 2025 – Menzione Premio “Daniele Cotrufo”

Un uomo entra in un bar. È un uomo elegante e dall’aspetto distaccato, l’unico tocco di colore è dato dal papillon porpora. Ordina due gassose, una per lui e una per la donna che siederà con lui. Ed eccola. Entra col solito passo goffo, porta un fiocco tra i capelli. L’uomo la chiama per nome, “Mary!”, ma lei non lo riconosce. Come fa a sapere il suo nome? Mary è in imbarazzo, forse si sono conosciuti e lei non si ricorda? Decide di sedersi con lui, tanto deve aspettare un’amica. L’uomo si presenta come Elio. Ha un che di malinconico, ma Mary in qualche modo lo trova carino. È curioso che abbia ordinato due gassose, come fa a sapere che le piace? Elio lo sa perché gliel’ha detto. Gliel’ha detto un giorno importante.

Elio ricorda. Non il passato, ricorda il futuro.

Entra in una camera d’ospedale dove c’è Mary con un bimbo. Ha appena partorito. Lo stringono entrambi, lo chiamano Teo. Mary è stanchissima e ha una richiesta buffa: chiede a Teo una gassosa.

Quando Mary, nel bar, sente quella storia, scoppia a ridere. Lei, un figlio? Con uno che ha appena conosciuto poi? Elio sorride amaramente. Non sarebbe la prima volta che cambia idea.

Elio sale le scale di un appartamento. Ha fatto tardi al lavoro. Non vede l’ora di vedere Mary. Ma quando apre la porta della camera da letto, Mary è con un altro uomo. Si scambiano uno sguardo ferito. “È per Teo?”, chiede Elio. “Per tutto”, risponde lei.

Mary non capisce. Perché le racconta quelle cose, se la tradirà? E poi lei non è tipa da tradire. Né da avere un bambino. “Cambierai” dice semplicemente Elio. Tutti cambiano. Tranne lui. E poi, racconta di come si sposeranno.

Mary balla ad una festa sulla spiaggia. Elio la guarda. È bellissima. Lei lo invita a ballare. Sono felici come non lo saranno più. Eppure, potrebbero esserlo per sempre. Così lui, sulla banchina, lui si inginocchia. E lei dice sì.

Mary ha sempre sognato una proposta di matrimonio in riva al mare. E ora che gliel’ha detto, l’uomo glielo chiederà proprio lì. È un paradosso, ma è l’inevitabile condizione di Elio. Riesce a vedere tutta la propria vita, insieme. Ogni momento si incrocia, si rivela nella sua bellezza e tragicità. Nello stesso bar vede Mary da vecchia, sua madre e poi…

Poi un ricordo terribile. Uno di quelli che vorrebbe dimenticare, ma che è destinato a ripetere. Mary è in ginocchio per terra, i vetri rotti sul pavimento. Le braccia le sanguinano, il rosso si mescola allo smalto delle dita. Stanno litigando. Litigano per Teo. Perché Mary non potrà più ripetere il nome di Teo mai più. E piange, e si taglia le mani stringendo i vetri rotti. Elio la abbraccia. Non può fare altro.

Ma questo Elio non può raccontarlo a Mary, ora, al bar. La donna è turbata da questo silenzio, fa per alzarsi, ma Elio la ferma. Deve sapere cos’è successo a Teo.

Teo ha 6 anni, sta imparando ad andare in bici al parco. Elio lo spinge, più forte, sempre più forte, e Teo corre e vola e…

Otto anni dopo, un’ambulanza, sempre davanti allo stesso parco. Un’auto ha avuto un’incidente. Elio è davanti all’incidente, in lacrime.

Mary, al bar, è in silenzio. È confusa, eppure rapita dal modo in cui Elio racconta. La storia che le sta narrando, per quanto assurda, è malinconica e profonda, come piacciono a lei. Ma fredda. Vuole sentire qualcosa di vero. Se Elio conosce tutto, allora, cosa prova nel farlo? Elio ricorda. Un’ultima volta.

Una chiesa. Elio è anziano. Si avvicina a una tomba sull’altare. Ha un fiocchetto sopra. È la tomba di Mary. Elio piange, e si sfila il papillon. Lo lascia sulla tomba. Esce dalla chiesa e attraversa tutti i suoi ricordi, rivivendoli uno dopo l’altro. La proposta, la nascita di Teo, la bicicletta, l’ambulanza, il dolore, il tradimento. Elio è sempre consapevole della sua vita. E della sua sofferenza.

E nonostante tutto, la ripercorre. Finché non si ferma. C’è un bar. E se entrasse tutto si ripeterebbe. Ha un attimo di esitazione, e poi ricorda il viso di Mary. Ed entra. Come sempre.