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Rassegna Stampa

La maternità violata raccontata senza retorica

La Gazzetta del Mezzogiorno – Lunedì 14 Settembre 2009

 
 
 

 

 

 

Nel racconto di Simonetta Sciandivasci, vincitrice della XV edizione del Premio Energheia

Oriana Fallaci in “Lettera a un bambino mai nato”, affrontava in punta di penna il principio dell’inviolabilità e della sacralità della vita umana. era il 1975. adesso, nel 2009, il tema dell’aborto torna in maniera preponderante a riempire le pagine dei giornali, a infiammare il dibattito tra i cattolici intransigenti e la sponda laica e radicale della nazione, non senza, tuttavia, portare i più giovani a prendere una posizione in materia.

Ne è un esempio il racconto “Costole”, scritto dalla materana Simonetta Sciandivasci, vicnitrice della XV edizione del Premio letterario Energheia premiata nella serata finale che si è tenuta sabato sera nel Giardino del Museo Ridola. “Un racconto – si legge nella motivazione – chekoviano, dagli ottimi dialoghi. Convince per la capacità stilistica e quella di affrontare un tema difficile, senza cade nell’autocompiacimento e nella retorica”.

Parliamo di un testo dai dialoghi serrati che punta sull’uso di un linguaggio “colloquiale”, ma affronta una questione attuale, dunque, l’aborto, anche se la “mia intenzione – cide la giovane Simonetta Sciandivasci – era quella di parlare della maternità legata al tema dell’inviolabilità dell’individuo, il cui spazio vitale, una volta violato, genera violenza. il punto di partenza è la violenza morale che poi inevitabilmente sfocia in quella fisica, ma per pura difesa”.

E’ dunque, in sintesi, l’istinto primordiale alla sopravvivenza che nasce “perchè ci si crede inviolabili e intoccabili”, conclude Simonetta.

Oltre al racconto “Costole”, la giuria composta dagli scrittori Antonella Cilento, Maurizio de Giovanni e Giorgio Fontana, ha assegnato altri premi e dunque per la sezione “I brevissimi di Energheia – Domenico Bia” i migliori sono risultati: “Il mio insegnamento” di Marina Arillotta, “Santiago” di Antonino Chiummo e “L’assassino compassionevole” di Corrado Dal Maso.

Il premio Domenico Bia è andato a Margherita Bodini con “La giustizia di Ida”, mentre il Premio della Redazione della Gazzetta del Mezzogiorno a Corrado Dal Maso con “L’assassino compassionevole”.

Il Premio Energheia Cinema è stato vinto da Bruno Bianco con “Il ritorno di Kemir”; mentre per “Nuvole di Energheia”, storie a fumetti, i vincitori ex aequo sono stati Antonio Mirizzi con “The strange murder of Mr. Baker” e Davide Monti, autore di “Agente di vendita”. Tra i segnalati “nemici così uguali” di Andrea Cristini, “Una bugia inutile” di Cesare Garuti e “Nel mezzo del cammin di nostra vita” di Marta Mangiapelo.