Diane, in tutto il suo splendore, Shirelle Apedoh
Menzione Premio Energheia Francia 2025
Traduzione a cura di Gino Cervi
È stato al Jardin du Luxembourg, proprio qui, davanti a te, mia cara Diane, se chiudo gli occhi… ricordo, sì mi ricordo il sangue caldo che mi scorreva sulla tempia, le urla di quella donna umiliata, il pianto dei bambini e l’abbaiare dei cani. Oh, Diane! Avrei tanto voluto essere forte come te, alta, bella, coraggiosa e forte… tu avresti saputo difenderti da quegli uomini che hanno rubato il mio sogno, me l’hanno strappato e nulla ho potuto fare. Non ballerò mai più, no, mai più…
Addio Gisèle, arrivederci Odette e tu, mia dolce Nikiya… a presto! Vi ho sognato così tanto, ho sognato di essere voi e di rendere omaggio alle vostre storie, così belle e così tragiche. Non è buffo, Diane? Io che ero così bella, così ammirata, ora non sono che un cigno dalle ali spezzate, e le mie gambe ora sono una sedia a rotelle, la bella Hildegarde che ero non c’è più.
Ma… non preoccuparti, Diane, ti prometto che non mi crogiolerò più nel mio destino, ho ritrovato la speranza di vivere e te lo prometto, mi vendicherò, ritroverò quei mostri che mi hanno fatto soffrire, li ucciderò e ti raggiungerò, Diane, te lo prometto!


























