Avviso di sfratto, Claudio Caldarola
Esercizi PerCorsi di Energheia 2024
Da una foto un racconto. Docente Antonella De Biasi
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“Chi è lo stronzo che ha lasciato il seitan fuori dal frigo?”
Qualcuno tra i coinquilini di Emma aveva fatto la spesa senza svuotare le buste. Fu una traumatica epifania per lei: il suo cibo preferito non aveva avuto un’opportuna refrigerazione e stava andando a male.
Tra le altre cose, si erano dimenticati di comprare i filtri in granuli di carbone per la Brita. Non si sarebbe mai sognata di bere l’acqua del rubinetto di casa sua senza averla prima filtrata: meglio morta che con il sapore di calcare in bocca.
L’ultima volta che il proprietario si era prodigato per rimettere a nuovo quell’appartamento, Giovanni Lindo Ferretti era ancora di sinistra. Gli infissi erano logori, e le crepe sul muro dell’ingresso formavano una piccola depressione caspica, coperta alla men peggio da padelle appese il cui teflon era un lontano ricordo.
Il bagno ospitava centinaia di migliaia di colonie di microorganismi: roba da far impallidire Cecil Rhodes e il governatore dell’Africa Orientale messi assieme.
Emma aprì il frigorifero per metterci dentro il seitan. Sul ripiano che le era stato assegnato c’erano le sue Birkenstock. “Ecco perché non riuscivo a trovarle in camera”, pensò.
Tirò fuori l’hummus dalla dispensa e lo spalmò con una forchetta su una fetta di pane di cinque giorni prima. Era diventata marmo puro.
Non sapeva ancora che ora fosse, visto che l’idea di appendere un orologio alla parete non era mai stata contemplata.
Aveva dormito undici ore di seguito, poi si era resa conto che avrebbe dovuto alzarsi. Mica era un gatto, lei. I suoi bioritmi erano sbiaditi, quasi dei vagheggiamenti di epoche ormai andate, con i pasti di difficile collocazione spazio-temporale.
Tornò in camera sua per prendere il cellulare. C’erano vestiti accatastati alle due estremità del letto che facevano da baldacchino al materasso. Vide che erano le 7:00 di sera.
Aveva da fare: Alex G suonava in città e doveva trovare il modo di imbucarsi.
Uscì di casa e scese le scale. Aprì il portone e trovò, sull’uscio, un tizio con indosso un completo osceno color cachi. Avrebbe giustificato la scelta dicendo che gliel’aveva comprato sua madre.
Fece per porgere una lettera alla donna: “È lei Emma Loiudice?”
Lei abbozzò uno sguardo omicida sul suo volto: “Dovrai passare sul mio cadavere”.




















