Lo sciocco istruito_Wycliffe Osabwa Ayieko

escursione 1_Racconto finalista quarta edizione Premio Energheia Africa Teller.

 

 Traduzione a cura di Mariella Silvestri

 

Lo sciocco istruito. Quello è il mio nome. Guardo me stesso. Mi guardo

intorno. Non c’è nulla di piacevole. Sono tutte sciocchezze. Guardo

la mia immagine nello specchio. Questo sono io? Lo specchio è fedele?

Bestemmio. In primo luogo mi pento di averlo guardato. Mi sono

trascinato sulle strade, guardando fisso le persone e sentendomi bene

con me stesso. Sapevo che assomiglio a uno qualunque. No. Mi stavo

prendendo in giro. Mi ero sentito importante quando le persone gettavano

sguardi su di me. Tutti gli occhi su di me. Ora so perché. Si vergognino.

Sguaiatamente mi stiro la gamba e do un calcio allo specchio,

distorcendo ancor più la mia immagine. Il mio lui di plastica ora è

scomparso. Pezzi pezzi pezzi, dappertutto.

Esamino brevemente la mia vita. In ogni modo, sono in una posizione

migliore. Alcune persone non riescono neppure a parlare in inglese, la

lingua della Regina. La buona notizia è che io non appartengo a questo

gruppo. Mi sento ancora una volta bene. La bontà ricomincia a scomparire

quando penso al mio intelligente vicino che possiede una Volkswagen.

Mi chiedo come la bestia sia riuscita a procurarsela. È un espatriato

dal Sudafrica e insegna a suonare il mandolino agli studenti di musica.

Un mezzo spurio per guadagnare soldi, osservo meticolosamente.

Sento che non merita il lavoro. Dovrebbero farlo degli individui colti.

Infatti, il negro ha bisogno di un traduttore quando esaurisce le istruzioni.

Spese duplici vedete? Lo odio. Per quanto ricco egli possa essere

non posso far altro che rifiutare qualunque offerta fatta da lui.

Mi siedo sulla terra e ancora una volta esamino il mio recente passato.

Ricordo il meraviglioso inglese che ho usato per parlare alla inutile guardia

di sicurezza che aveva reso vana la mia richiesta di incontrare un

certo capo. Ero andato a cercare un lavoro. Avevo lanciato tutti i generi

di nomi alla guardia, grazie al mio insegnante di inglese che mi aveva

insegnato l’arte delle lettere. L’avevo chiamato idiota. Zotico. Imbecille.

Semplicione. Sciocco. Agente provocatore. Nincompoop. Stupido.

Buono Buono! Immondizia dentro, immondizia fuori; avevo

pensato. I frutti dell’essere istruito. La stessa insegnante di inglese mi

aveva sorpreso ancora una volta quando mi disse che anche gli assassini

hanno un ordine. Che quelli che uccidono gli uomini comuni e mortali

come me (sebbene istruiti) sono assassini. Solo quello. Quelli che

uccidono le grandi e famose icone religiose e politiche sono chiamati

sicari. Quelli che si laureano all’università dell’assassinio dei re sono

chiamati regicidi. Oops! Per me, un omicidio è solo un omicidio. Per

quanto sciocco io possa essere, io sono completamente istruito. Molto

pieno di speranza, davvero.

Rivolgo gli occhi a un articolo che scopro sul mio muro. Parla di prosperi

bambini rossi. Alcuni vivono a nord, altri a ovest. Pochi vivono a

est. L’articolo dice che queste piccole bestie cominciano a guadagnare

all’età di sedici anni. E gli africani? Dov’ero io a sedici anni? Cos’ero?

Infatti ora sono più vecchio di una decade ma ancora dipendente. Mi

sento male pensando a me stesso.

Ripenso a quanto sopra. Prima nego il credito accordato ai bambini orientali.

In ogni caso, il sole splende nella loro terra prima di arrivare in Africa.

Loro perciò si svegliano prima. E quelli occidentali? Non ricevono il

sole dopo di noi? Sì e no. Sì perché è così. No perché loro ci confondono.

Si uniscono con quelli del nord per darci sanzioni e depredarci. Immagino

il tempo prezioso che ho passato a scuola per imparare la loro lingua,

mentre loro erano occupati a imparare cose nuove e tecniche. Infatti loro

commerciano nel loro vernacolo. A sedici anni comincio dal quadrato

mentre loro ottengono un lavoro. Visto? Infatti devo la mia misera riuscita

agli esami al fatto che tutte le istruzioni sono espresse nella lingua straniera.

Tutto nel nome della lotta per essere istruito, essere libero. Alla fine

del giorno, io sono uno sciocco istruito e libero ma affamato.

Io tento di dimenticare quanto sopra. Improvvisamente, mi ricordo di

un’altra favola. Una favola dei terribili due. Loro avevano formato una

banda, i settentrionali e gli occidentali e avevano colonizzato i nostri

antenati australi. Erano arrivati con una Bibbia nella mano destra e soldi

nella sinistra. Ogni parola nella Bibbia era stata scritta in loro favore.

Loro ci avevano ingannati dicendo che i soldi erano una cosa buona.

Che erano un regalo per noi. Infatti il loro libro santo aveva dei versetti

che dicevano “Date a Johnny quello che appartiene a Johnny”. Fatto

alquanto divertente, i loro soldi portavano il ritratto di Johnny. In breve

i soldi appartenevano a Johnny. Volete sapere come ritornarono da

lui? Lavori forzati. Ora mi sento meglio per quanto li riguarda. Avevano

anche chiamato la nostra casa “il continente nero”. Non posso resistere

alla tentazione di chiedermi che cosa venivano a cercare nel continente

nero. Si diceva che erano venuti a predicare verità e giustizia.

Peccato che fossero finanziariamente dispotici. Alcuni hanno anche decapitato

i nostri fratelli quando tentarono di liberarsi. Gosh! Come vorrei

che fossero inciampati nell’oscurità e si fossero rotti le loro sporche

membra!

Pondero su quanto sopra e mi chiedo perché i miei fratelli vanno a

istruirsi a ovest. L’ovest non è il meglio, dopo tutto. L’est non è una bestia

(la mia insegnante di inglese direbbe “bestiale”). Almeno gli abitanti

dell’est permettono al sole di visitarci. Infatti di là vennero delle

parole sagge. Si dice che una certa donna dell’est disse parole molto sagge.

Lei era nota come Indira Gandhi. Avete mai sentito parlare di lei?

Sfortunatamente, le parole non erano sue. Lei fece quello che la maggior

parte di noi fa quando vogliamo danneggiare permanentemente le

nostre teste o ottenere una laurea. Parafrasiamo semplicemente i lavori

di altre persone e li battezziamo come fossero nostri. Cosa che qualcuno

chiamò trasferimento di ossa da una tomba all’altra. Abbasso la

saggezza presa in prestito di Gandhi. Come vi ho detto, le parole non

erano le sue. Le aveva prese dalla bocca di suo nonno. Lui aveva parlato

di due generi di persone nel mondo: quelli che amano lavorare e

quelli che aspettano di riceverne il merito. Lui ci aveva consigliato di

preferire il primo gruppo al secondo, perché là la competizione è minore.

Logicamente vero, praticamente assurdo. Chi vuole lavorare do-

potutto? È meglio prendersi il merito. Coloro che ne beneficiano senza

sforzo possono attestarlo. Il modo più sicuro di morire giovane o povero

è fare il lavoro più duro. Ecco perché voglio fare il lavoro più duro.

Quelli che lavorano di più sono pagati meno. Ecco perché sono andato

a scuola: per trovare un lavoro gratificante e fare poco e guadagnare

molti soldi. Non sapevo che avrei sguazzato ancora nella povertà. Sono

istruito ma affamato. Ho fatto una scelta sbagliata. Uno sciocco

istruito. Credo che lo sciocco analfabeta sia meno sciocco. Chi ha detto

che l’istruzione è una panacea per i problemi di un popolo?

Mentre penso ancora alla domanda sull’istruzione, ricordo rapidamente

qualcos’altro. Come ho detto prima, ho letto tutto ciò che è leggibile

in questo universo. Non scherzate con un laureato. È un “Vestito Permanente

della Testa”1, una proprietà intellettuale che non può essere rubata

da nessuno. Nelle mie letture, ho incontrato un commento

sull’istruzione. Disse una volta un adulatore che chiunque ritenga l’istruzione

costosa, dovrebbe provare l’ignoranza. Mi congratulo con me

stesso per non aver provato l’ignoranza, ma sono spiacente di nuovo di

essere uno sciocco colto. Il mio spirito sprofonda.

Arrivo a una decisione. Ho deciso che dovrei lacerare tutti i miei documenti

accademici. Mi sono inutili. Penso di ritornare dall’inutile espatriato

e chiedere un favore. No. Mi rifiuto. Odio gli esperti. Se ami il loro

genere, sei definitivamente parte del genere che odio di più. Loro non

fanno che venire e prendere i nostri lavori alla luce del sole. Credo di poter

strimpellare pazzamente il mandolino. E guadagnare le fottute monete.

Chi è pronto a offrirmi l’opportunità? Quando si chiede un lavoro,

come Kwame Nkruma che andò dalla prigione diritto al Parlamento.

Cambio drasticamente il mio ragionamento. Decido di non avere più un

lavoro. A cosa mi servirà essere occupato, licenziato e infine sterminato?

Sei proposto da uno, solamente per essere eliminato dall’altro. Sei

assunto da uno per essere licenziato dall’altro. In breve, sei nominato

da uno solo per essere deluso dall’altro. Che vita è quest’aria intorno a

  1. Qui ed ora decido di non cercare mai lavoro.

Devo giustificare quanto sopra raccontando quello che mi capitò nella

mia ricerca di un lavoro. Ero stato rifiutato quando richiesi un lavoro

da un certo ufficio. Ragione? Io non ero lindo e pinto. Dove avrei po-

tuto trovare un bell’abbigliamento visto che ero disoccupato? Non abbiamo

ragazzi poveri che hanno deciso di portare stracci in quanto Rasta?

Poi avevo deciso di prendere in prestito dei vestiti per il colloquio

seguente. Andai all’area industriale. La prova negli uffici mi aveva spaventato.

Avevo deciso a causa dell’umiliazione e delle frustrazioni, di

accettare qualunque genere di lavoro (inclusa la carica di direttore generale?).

Avevo deciso di essere un uomo di fatica. Avevo anche fatto

domanda per un lavoro oltreoceano come stivatore. Così sia. Quindi alla

fabbrica nell’area industriale, ero stato assegnato a caricare un inutile

autocarro. Non ero abbastanza azzimato nei vestiti presi in prestito?

Rifiutai il lavoro. Avevo maledetto il direttore che era più di un capitalista.

Perché il nostro Presidente stava recitando la parte di Benito Mussolini

che amò i capitalisti finché servirono allo Stato italiano? Ero pentito

anche per aver votato per il Presidente che guarda caso era il mio

membro del Parlamento di zona. In seguito era andato a presentarsi al

Parlamento, e non a rappresentarci come aveva promesso durante la campagna

elettorale.

Avevo lasciato la fabbrica ed ero andato a zonzo, solamente per essere

arrestato da bastardi affamati per conto della polizia. Accuse? Bighellonare

con intenzione. Quelli che conoscono la legge sono consapevoli

che il suddetto reato non ha bisogno di alcun reperto da esibire in giudizio

o piuttosto non ne ha. Queste bestie scapparono con la mia banconota

da cinquanta scellini che avevano afferrato mentre toglievo la

mia carta di identità nazionale dal mio portafoglio, per identificarmi. Li

considerai una benedizione mascherata. Più tardi mi marcarono come

terrorista. Penso che loro si qualificassero maggiormente come terroristi

poiché stavano brandendo pistole, mentre io ero disarmato.

Chi è un terrorista, in ogni modo il termine non esiste nel nostro vocabolario

africano. Appartiene alla lingua dei terribili due. Opino personalmente

che sono loro i terroristi. Come coniarono il termine? Vedi alcun

senso qui quando io dico ciò, alcune persone lo pensano troppo. Che

vado oltre i miei limiti. Dovrei essere taciturno?

Rispondo alla domanda precedente con una frase: fetori di reticenza; disse

una volta un sapientone che gli sciocchi gridano per mostrare autorità.

Sbagliato. Io sono uno sciocco ma difficilmente grido. Per quanto

io possa parlare, lo faccio gentilmente. Alcuni versetti del libro santo

dei terribili due ha rivelazioni sbalorditive e discutibili. Che uno sciocco

silenzioso è considerato saggio. Hai visto ora la ragione per la quale

devo parlare? Questo sciocco silenzioso, diversamente da me è sempre

soddisfatto. Lui rimarrà freddo e composto anche quando qualche

negro calpesterà i suoi diritti. Io non lavoro così. Calpesta i miei diritti

e ti farò due o tre domande.

Sono seduto qui da molto. Mentre mi alzo per andare a fare una dormitina,

partorisco una decisione finale. Ho deciso di non pensare mai

più. I miei pensieri e le mie meditazioni sono del tutto infruttuose. Io

violento il sonno e sogno il paradiso, per rendere l’oggi tollerabile e il

domani degno di essere aspettato. Non cercherò un lavoro. Io non ho

persone a carico. Sono solo e libero di confondermi nella giungla. Devo

anche smettere di parlare perché non mi ha portato nessun vantaggio.

Ora dovrei agire. So una cosa: quando sei su, puoi solo venire giù.

Dormirò perciò tranquillo come un vulcano che aspetta di eruttare.

Aspetterò, ed aspetterò ed aspetterò silenziosamente come un recluso,

mentre aspetto che quelli che sono su vengano giù. Ho spinto in giù la

loro scala. Non mi dispiacerà staffilare un cavallo morto. Quello sono

  1. Lo sciocco istruito. Ho parlato.

 

  1. È un gioco di parole intraducibile con le iniziali della sigla “PHD” che indica la laurea.