Perfetto di Gabriella Massarenti_Bologna

_Racconto finalista Premio Energheia 2018

Aspetta che esca da qui.

Da questa prigione in cui sono costretto. Aspetta solo che esca da qui.

Oh, ringrazia che ancora non mi sono liberato, ringrazia. Perché non hai idea di quanto odio provi nei tuoi confronti. Un odio molto più grande di quello che tu provi per me.

Perché sembri sorpreso? Lo so che mi detesti.

Te lo posso leggere negli occhi quando mi guardi, con disapprovazione, disprezzo. Trovi sempre qualcosa che non va in me. Dall’apice della testa alla punta dei piedi. La mia faccia è sempre troppo grossa, la bocca troppo piccola, il naso troppo prorompente, la fronte troppo spaziosa. Oppure il contrario, la carnagione non è abbastanza abbronzata, la pelle non abbastanza liscia, le ciglia non abbastanza lunghe, gli occhi non abbastanza seducenti.

O troppo o non abbastanza.

I miei capelli sono sempre in disordine per te, mai una volta che ti piacciano, sempre brutti, crespi. Per non parlare nel mio corpo. Quando mi guardi mi vedi sempre grasso e basso, imperfetto. Il tuo sguardo corre lungo tutte le mie membra e ogni volta vedo la tua bocca contorcersi in un’espressione di scontentezza. E lo so a cosa pensi. “Perché sei così sproporzionato e sgraziato? Perché non hai tutte quelle qualità che tanto piacciono alla gente? Perché non assomigli almeno un po’ a chi rappresenta il vero ideale di bellezza?”

Ora un domanda la faccio io a te: per quale motivo mi denigri in questa maniera? Cosa ti ho mai fatto per meritarmi tanto rancore? Non capisco perché tu non voglia accettarmi per quello che sono. Come se tutto ciò che contasse di me fosse l’aspetto esteriore, solo un’apparenza destinata a perire in pochissimo tempo. E non vedi altro in me se non un insieme di imperfezioni, ma ora sono stanco.

Sai che ti dico? Fai pure. Vuoi essere la copia perfetta di altri? Per me non c’è problema. Puoi fare quello che vuoi per rendermi bello come tu desideri. Diete, palestra, trucco, anche chirurgia plastica se occorre, ma quando scoprirai che, oltre ad avermi obbligato ad indossare la maschera di qualcun altro, mi avrai anche fatto perdere la mia personalità, non voglio sentire ripensamenti.

Comunque, non ti lascerò rovinarmi senza che io possa fare qualcosa per difendermi. Io voglio stroncare questa tua utopistica iniziativa ed evitare che tu mi faccia diventare solo un altro capo da aggiungere a quella grande accozzaglia di manichini detta “massa”.

Perciò, aspetta solo che esca da qui, da questa prigione che tu chiami specchio, e ti mostrerò cos’è la perfezione.