Premio Energheia Cinema 2018 – Le grida della buonanotte di Andrea Saettone_Trino(VC)

Un cartello “Vendesi” viene tolto dalla porta di un appartamento sul pianerottolo del condominio in cui vive una poetessa. La donna, alla soglia dei 40 e solitamente pacata e discreta, non sta più nella pelle: chissà chi saranno i nuovi vicini, magari una giovane coppia con cui parlare di teatro!?!

E invece no, a partire dal giorno del loro arrivo la poetessa sentirà soltanto grida, quasi ininterrotte, che minano prima la sua capacità di comporre poesie e poi la sua salute mentale per la mancanza di sonno.

Attraverso i muri queste due voci senza volto battibeccano in continuazione per il lavoro, per la mancanza di soldi, ma anche su banalità e con improvvisi scatti di gelosia, e spingono la poetessa a provare ad intervenire civilmente, prima con semplici richieste verbali ai vicini che ovviamente non collaborano, poi richiedendo l’intervento di Carabinieri e Arpa per i controlli delle emissioni sonore. Per sua sfortuna le misurazioni vengono effettuate nei momenti di silenzio e l’impossibilità di concentrarsi e scrivere ha conseguenze economiche importanti per la donna a cui sostanzialmente viene tolta l’unica fonte di sostentamento.

Quando neanche alcuni suoi piccoli dispetti ai vicini riescono a modificare lo status delle cose, l’esasperazione porta la poetessa all’unica soluzione possibile: procurarsi un’arma su internet e farsi giustizia da sola. Un click, poche centinaia di euro e 30 giorni di attesa la separano dalla sua tranquillità.

L’intromissione di alcune vicine, anziane e impiccione, complicherà il piano della donna, ma mostrerà la sua situazione di disagio sotto un differente punto di vista.

Una anziana signora del piano di sopra, infatti, capisce che dall’appartamento della poetessa è possibile sentire bene i litigi dei vicini e quindi si autoinvita un tardo pomeriggio da lei per ascoltarli con attenzione: come ricompensa per il disturbo le offre 10 euro.

Da quel momento il salotto della poetessa diventa il luogo di ritrovo per diverse anziane che passano il tempo a prendere il the ascoltando i litigi dei vicini e spettegolando. Il via vai è continuo, tanto che il campanello d’entrata si rompe, ma per la poetessa non è un problema, intenta com’è a offrire pasticcini e incassare le mance delle vecchie signore… ma “l’idillio” cessa quando improvvisamente il vicino dichiara alla moglie di amarla ancora, nonostante tutto.

Con i vicini riappacificati, si interrompono le visite delle signore e di conseguenze le entrate extra, ma per la poetessa non è un problema perché può finalmente tornare a comporre… ma non riesce più a farlo, ha totalmente perso l’ispirazione: all’ennesimo foglio stracciato, scrive una mielosa poesia d’amore e la infila sotto la porta dei vicini.

Appena la moglie la trova, ricominciano i litigi e di conseguenza la vita della poetessa con le anziane e facoltose signore pettegole che ogni pomeriggio si trasferiscono da lei… ma la poetessa non ha fatto i conti con il suo ordine del mese precedente: il postino suona al campanello (rotto) della casa della poetessa, ma non ricevendo risposta per semplicità consegna il pacco ai vicini.

Attraverso le pareti le signore sentono un nuovo litigio, la moglie che chiede spiegazioni al marito della pistola in un crescendo di grida, fino ad uno sparo. La poetessa impallidisce e sviene, le anziane amiche tardano a chiamare i soccorsi per la loro limitata dimestichezza con i telefonini.

Sulla porta del pianerottolo viene affisso un cartello “vendesi”: ma non è quello dei vicini, è l’appartamento della poetessa, morta di infarto.

Dall’altra parte i vicini continuano a litigare chiedendosi perché la poetessa avesse comprato una pistola scacciacani, tuttavia dubitando della salute mentale di chi vive scrivendo poesie.

Le vecchiette vedendo l’appartamento in vendita pensano di fare una colletta e di comprarselo per ritornare ad ascoltare i vicini litigare: in fondo a quella età lo Stato le paga per stare al mondo, la vita inizia a 70 anni!