La Rete consigliera e amica

– di Roberto Vacca

La Rete e l’Informatica promettono il paradiso terrestre, Non torrenti in cui scorrono latte e miele, ma conoscenza, notizie, cultura (alta o bassa) e divertimento. Tutto questo qualche decennio fa, lo prendevamo da tante fonti. Alcuni di noi traevano molto da libri. Anche se imparavamo a sceglierli bene, era raro trovarne uno che risolvesse tanti problemi o illuminasse la nostra visione del mondo. Lo sapevamo – per questo ne leggevamo tanti. La Rete oggi offre tante informazioni e anche tanti libri. Offre molto di più: intelligenza, macchine e software con cui risolvere ogni sorta di problemi.

Ma è un quadro del tutto positivo? Ci ho ragionato e ho trovato alcune risposte interessanti. Alcune contraddicono opinioni correnti. Altre ne confermano parti importanti e prospettano sviluppi innovativi che ancora non sono stati studiati abbastanza.

I progressi nelle prestazioni di hardware e software sono stati così notevoli da far sperare  che le tecniche di intelligenza artificiale conducano a macchine sempre più autonome. Queste svolgerebbero procedure complesse. Riceveranno dal mondo esterno segnali che definiscono  i risultati intermedi raggiunti. In base ad essi definirebbero le più opportune decisioni da prendere implementandole fino a raggiungere gli scopi finali. Sono stati registrati buoni successi nella gestione computerizzata di grandi strutture industriali: centrali per la produzione di energia, raffinerie, impianti chimici, acquedotti, sistemi logistici, amministrativi, fiscali e finanziari. Anche nelle manifatture lavorazioni e montaggi vengono eseguiti da computer intelligenti. Esperti umani ne controllano il funzionamento e intervengono per correggere eventuali malfunzioni.

Le comunicazioni fra uomini e macchine non sono perfette: dovranno essere ottimizzate. È un obiettivo difficile. È critico e vitale per i computer che governano sistemi militari, inclusi missili con testate nucleari in postazioni fisse e mobili. Un guasto potrebbe provocare disastri enormi e tragici. Purtroppo le misure di sicurezza sono segrete. Si spera che siano adeguate: molti di noi temono di no.

Intanto aziende tecnologiche avanzate investono notevoli risorse per realizzare veicoli che si guidano da soli e raggiungono indirizzi finali di cui hanno ricevuto le coordinate. La loro affidabilità è limitata. I problemi di responsabilità in caso di incidente sono irrisolti.

Sono già state affidate a computer decisioni di operare in borsa comprando e vendendo azioni e obbligazioni. Se i criteri di comprare o vendere in base all’andamento del mercato sono difettosi, si verificano gravi sconcerti – come crolli generalizzati di certe borse o di certe monete. Sono stati proposti e realizzati sistemi automatici  (non soggetti a controllo fiscale, statale, né di un management centrale) di investimento in iniziative commerciali e finanziarie e di strutturazione di nuovi contratti. Alcuni di questi hanno avuto vita breve dopo essere stati depredati da abili hacker.

Già nel 1960 il Nobel  H.A. Simon e A. Newell sostennero che un computer in avvenire avrebbe potuto svolgere il compito di uno psicoterapeuta. Avevano già creato il General Problem Solver, un programma di computer mirante a  risolvere problemi generali formalizzati: teorici, geometrici e anche scacchistici. Fu uno dei primi programmi di  Intelligenza Artificiale. Ispirò gli studi dello psicoanalista K. Colby che tentò di utilizzare computer nella pratica psicoanalitica e creò un programma che simulava i discorsi di un paranoico.

Usiamo ogni giorno sistemi che cercano nella sterminata mole di contenuti di Internet: articoli, immagini, studi, libri, notizie, conferenze, citazioni che ci possono interessare. Noi indichiamo poche parole, una frase, un nome e, in pochi  secondi, Google o Cortana della Microsoft  suggeriscono connessioni (link) plausibili. Non tutte  sono ben mirate, ma spesso i successi sono mirabolanti.

I sistemi di controllo interattivo hanno permesso di concludere con successo imprese aerospaziali che sono state ampiamente pubblicizzate dai media.

 

Nuovi software interattivi anche se non dotati di sofisticata intelligenza artificiale possono consigliare gli utenti. Parlano con loro e li aiutano in discussioni, trattative, rapporti professionali, familiari e sociali.  Questi strumenti gioveranno anche all’igiene mentale degli utenti.

Purtroppo la nostra cultura media sta degradando. Possiamo immaginare che una rete di computer intelligenti e interattivi possa contribuire in modo decisivo non solo ad analizzarne il decorso, ma anche ad usare parole, numeri e macchine per tentare di farla rinascere.