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L'angolo dello scrittore

Unità d’Italia

di Luca Tamburrino_

Questo è un anno importante e celebrativo per il nostro Paese e per tutti noi cittadini italiani.

Da studente italiano penso a come è cambiato il nostro Paese in soli pochi anni.  Penso ad un’Unità che non c’è, anzi a quell’Unità d’Italia disintegrata in particolar modo negli ultimi anni, penso che viviamo nel paese più bello del Mondo, un Paese che ha conosciuto la brutale potenza dei potenti, quei potenti che hanno cancellato la bellezza artistica e culturale del nostro paese.  Oggi possiamo fare qualcosa che manca da un po’… oggi possiamo pensare, pensare senza fare domande, pensare all’Italia che c’era … pensare ad un’Italia che non c’è.                                                 

Ed è per questo che oggi il mio pensiero va alle vittime di questo sistema politico e sociale, un sistema strategico e manipolatore di coscienze, un sistema che ha incentivato alla disunità italiana.

Io sono uno studente della scuola pubblica e come tanti miei compagni sono fiero di essere uno studente della scuola pubblica, perché siamo fieri di difendere la cultura italiana, una cultura che non si compra ma si conquista.

Mi rivolgo anche oggi ai potenti, a quelle persone che si addormentano in giacca e cravatta, a quei politici che non sono mai presenti, o meglio, a quei potenti che ripetono parole e promesse oramai da sempre, … ma noi oramai siamo stanchi del vostro abuso di potere.

Ci avete consegnato un futuro inesistente in un Paese strumentalizzato dalle scatole chiuse e affascinato dalla mediocrità.  Ovviamente sta a noi riprenderci il nostro futuro e il nostro Paese, ma voi invece quando ammetterete le vostre colpe e soprattutto quando riparerete ai vostri errori …?

Sono uno studente che c’è l’ha con questo sistema, un sistema che vuole avere una società sociale ignorante e senza identità, perché solo coloro che non sanno possono essere manipolati e gestiti.   

 A noi giovani italiani non ci resta che riunificare il Paese più bello del mondo.

Anche oggi non ci sono persone importanti, persone che da anni ci devono dare risposte. Vorrei quindi ricordare ancora una volta a questi signori che il 60% delle scuole pubbliche italiane sono inagibili, non sicure … il nostro diritto allo studio parte da qui, ed è per questo che penso a tutte quelle scuole che non ci sono, senza fare nomi e senza andare  troppo lontano il mio pensiero va ai miei compagni del “Liceo Artistico di Matera”.

 La speranza di un intero Paese siamo noi giovani italiani, un Paese che attende oramai da tempo una nostra vera “reazione”.