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L'angolo dello scrittore

Quel piccolo dettaglio della responsabilità

– di Matteo Bordone_

 

Io capisco tutto. Capisco che la polizia svolge un ruolo, che la fiducia nei capi è importante, che quelli si sono distinti, hanno saputo eccellere laddove, sono stati pronti come un sol uomo. Io capisco tutte queste cose. Però le democrazie non si basano sull’eccellenza, ma sui diritti e sui doveri, sulla distinzione dei poteri dello Stato, sul rispetto delle leggi. Quindi io capisco il grave problema del rimpiazzo dei vertici, capisco anche che possa spiacere, a un dirigente che lavora per il paese, non poterlo più fare. Eppure va così. Perché la responsabilità è individuale.

Perché quando a Bolzaneto e alla scuola Diaz quei pubblici ufficiali mi facevano vergognare di avere la cittadinanza italiana, non lo stavano facendo nel senso della vergogna, del moto d’orgoglio, ma nella sostanza. Un italiano che pesta a sangue una persona inerme è prima una persona, e poi un italiano. Un agente di polizia che pesta a sangue una persona inerme, e lo fa in servizio, è prima un pezzo dello Stato, e poi una persona. E allora la sua colpa è tre volte più grave. Perché mi rappresenta, e quello che fa lo fa per mio conto; perché a lui sono stati delegati dei poteri legati alla forza e alla violenza che i comuni cittadini non possono giustamente esercitare; perché cercando di prendersi gioco delle indagini e dello Stato dall’interno lo ferisce, lo indebolisce nelle sue fondamenta.

Ma quella di oggi è una buona notizia. Per prima cosa perché la giustizia ha dimostrato di saper essere più moderna e democratica di quella di venti anni fa, e lo Stato è venuto prima della Ragione di Stato. E poi perché così i disfattisti che dicevano che non sarebbe mai successo nulla hanno avuto torto. E quando hanno torto i disfattisti, quelli che tanto non cambia mai niente, ad avere ragione quell’idea di progresso che in questo paese fatica così tanto ad attecchire.

La responsabilità è individuale. Dei poliziotti criminali sono feccia, e forse i primi a volerli fuori dalla polizia dovrebbero essere i poliziotti onesti.