Matera non assomiglia a nessuna altra città. Maria Concetta Ruggiero

Vincitrice Premio Energheia 2017

Matera non assomiglia a nessuna altra città. Come per Venezia, basta un fotogramma per capire che si tratta di lei, un posto che vuole continuare a vivere, a respirare senza  lasciarsi travolgere dalla voglia di modernità ad ogni costo. Così nei Sassi  non compare neppure un’insegna luminosa o un poster colorato e la Gravina, povera d’acqua alla fine di un’estate siccitosa, rivela all’improvviso a chi quella parola l’ha solo letta nel libro di geografia,  cosa sia un canyon.

La storia e la chimica di una roccia che si chiama calcarenite e non tufo, come ogni guida ha cercato di farmi memorizzare,  e la geografia  hanno congiurato per fare della città non solo un ampio monumento all’aperto ma anche un palcoscenico senza confini. Un luogo dove si possono incontrare persone di ogni tipo  per fare musica o politica, per parlare di letteratura, di passioni condivise.

La mia scoperta della città la devo tutta  all’associazione culturale  ENERGHEIA: ci sono venuta lo scorso anno per ritirare un premio e ci sono tornata, ancora più volentieri, quest’anno per lo stesso motivo.

Tra i due episodi ho letto molti dei racconti scritti negli anni precedenti. Sul telefonino!  Se qualcuno sa cosa significhi aspettare a scuola che il tempo passi tra una riunione e l’altra o uno scrutinio e l’altro, può capire.

Della serata della consegna del premio ho depositato  nella memoria due cose: l’impossibilità della giovane scrittrice palestinese Omnia Ghassan Abu Swiereh  di  venire a Matera, c’è chi spalanca porte e chi continua a chiuderle a chiave ma per fortuna la parole riescono a bucarle, ad attraversarle comunque,  e il piacere di stare, anche se per un tempo breve,  con i due membri della giuria Elisabetta Jankovich e Martino Lo Cascio.  Ho già letto i loro libri per sentirli ancora vicini.

La sera dopo ho partecipato  al concerto del liutista van Wissem. Si è aperto ancora un uscio. Mai visto prima un liuto da vicino,  mai avuto l’occasione di apprezzarne il suono senza l’accompagnamento di altri strumenti.

Concludo  dicendo un grazie sincero, che vorrebbe essere piuttosto un abbraccio, a tutti quelli che operano dietro le quinte, il loro lavoro, la passione nel  curare il sito,  incoraggiano a coltivare sogni, a viaggiare per incontrarsi, fa scoprire Matera città palcoscenico.