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I racconti del Premio letterario Energheia

Lettera al figlio_Rossella Ciarfaglia, Montescaglioso(MT)

_Racconto finalista decima edizione Premio Energheia 2004.

 

Michail era in punizione e la nonna lo aveva mandato in soffitta per scontare la colpa di aver messo il nastro adesivo intorno alla coda del gatto.

Michail era un bambino pestifero e a volte fin troppo dispettoso.

Nei suoi occhi si leggeva la rabbia, ma pochi riuscivano a scorgere l’altrettanto dolore, l’altrettanto bisogno d’affetto, l’altrettanta bontà che si celava nella sua anima innocente di bambino. Sua madre era partita, così, gli avevan detto, e da allora ogni volta che veniva messo in punizione, gli sembrava di udire la sua voce rimproverarlo ma allo stesso tempo coccolarlo e proteggerlo. Suo padre era da qualche parte chissà dove e sua nonna aveva sempre sorvolato l’argomento, tanto che per lui la parola padre, risuonava come un mistero perenne. In soffitta tutto puzzava d’umido e vecchio, la polvere lo faceva tossire, piccole infiltrazioni di sole gli tagliavano gli occhi e panni bianchi come fantasmi coprivano vecchie scatole e mobili.

Cominciò a rovistare per passare il tempo, c’era uno scrittoio che attirò la sua attenzione; in ginocchio sulle tavole di legno del pavimento, tirò con forza un tiretto duro e polveroso servendosi di quelle manine sbucciate dai giochi di strada.

C’erano tante carte… e una dalla busta color crema, ruvida.

C’era scritto “Al mio tesoro” sul lato del destinatario. Pensò inizialmente di non aprirla: la nonna diceva sempre di non immischiarsi negli affari altrui, ma l’istinto prevalse.

La carta era discreta ma decorata e l’inchiostro risaltava nonostante fosse stato impresso 6 anni prima secondo la data.

 

Venerdì, 22 marzo 1921

Caro bambino mio,

quando crescerai forse tu non ricorderai molto di me, se non nelle tue fantasie sul mio aspetto. Guardandoti provo un gran torpore di mamma. Sei così inconsapevole, tenero, immensamente mio. Voglio darti nella mia ignoranza qualche consiglio per la vita che dovrai affrontare senza di me.

Purtroppo non ci sarò al tuo fianco a sgridarti o a coccolarti come sarebbe dovuto accadere. Il susseguirsi degli eventi ha voluto così. Ma non disperare: se tu vorrai io sarò nel tuo cuore o come un angelo custode pronta là a proteggerti. Sento una grande nuvola nera inseguirmi, sento il cerchio che si stringe intorno.

Ti diranno che sarò partita, come io ho raccomandato loro di dirti, e forse lo sarò davvero o forse no. Mi hanno beccato loro, la grande utopia di questo Paese. Forse saprai già che grande bestia governa la nostra terra: si chiama comunismo e dice che siamo tutti uguali. Anch’io ci credevo insieme a tuo padre. La Rivoluzione era anche nostra.

Ma ci siamo accorti ben presto degli imbrogli. Tuo padre, mio unico amore, è stato tradito da uno dei suoi compagni mentre complottava contro il governo. È stato deportato chissà dove. È triste lo so, non a caso ricorderai vagamente quante volte frettolosamente siamo fuggiti di città in città. Ho deciso di costituirmi per proteggerti. Ho organizzato tutto prima di consegnarmi, so che verranno presto. Così ho deciso che andrai dalla nonna in Finlandia, dove spero tu stia vivendo.

Non spaventarti per ciò che ti dico. Ti ho donato la vita, tesoro mio; da te voglio solo una promessa: lotta per la libertà per cui ho perso questa vita e ricorda che l’ho fatto per il tuo mondo, amore mio. Non saprai forse cosa vuol dire, starai vivendo in un Paese bellissimo ora… ed è qui che ti sarò accanto: accertati di essere cresciuto abbastanza, chiedi alla zia Tonja, ti darà un indirizzo, in Russia, a San Pietroburgo.

C’è un certo professor Nicolavi, che ti darà qualsiasi informazione tu voglia sapere su me, su tuo padre e sulla nostra lotta. Lì, verrai a conoscenza di mille contatti anticomunisti e sarai dentro. Non posso obbligarti a seguire la mia strada, ma almeno ricorda: ama con tutto il cuore te stesso, perché amando vivrai e mi ricorderai.

Sarò sempre tua, piccolo mio.

Tua madre Larissa

 

È inimmaginabile come un bambino orfano e solo possa reagire ad una traccia di sua madre, perduta. Gli anni passarono così come le lotte e i sacrifici che il progresso trascina via con sé; Michail aveva mantenuto la sua promessa e lottò fino alla fine, non a caso era diventato Gorbaciov.

 

P.S.: riferimenti a persone o avvenimenti realmente accaduti sono puramente casuali.