Molly_Stefania De Toma, Bari

_Racconto vincitore ottava edizione Premio Energheia 2002.
 _Menzione Giuria per il miglior racconto da sceneggiare 2002.

Che doveva andare a finire così, da quando ci siamo conosciuti al supermercato come nei film lei sogna l’uomo della sua vita poi ci finisce addosso con in mano un attraente mazzo di rape e tutto lo smalto sbrecciato fortuna che non ha fatto il baciamano sennò – dirgli l’ho vista in quel film i miei complimenti non è proprio la bravura che ho notato che poi mica ci vuole l’arte a recitare a recitare bene sì infatti non tutti sono gassman è davvero come al cinema alto bruno brunissimo un po’ di pancetta ma fa tanto romano verace sì barbetta scientemente trasandata e quel profilo mio dio quel profilo bello deciso latino netto no non greco e no nemmeno marcato volgare proprio bello uomo questi occhi scurissimi tipo vienimi a cercare se sei capace perché come sono non lo so nemmeno io mistificazione femminile ovvio nell’insieme niente di eccezionale ma là si tratta di odori non ci puoi stare a discutere con lei lei suggerisce che forse e tu devi almeno darle una chance se poi come carattere non ci siamo le dici la prossima volta decido io ma lo sapete tutt’e due che non sarà così – niente autografo non mi è mai balenato per la testa che me ne faccio di una firma me la bacio ogni giorno come mi sveglio nooo che non è cosa lui forse se l’aspettava o forse ho interpretato io perché è logico che quando incontri un attore che ti piace è la prima cosa che fai la solita timidezza balbettavo quando gli ho chiesto se aveva tempo per un caffè buono come il pane dolce come la nutella mi ha detto sì io non ci credevo per una volta sono riuscita a fare una proposta demenziale minima ma sempre una proposta ad un uomo che mi piace perché gli uomini oggi col fatto che le donne sono aggressive non solo non sanno fare quello che non sapevano fare i padri ma non sono capaci a corteggiare manco più quest’è la tua città non la conosco – me lo dice quand’è che me lo dice ma me lo dice o no – ci sono venuto solo per questa tournée sulla scia del successo di quel film sì quello dove mi hai visto tu – non si decide non si decide – allora io la butto lì ti avrà procurato anche un grande successo con le donne e lui sì certo mia madre mia nonna e mia sorella ora sono pazze di me ma dai ma sì ti dico single convinto – e io che non ci credo non per fare la parte non ci credo davvero – ma poi mica tanto se trovo una che mi convinca a non esserlo più simpatico penso io è uno semplice malgrado i soldi a proposito – ecco penso io ci siamo ci siamo quasi la butta lì come battuta tutti così i romani spavaldi poi circospetti prendere un palo non piace a nessuno – e tu ce l’hai un uomo ‘n amico chiamalo ‘n po’ come te pare mi brillano gli occhi lo so per fingere adeguatamente non dovrei fa parte del gioco far finta di non aspettarsi le domande quella domanda ma mi brillano gli occhi e non posso farci niente nessun ragazzo per ora – capisci a me adesso brillano gli occhi a lui almeno così mi sembra così vorrei che fosse mo’ che ne so – mi piacerebbe che ci fossi alle prove oggi pomeriggio lo spettacolo è tutto esaurito dovresti vederlo dietro le quinte non è ‘sta gran cosa succede di tutto non garantisco sulla mia buona educazione poi noncurante ah non mi hai detto quanti anni hai per curiosità brivido d’allarme mo’ ci ripensa devo sembrare una bambina o poco più sto anche truccata pochissimo ma inutile starci le ore glielo dico che c’ho vent’anni la voce tradisce che non sono contenta della domanda bisbiglia, meravigliatissimo vent’anni io ne ho trentadue si alza dal tavolino del bar ancora poco convinto poi si scuote fa le prove iniziano alle quattro al teatro tenda sono chiuse al pubblico ma dirò all’entrata di farti passare se mi dici il tuo nome clelia bel nome clelia sa di romano – con la r maiuscola penso io ma che ne vuoi capire tu – ti aspetto eh tanto sei maggiorenne questo è l’essenziale mi sorride e gli s’illumina tutto il volto latino mi piace da impazzire chissà se ne traiamo un ragno dal buco sicuramente non più delle prove gratis se davvero avvisa l’usciere ma tanto vale provare ho solo da guadagnare un semi-spettacolo oppure due porte chiuse in faccia basta che la faccia non si trovi nel mezzo – gli sorrido in risposta devo essere sollevata penso di sì poi quello del bar lo riconosce scrocchiamo il caffè dovesse fare lo stronzo con le prove il bilancio di oggi resta in positivo magari ‘sto teatrotenda era un posto raggiungibile a piedi avrei pure potuto dire ai miei che andavo in centro no figurati sempre le cose più ardue anvedi me fanno passa’ mado’ già mi metto a parlare romanesco ma è così io prendo qualsiasi accento ho un orecchio tutto proteso a imparare le lingue senza doppio senso una volta che non penso ad un doppio senso allora è che me li attribuiscono nei pensieri ma quella volta magari proprio non è vero come al lupo al lupo mi vado a sedere non alle prime file che sta il macello fra costumi e attrezzi di scena il regista isterico naturalmente come in chorus line forse meno stronzo umanamente ma poi io che ne so faccio in modo di farmi vedere nessuno mi fila ma lui mi vede lo saluto con la mano è felice di vedermi non ha una pistola in tasca no ma mi sembra felice di vedermi lo stesso pare un orsacchiottone quelli enormi di peluche che li regali ai bambini ma i bambini si spaventano si schifano comprateli per te se ti piacciono facci la collezione ma che se ne fa una donna quando ce l’ha in carne ed ossa il massimo della vita il problema è che gli devi fare da mangiare non è che te ne puoi uscire con la torta finta della barbie no gli devi fare da mangiare per davvero e a giudicare dalla stazza pure assai il bello degli orsacchiottoni è che li strapazzi come vuoi però poi li metti sulla mensola e là si stanno chi si deve sbattere sei tu ma questo succede con tutti e mentre lo guardo provare insieme agli altri ma non mi ricordo le facce non li ho proprio calcolati quest’è i miei occhi sono tutti per lui per le sue mosse per le sue risate coinvolgenti da paura io sto lontana non sempre capisco i commenti che si scambiano sottovoce tra loro prima di scoppiare a ridere ma che ci vuoi fare lui ride e mi trascina insieme senza capire senza volere chiamala risata uterina tensione erotica che ne so ma mi viene così e lo faccio e basta mi sembra impossibile a guardarlo a pensare alla vita che sicuramente fa che sia solo non è proprio nel suo carattere apparente chissà forse è triste anche lui le volte che torna a casa e non trova nessuno che non ha nessuno cui dire a telefono mi manchi quando torno recuperiamo tutto nessuno con cui uscire vabbe’ sì gli amici quello che vuoi ma non te li puoi portare a letto orge a parte – e queste sue risate trascinanti de core sì de core e poi magari subito dopo bel contrasto con la sua voce tutta bella impostata da attore ripensandoci l’avevo notato pure in quel film che fa il gay amante dell’imprenditore rapito da un disoccupato del sud disperato disperatissimo tipo in fuga per tre che diecimila volte in tv quando non c’è niente toh beccati in fuga per tre con nick nolte e statti pure zitto come si fa a dire che nick nolte è affascinante è affascinante come una provoletta di auricchio con tutte quelle rughe e quei capelli color steppa riarsa ma che orrore mica il profilo latino a pensarci no non è neanche toscano il bel profilo latino del mio romano che ride come gigi proietti che non capisci mai se ride sul serio o è un ghigno che fa tanto per abbozzare già in quel film l’avevo notato però non avevo fatto coincidere il nome con la faccia mi era sembrato uno non male però come mai non ma sì ma certo io cambio un innamoramento al mese mi sarò vergognata a dirmi che mi piaceva o che ne so ora mi studio e mi ammiro il mio profilo latino mio ma dove forse fa così in ogni città ma mica glielo vado a chiedere ecco ecco la mia solita gelosia la mia gelosia patologica mi mastico il sospetto mi rumino il sospetto ma non mi assicuro mai fino in fondo che sia vero rovino tutto con questa mia gelosia del cazzo salvo poi scoprire che mi sono fatta problemi che non c’erano non è che va nei supermercati apposta per scontrarsi con sennò sarebbe un pervertito da evitare almeno spero ecco è più realistico lo spero si sono fatte le otto sospendono scende dal palco usciamo un attimo tanto ho tempo per vestirmi che te ne pare beh non conosco il testo non posso giudicare l’adattamento ma mi sembra bello poi mi piace come reciti – me’ uaglio’ vedi di capirla – lui fa tutto il modesto troppo buona fossero tutti come te i critici – non posso dire prova a sedurli sennò poi cade il mistero il gioco smaccato non mi piace ci vuole arte nel sedurre movimenti felini passi piccoli ma evidenti che facciano sperare senza prevedere questo non me l’ha detto nessuno l’ho imparato da me dal mio carattere ora ci vuole solo uno che lo capisca come prendermi – e quando lo dice sorride smagato abbassa il mento espira il fumo è evidente che non mi crede ma non importa a lui come non importa a me che mi creda l’importante è che capisca mi piace da pazzi il suo volto squadrato altero volitivo forse mi piace perché è una cosa che mi manca ho sempre paura di sbagliare fare figure di merda mi ispira fiducia forse uno che sa sempre cosa fare ma gli orsacchiottoni di rado sanno cosa fare si fanno prendere in braccio non ci vengono da soli ma insomma qualcosa ci sarà pure che mi provoca le frustate da giù – inutile che ti sbellichi bella il tuo turno non è ora – proprio frustate dal basso a onde a s che arrivano ti colpiscono da là fino ai seni al viso si gonfiano si infiamma poi quando sei in giornata ti prendono anche le labbra che iniziano a pulsare come una pulsar come quella volta col cinese occhidicarbone non sapevo come reagire quello continuava a fissarmi sorridergli non so come niente si faceva chissà che film poi io mi sento scema a sorridere per strada e se miope come sono non stava guardando me magari mi seguiva una del suo paese è più probabile che gli piaccia quel tipo lì che è come lui io non lo so se andassi all’estero se mi sposerei uno del posto per la cittadinanza o un altro italiano per la cultura per sentirmi meno sola poi suggestioni durassiane a parte non è che mi piacesse da dio però le frustate non dipendono se ti piace arrivano specialmente se stai in giornata e poi passano qualche secondo e ritornano io le chiamo frustate chissà se succede solo a me il fatto è che non ne puoi parlare con nessuno perché tra donne non si parla di sesso nel senso di quello che senti perché sennò ti dicono da dietro che c’hai un linguaggio da caserma si parla di amore e quando appena accenni al sesso io la prima cambio argomento pare una cosa volgare o molto troppo privata o possono pensare che sei lesbica o non lo so io ho le frustate e quando sento le frustate non riesco a dire niente senza sembrare ridicola meglio fare la parte del morto finisce che il maschio di turno mi prende in giro per quello che dico fosse anche la cosa più saggia del mondo un proverbio zen o chessoio – che i proverbi zen io li odio perché non dicono un tubo alla mia cultura latina contaminata da bizantinismi con successive stratificazioni sassoni e galliche daje co’ ‘sto aggettivo latino allora io aspetto lui ci pensa ci ripensa fa per aprire la bocca – quelle labbra succhiose gesù trattenetemi o succede qualcosa di grave trattenetemi in carcere non ci voglio finire – poi dice no lassciaperde stanco strascicatissimo mooolto romano espira di nuovo il fumo della sigaretta che secondo me fa solo finta di fumare ma non sono fatti miei basta che non mi va negli occhi aspetta la battuta io sono specialista di ‘ste cose so fare la spalla almeno a livello teorico perché non sempre dico la cosa giusta per assurdo la dico se non conosco bene la persona ma del resto chi dice sempre e comunque la cosa giusta nessuno è perfetto basta con le banalità allora con aria curiosissima cosa stavi dicendo daaai scuote la testa fa parte del ruolo il ritroso poi parla una parola per volta cos’è il mago del tantra verbale gnente io bari non l’ho mai vista c’avrei il biglietto prenotato per domani ma un posto se trova sempre allora se te va di farmi da sciscerone e misura le parole col contagocce allora io figurati manco ci credo gli sorrido mi farebbe un piacere immenso scherzi e mi tremava la voce non so se si sentiva spesso è solo una sensazione mia perché mi sento i muscoli in fibrillazione a partire dalle reni fino alle cosce e alle corde vocali come se avessi freddo ma può darsi che non si senta come non si vedono i muscoli sulla schiena che tremano ma io li sento che tremano proprio si scuotono mi scuotono allora domani sei mia ospite sul serio mi prende la mano figurati per quanto è alto me la copre per intero con la sua chi ha il coraggio ma che coraggio proprio la forza nervosa di dirgli di no ma poi non c’ho pensato mai nemmeno un attimo avessi anche un esame ma domani è sabato non ce l’ho un esame per fortuna una tantum che fortuna mi tiene la mano mentre mi dà un appuntamento preciso non importa a me come non importa a lui un fico secco con la mandorla di vedere bari passasse anche la regina d’inghilterra portarlo a casa che tentazione ma mica è un trofeo poi s’incazzerebbe anch’io al posto suo chiunque al posto suo mi tiene ancora la mano ce la lascerei lì per l’eternità purtroppo davvero non posso non è manco colpa mia eh – ho sempre lo smalto sbrecciato non ho fatto in tempo a ritoccarlo sono uscita subito di casa pazienza e spero sempre che non faccia il baciamano non lo fa più nessuno ma la vedo amara lui mi guarda con questi occhi scurissimi da piccola disegnavo ma’ pa’ me stessa con gli occhi celesti l’uomo dei miei sogni aveva gli occhi celesti non avevo mai pensato che comunissimi occhi castano scuro potessero profondissimi non ne vedo la fine ma forse perché lui non è l’uomo dei miei sogni è l’uomo della mia realtà ma in tutto questo io proprio mi ci butto nei suoi occhi ma è possibile questo è possibile che stia succedendo a me una ragazza come tante lui non è uno normale che mi abborda per la strada scusa hai una sigaretta scusa sai l’ora là mi chiedo perché me non quella che mi precede non quella che mi cammina sui talloni no qui è diverso è peggio perché proprio io un’amica una volta disse tu sei unica perciò eccezionale smettila di farti ‘ste domande ma io insomma io non ci credo gli lascio la mia mano piccolina nella mano e non ci capisco più niente nella confusione che sento sul viso nello stomaco anche lei non ci capisce più niente mentre lui mi riempie di parole che non sento ma questo sì lo sento perché sono tutta tatto in questo momento avvicina la mano e me la bacia mi bacia il palmo con una tenerezza una sensualità io mi sento male mi tremano fortissimi i muscoli della schiena ora sono visibili e mi fissa sul palco non lo può fare in tv non lo può fare non può stare a guardare in faccia ogni spettatore per vedere la reazione della sua recitazione allora adesso che può lo fa mi guarda dritto negli occhi che non so più dove metterli m’imbarazza mi intimidisce me li mangi coi tuoi e a me cosa rimane divento fucsia non c’è niente da fare voglio fare la seduttrice e non ne ho le palle è che secondo me la seduttrice tenta ma non ti sbatte in faccia la mercanzia né si arroga l’altrui lo riguardo lui è sempre lì cogli occhi che non vedo la fine fra un po’ mi fa una gastroscopia mi rilasso non so com’è non lo decido succede mi rilasso gli sfioro il volto il mento le labbra la stanchezza la tensione mi arriva come una sprangata sulla nuca butto via la mano bruscamente guardo in lontananza la periferia già tutto buio le finestre dei palazzoni denti d’oro di un sorriso zingaro ma non ci penso adesso butto via la mano come non mia e guardo la periferia in lontananza mi volto verso di lui è rimasto un po’ deluso ma lui lo sa meglio di lui che è fatta voglio che lo capisca sicuro che è fatta lo saluto con un bacio per guancia e gli sfioro le labbra col pollice nuova frustata mi siedo in macchina quella voce nel teatro vuoto del mio cervello acustica paurosa mi rimbomba quella voce quelle parole con quella voce nuova sprangata appoggiata al poggiatesta ma perché succede tutto quando non sei pronta forse meglio così sennò rovinerei tutto con l’ansia oggi succede l’avvenimento della mia vita e tanto mi preparo che non è più l’avvenimento della mia vita diventa la magra figura della mia vita guardo la strada ma non la vedo propriamente vorrei stare nel cassettone per sapere se ha recitato meglio galvanizzato che idea romantica mica avranno il cassettone per i costumi di scena mia madre mi metterà in guardia contro le malattie sessualmente trasmissibili l’amore per esempio soprattutto per una come te dillo una fessa come te che ci crede e si affeziona perché ecco non voglio che tu ci soffra essì verità sacrosanta però non mi ricapita più poi chi lo sa potrebbe anche continuare sii realista continuare con un attore di trentadue anni di roma – sono peggio di mia madre – tu quella che non crede alle storie a distanza fra comuni mortali clelia parliamoci chiaramente sì stamattina all’albergo un sacco di risate io faccio tante domande con la faccia interessata sul lavoro sulla vita che uno fa per conoscere il tipo capire come la pensa strategia crudele perché uno si illude di aver trovato una che ti sta a sentire nella buona e nella cattiva sorte finché morte non ci separi poi se entra troppo nei dettagli rimango con la faccia concentrata intanto ho perso il filo oppure cambio argomento e faccio capire che mi annoio finisce che mi sento come quella di dove ti porta il cuore col marito che colleziona farfalle e scarafaggi cose morte come lei si sente morta in una teca bella immagine – bella immagine come laurence grande de beauvoir che senza sartre si sentiva persa risparmiami le menate sulla coppia aperta che non la reggi manco tu anche massimo ghini bell’attore romano pure lui ma non ha il suo profilo ma dov’è allungo il braccio è ancora qui sì – che non so se amo giordano bruno come filosofo o perché l’ha fatto massimo ghini – non lo so se sono gli aneddoti che racconta a tutte aneddoti di viaggio di prove spesso razionalmente non mi colpivano neanche tanto ma lei che capisce sempre più di me lei molte cose le capisce prima di me tipo se m’impongo di farmi piacere razionalmente uno che non piace a lei sul più bello penso al biafra ai tumori a tutte le cose brutte e mi blocco e non c’è niente da fare ma niente lei rideva mi faceva vedere come si fa e ridevo davanti a lui che non sapeva niente nessun uomo sa mai niente di come di quanto ci parliamo fra noi è anche per questo mi piace per il ruolo che fa in questo film una persona algida tutt’uno col suo lavoro non esiste senza il suo lavoro però sì algido con chi gli sta attorno sempre lì a far notare dove sbagliano tristemente terribilmente compiaciutamente solo identificazione non lo so identificazione melodrammatica forse un conto è sentirsi un conto è essere soli lo credevo sposato ma quando mi ha detto col suo sorriso ironico semplice ha detto che no mi è scattato qualcosa dentro tipo allora anche se sembra compagnone è solo come me come il personaggio con la sua faccia – lungo il tragitto l’autoradio per le orecchie il suo viso per gli occhi io non mi sento algida però sono fiscale con me con tutti perché quando non lo sono mi arrivano le pugnalate come mi ha vista stamattina sei bellissima beh mi ero tirata a dovere non importa che sai che finirà poi comunque tutto all’aria in un quarto del tempo che c’hai messo a farlo però lo devi fare a me bellissima non me l’ha mai detto nessuno non so se nessuno lo pensa avranno pensato cose che non si possono dire perciò non me le hanno dette ma dire sei bellissima mica ci devi credere però spiana il terreno le désir n’existe pas en soi il est dans celle qui le suscite voilà le secret e se non lo capisci per tempo sono veramente cazzi – una frustata per ogni complimento ogni sorrisetto sospeso malizioso e relativo sguardo malizioso sospeso su una frase che sembrava non voler finire tutta una tattica fingere di non ricordare più il discorso per provarmi quanto lo sconvolgo ma fa piacere ç’a été à en mourir quest’è quelle labbra quegli occhi quella voce il profilo m’è ritornato tutto insieme alle labbra quali non lo so più nemmeno io è questo l’istante che vorrei non finisse mai l’istante del giudizio dopo più niente di niente di niente io mi chiedo sempre cosa succederà perciò leggo libraccioni in due giorni voglio sapere capire cosa viene dopo non riesco mai a fermarmi per tempo invece nella vita mi fermo troppo presto non mi lascio modo di avere rimpianti l’unico è proprio non permettermi di averne brutta storia cervellotica ma ora cervello niente zero o poco più non voglio sapere cosa verrà dopo no no no solo rivivere quei due giorni quell’istante bloomsday le mie labbra le sue labbra le risate gli occhi senza fine tutte le sfumature di voce i capelli il mento le sue labbra le mie labbra e sì dissi sì lo voglio sì ma non c’è niente da fare era dritto là