Corso di scrittura creativa, Esercizi PerCorsi di Energheia

Le canzoni… so’ piezz’ ‘e core!, Maurizio Bettelli

PerCorsi di Energheia 2024

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   Imparare a scrivere canzoni, oggi, può sembrare una perdita di tempo. In tempi di Intelligenze Artificiali, capaci di elaborare testi frullando frammenti di poesia, stralci di canzoni e massime tratte dai volumi delle citazioni citabili, sembrerebbe proprio così. Inoltre, con la rivoluzione apportata dalle nuove tecnologie alla diffusione della musica registrata, per cui una canzone non la ascolti più (o quasi) acquistando il supporto su cui è registrata -CD, vinile, ecc.- ma scaricando dalla rete, e non sempre legalmente, il brano in formato mp3, anche i guadagni maturati dalle vendite dei dischi risultano drasticamente crollati, per cui lo scrivere canzoni, oggi, oltre a una perdita di tempo, rischia di essere anche una perdita di denaro.

   E allora, perché farlo?

   Una risposta facile sarebbe “perché con le canzoni si può vincere il Premio Nobel per la Letteratura”, come è capitato alcuni anni fa a Bob Dylan: il più grande cantore di questi nostri Modern Times!

   Scherzi a parte, i motivi per cui scrivere canzoni possono essere molteplici, non ultimo la necessità di raccontare a qualcuno ciò che mi sta accadendo, ciò che sto provando, ciò che mi va e ciò che non mi va; Woody Guthrie diceva, più o meno, che il lavoro di uno che scrive canzoni è confortare le persone preoccupate e turbare le persone che si sentono a proprio agio, e questo mi sembra già un buon motivo per scrivere canzoni!

   A mio parere, una canzone è una costruzione basata su determinati equilibri, o meglio, funziona se rispetta certe dosi e certe proporzioni. Ovviamente non esiste una formula esatta per la costruzione della canzone perfetta, non esiste una ricetta infallibile, ma ci sono alcuni piccoli espedienti e alcune avvertenze che sarebbe bene tenere presente e imparare a maneggiare.

   Uno di questi è allenarsi alla sintesi. Se una canzone è un romanzo composto da tre strofe un ritornello e una melodia, della durata di tre minuti e poco più, è evidente che per riuscire a condensare sentimenti, stati d’animo, racconto, personaggi ecc. in così poco spazio, debba aver imparato a distillare non solo le parole, ma anche le immagini evocative, le descrizioni, e quant’altro mi troverò a maneggiare all’interno di quella canzone. Per fare questo, la prima prova pratica che propongo ai miei allievi è la composizione di alcuni Haiku su un tema dato. Come si sa, l’Haiku è un componimento giapponese che deve sottostare a una struttura tanto striminzita quanto ferrea (tre versi di cui due di cinque sillabe intramezzati da un verso di sette sillabe) e riuscire a esprimersi in così poco spazio è decisamente una prova impegnativa, ma che ci obbliga a sfrondare il superfluo e a tenere l’essenziale.

   Gli esempi che seguono sono il prodotto di alcuni studenti che hanno seguito il mio corso sulla scrittura delle canzoni che ho tenuto a Matera lo scorso settembre.

   Ovviamente il nostro corso non si è fermato agli Haiku, ma è andato ben oltre, fino alla composizione di un testo su una melodia data. E anche su questa prova, eseguita durante i laboratori pomeridiani, gli alunni hanno dato il meglio di sé producendo testi decisamente interessanti.

   Cosa fare allora? Se vorrete approfondire le tecniche e i linguaggi e imparare a usare gli strumenti necessari alla composizione di una canzone, e non solo, iscrivetevi e partecipate ai corsi di scrittura creativa organizzati ogni anno dal Premio Energheia nella splendida Matera, e se non vincerete il premio Nobel per la letteratura, chissà, magari vincerete il cuore della ragazza o del ragazzo che vi ha fatto innamorare!

   C’è forse premio più ambito?