La mia partecipazione al Premio Energhia
di Morena Terenzi
Partecipare al Premio Energheia 2025 è stato, per me, molto più di un riconoscimento artistico: è stato un momento di ascolto profondo.
Essere vincitrice con il cortometraggio Sottovoce e finalista con Gli umani non cadono ha dato voce a un percorso creativo che nasce da una scrittura intima, spesso silenziosa, che cerca di osservare l’umano nelle sue fragilità più vere.
La cerimonia del Premio Energheia non è stata vissuta come un traguardo, ma come un punto di incontro: tra storie, sguardi, linguaggi diversi, accomunati dalla stessa urgenza di raccontare. Ho percepito un clima di autentica condivisione, raro, in cui il valore dell’opera non è separato dal valore della persona che la porta.
A distanza di tempo, ciò che resta è la sensazione di aver fatto parte di uno spazio che tutela la ricerca, l’ascolto e la qualità della scrittura, senza forzature. Energheia non premia solo un testo, ma il coraggio di mettersi in gioco attraverso le parole e le immagini.
Per questo considero questa esperienza un dono prezioso, che continua a risuonare e ad accompagnare il mio lavoro creativo con una consapevolezza nuova.




















