Corso di scrittura creativa, Esercizi PerCorsi di Energheia

Sorellanza, Alice Dottorini

Esercizi PerCorsi di Energheia 2024

Da una foto un racconto. Docente Antonella De Biasi

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   Io e la mia famiglia viviamo in un paesino sperduto in montagna. Siamo in quattro, i miei genitori, mia sorella Sonia e io.

   Mia sorella è la mia migliore amica, è l’unica persona che riesce a capirmi e di cui riesco a fidarmi. Non ho mai avuto tanti amici su cui contare, sono sempre stata vista da tutti come una ragazza un po’ strana, timida. Però Sonia c’è sempre per me. Il nostro legame si è rafforzato soprattutto dopo la morte inspiegabile della nostra sorella maggiore, Sara.

   Il dolore che sta attraversando la nostra famiglia non si può spiegare a parole. Sara era una ragazza bellissima, con tanti sogni e obbiettivi che avrebbe voluto raggiungere. La sua mancanza si sente molto in casa, ora sembra più spenta, lei portava tanta allegria e migliorava le nostre giornate. Il suo più grande pregio era, infatti, di riuscire a trovare il lato positivo nelle situazioni peggiori, diceva sempre le cose giuste per far tornare il sorriso, anche nei momenti più tristi.

   Io e mia sorella Sonia ci stiamo aiutando a vicenda in questa situazione, affrontare la sofferenza insieme è meno doloroso.

   Una domenica pomeriggio per distrarci un po’ abbiamo deciso di rilassarci su un prato qui vicino, circondate dalla tranquillità della montagna.

   Ho iniziato a farle una treccia. Amo farle delle acconciature, mi riescono bene.

   Mentre intrecciavo le sue ciocche castane ho sentito qualcosa che mi toccava le spalle e ho visto i miei capelli legati in una lunga traccia. Mi sono voltata spaventata e incuriosita da quella situazione.

   Con mia grande sorpresa ho visto una figura dallo sguardo spento che mi sorrideva. L’ho riconosciuta subito, era mia sorella Sara. Era inquietante, non era umana: aveva i capelli neri, che facevano risaltare la sua pelle così pallida da essere bianca, come la neve. I suoi occhi erano terrificanti, scuri come la pece, mi guardavano in modo inespressivo e penetrante.

   Per la paura ho fatto un passo indietro ed ho iniziato ad urlare. Ho guardato subito Sonia, non riuscendo a capire se quello che stava accadendo fosse reale oppure, solo, un brutto sogno.

   Lei, invece, sembrava tranquillissima,dicendomi di stare calma.

   Guardava il fantasma salutandolo, come se fosse una circostanza normale.

   Non capisco cosa sia accaduto, tutto troppo veloce.

   “Il tuo sacrificio è stato di aiuto, Sara” disse mia sorella alla morta.

   Era surreale, di che sacrificio stava parlando? La osservai negli occhi verdi, adesso non erano più dolci e gentili, sembravano minacciosi.

   Sara non mi ha risposto, mi ha guardato dicendomi di scappare.

   Sonia, all’improvviso ha tirato fuori un coltello! A quella vista ho cominciato a correre il più veloce possibile.

   Continuavo a non capire la situazione, sapevo solo che la persona di cui mi fidavo di più mi stava inseguendo con un coltello.

   Avevo paura, mi sentivo tradita. Non riuscivo a credere che qualcuno stesse cercando di uccidermi, e che quella persona potesse essere proprio Sonia.