L’accettazione, Silvia Mazzarella
Esercizi PerCorsi di Energheia 2024
Da una foto un racconto. Docente Antonella De Biasi
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Era l’ultimo giorno d’estate, ero al mare ed erano passate le 17:00.
Quel 31 agosto l’acqua era agitata e stava per piovere. Stavo nuotando e la vidi lì, dopo esattamente dieci anni che ci eravamo lasciati. Il suo sorriso è stampato nella mia testa come una fotografia, nonostante non la vedessi da anni, mi faceva sempre lo stesso effetto.
Stavo per andarle a parlare e forse, come sempre, le avrei ricordato di mettere la crema solare, visto che lo dimenticava sempre. Quando, ad un certo momento, un altro ragazzo la prese in braccio.
Anche lei mi notò e cambiò subito espressione.
Così sono passata dalla felicità immensa ad una tristezza che ricordo bene, pensando a tutte le volte che le sono stato vicino nei momenti duri. Chissà se anche lui sapeva fare lo stesso.
Un colpo di rabbia mi trafisse il petto, perché la teneva troppo forte, e forse le stava facendo male. Io non l’avrei mai tenuta così, l’avrei presa sulle spalle e avremmo fatto l’amore.
Nonostante la tristezza che provavo vidi come lo guardava.
Ho sperato che calmasse i suoi attacchi di panico e che le desse i baci sulla fronte, che tanto amava ricevere.
Uscirono dall’acqua, e non la rividi mai più.
Nonostante il male che mi aveva fatto, senza rendermene conto la perdonai e con il passare degli anni, quello che all’inizio era delusione si trasformò in accettazione.
Amavo Emily, ma amavo anche il suo sorriso, puro e sincero quando la rividi con il suo nuovo ragazzo, anche se non era più per me.
Quella fu l’ultima volta che la incontrai e imparai la lezione più importante della mia vita. Si può amare una persona anche se non la si vede più. La si può pensare anche se non ci scrive e la si può ammirare anche attraverso una fotografia.
Emily è stata l’unica donna che ho amato, e dopo di lei, nessun’altra.
Un amore così forte non può scemare in un’altra cotta banale.
Mentre ero intento a scrivere di lei, alla radio partiva “Cratere” di Frah Quintale e nella mia mente si fissarono queste parole: “Goditi l’estate anche per me, brinderai con delle altre persone. Non ti preoccupare mai per me, io sarò altrove”.





















