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I racconti "brevissimi di Energheia"

I brevissimi 2017 – Questione di incognite di Martina Bianchi_Roma

anno 2017 (I colori dell’iride – rosso)

Questa vita è imprevedibile.
Può accadere di tutto e nei momenti più improbabili. L’andamento lineare della quotidianità è destinato a spezzarsi per andare incontro a destini diversi: riprendere il suo normale corso dopo aver rimediato all’imprevisto cambio di corsa oppure andare incontro a una strada ben diversa.
Strade e avvenimenti sono relativi, ma volendo trattarli genericamente si potrebbe dire che il moto della quotidianità potrebbe continuare a scorrere come l’acqua di un ruscello, magari assumendo anche un andamento migliore, oppure interrompersi come la corsa di un corridore alle prese con una caduta… o, peggio ancora, come il volo di una farfalla privata delle ali.
Tutto questo per dire che quando attraversiamo dei momenti bui, mai oseremmo immaginare che potrebbe accadere qualcosa di bello se non addirittura di speciale; questo discorso ha anche una valenza inversa, in quanto da sereni ci viene difficile pensare che possa accadere qualcosa capace di sconvolgere il nostro mondo, la nostra quotidianità dai toni iridei.
La quotidianità di Giada era stata grigia per molto tempo e poco a poco aveva riacquistato i bei colori dai quali una vita deve essere composta. Questo cambiamento era dovuto a una persona speciale, a una ragazza che standole accanto era riuscita a farsi strada nell’intricato groviglio di rovi che era la sua mente, non prima di aver oltrepassato un muro per molti invalicabile e per altri ancora addirittura inesistente. Asia era riuscita a conoscere la sua parte più fragile. Asia era riuscita ad aiutarla a risanare le ferite.
Tutto era accaduto spontaneamente.
Una semplice conoscenza si era trasformata in un’amicizia profonda e ben più tardi essa era sfociata in un qualcosa di ancora più intenso.
Le due ragazze si erano innamorate.
Un amore ricambiato equivale spesso a sentirsi in volo e a non desiderar altro che rimanersene là, a fluttuare tra le nuvole, a godersi l’incanto. Un amore ricambiato non dovrebbe essere altro che una soave melodia generata dalle corde vibranti dei sentimenti delle persone che ne sono protagoniste, una melodia che perde l’armonia per piccole discussioni, ma che infine riesce a ritrovare il suo accordo se non addirittura a migliorarlo.
L’amore dovrebbe essere serenità e gli innamorati liberi di proseguire lungo il sentiero costruito dai loro animi. Peccato che ciò non sia possibile per tutti.
Giada e Asia erano consapevoli di ciò che provavano, ma ne impiegarono di tempo per accettare la cosa, poiché alle loro menti era facile pensare a quanta sofferenza avrebbero provato e più difficile pregustare la gioia che, nonostante tutto e tutti, avrebbero vissuto. Non basta riconoscere che l’omosessualità non è una malattia per far sì che i pregiudizi svaniscano, come non basta che un determinato numero di persone accetti chi ama una persona del proprio sesso se nel mentre vi sono altre migliaia di persone che provano odio per una coppia solamente perché diversa dal loro modello ideale.
Giada e Asia sapevano a cosa sarebbero potute andare incontro, era di questo che avevano paura. Provarono a ingannarsi, Giada provò addirittura a diventare la ragazza di un amico che aveva una cotta per lei.
Niente.
Quei sentimenti non volevano svanire, essi stavano divenendo persino più intensi. Le due ragazze dovettero farsi coraggio e mettere la propria felicità dinnanzi alla paura. Iniziarono con il mantenere segreta la relazione.
Passarono diversi mesi e il loro rapporto diventava sempre più ferreo e la dolcezza dei loro abbracci e l’intensità dei loro baci le faceva ardere, le faceva sentire ancor più vive.  Giada, romantica com’era, iniziò a pensare che se a ogni vita fosse corrisposto un colore, il loro sarebbe stato il rosso.
Mai avrebbe immaginato che la loro vita potesse macchiarsi negativamente di rosso. Un incidente rovinò la loro armonia. Questioni di decimi.
Un’immagine: Asia in una pozza di sangue.
Un’immagine e nient’altro che l’oblio.