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L'angolo dello scrittore

Le picconate di Grillo

Con un intervento allarmistico e inconcludente sul suo blog, Kabobo d’Italia, il leader del M5S mostra di avere poche idee e confuse sui migranti. Il cambiamento esige capacità di proposta.

donna in africa Alle picconate di Kabobo si aggiungono quelle di Grillo.

La follia Kabobo, il ghaneano che ha ucciso tre persone e ferite altrettante a Milano, non rappresenta certo i milioni di migranti che vivono e lavorano in Italia. Migranti che hanno lasciato il loro paese per cercare un’opportunità, che rispettano le leggi, che sono parte integrante della comunità italiana, che contribuiscono a fare Pil. E che, ciononostante, continuano ad essere considerati una fastidiosa protesi, che pure sostiene una nazione claudicante. Niente da fare: nel sentire di molti rimangono esterni, posticci, provvisori, casuali quando non fastidiosi, invadenti, criminogeni.

Kabobo è alla deriva non solo da sé stesso, ma è anche il frutto avvelenato della deriva di un sistema geoeconomico globale che, mentre promette sorti progressive, si disinteressa dei paesi più fragili e spesso contribuisce a frantumarne gli equilibri sociali. Sono enormi le pressioni che le economie dell’Africa subiscono da parte delle multinazionali petrolifere e minerarie, e da parte degli stati (Cina in testa) che puntano ad accaparrarsi risorse.

E per non trascurare le responsabilità dei politici africani, va ricordato che il Ghana, il paese d’origine di Kabobo, ha un’economia che funziona meno peggio di altre nel continente (cacao, oro, petrolio) e un sistema politico democratico. Ma i ghaneani vivono comunque in una società disuguale e devono fare i conti con una diffusa corruzione, con una scarsa redistribuzione della ricchezza, con un tasso di analfabetismo intorno al 30%, con un arduo accesso ai servizi sanitari.

Beppe Grillo rappresenta o, se si vuole, è il punto di riferimento di milioni di italiani che hanno votato il Movimento 5 Stelle, mossi da una parola chiave: cambiamento.

donne africane 3Comprensibile che nella fase di crescita e anche in quella elettorale del movimento sia prevalsa su tutto la denuncia delle contraddizioni del sistema. Meno comprensibile che anche oggi prevalga la denuncia a colpi di blog. Incomprensibile che non si comincino a fare proposte (precise e articolate) che aiutino ad imboccare la strada del cambiamento. Indecente che per tenere alta l’adrenalina elettorale (la scommessa M5S è che si torni a votare prestissimo) si vada a toccare il tasto dei migranti con un intervento come quello su Kabobo. Un intervento allarmistico, allusivo e inconcludente.

Caro Grillo, per lei il tempo dell’indignazione è scaduto. Il movimento che lei ha contribuito in maniera decisiva a costruire sta in parlamento, oltre che nelle piazze. Dunque cominci a costruire cambiamento. Le suggeriamo di cominciare col rivedere dalle fondamenta la legge Bossi-Fini sull’immigrazione e la legge sulla cooperazione allo sviluppo (la cooperazione italiana con il sud del mondo è moribonda: se n’era accorto?).