La chiave per il successo_Andrea Calaresi, Milano

Premio Energheia Cinema 2017

Paolo sta russando come una vaporiera, steso a braccia aperte sul suo letto. La sveglia inizia a suonare, superando di poco il russare del suo proprietario. Paolo non apre nemmeno gli occhi, ma la sveglia insiste: Paolo riesce a riaccendere il cervello, legge l’ora e scatta in piedi in fretta e furia.

Paolo arriva trafelato in ufficio, un buondì in bocca e le mani occupate a infilare la camicia nei pantaloni. Il suo responsabile lo sta aspettando davanti alla postazione, braccia conserte e aria contrariata. Paolo si scusa con lo sguardo, ma il suo responsabile ha già pronto per lui un bel discorsetto sulla puntualità, accompagnato dal continuo accennare a un grosso cartello che campeggia in mezzo all’open-space: EFFICIENCY IS THE KEY TO SUCCESS. Paolo si limita ad annuire più volte, senza mollare la presa sul suo buondì.

La giornata è ormai finita. Paolo, già in pigiama, punta la sveglia. Ci ripensa, anticipa di un quarto d’ora e si addormenta soddisfatto. La mattina dopo, la sveglia suona, Paolo si scuote di soprassalto: snooza e si rigira beato dall’altra parte.

In ufficio, il suo responsabile è già pronto a un altro round: gentile ma deciso, riprende Paolo per i suoi continui ritardi e per la sua scarsa capacità organizzativa.

Quella sera, Paolo punta la sveglia con un ulteriore quarto d’ora d’anticipo. Ci pensa, poi

posiziona la sveglia non sul comodino, ma sulla scrivania, lontano dal letto. Il mattino dopo, la sveglia suona e Paolo è costretto ad alzarsi per metterla a tacere. Si prepara il caffè, ma lo versa in terra mentre è ancora mezzo addormentato. Si veste, ma è costretto a cambiarsi notando un buco sulla camicia.

In ufficio, le ramanzine del responsabile cominciano a farsi minacciose.

A casa, Paolo punta la sveglia, sceglie i vestiti, prepara il necessario per la colazione e va a dormire con un aria vittoriosa. Al mattino, la sveglia suona, Paolo si alza, fa colazione e si veste senza intoppi. Quando esce di casa, perde l’autobus per un soffio.

Il responsabile è fuori di sé. Paolo tenta inutilmente di giustificarsi, ma è evidente che non

abbia molte scuse. Tornato alla sua postazione, fissa il cartello EFFICIENCY IS THE KEY TO SUCCESS. Deciso a non mollare, Paolo prende un bel respiro e batte le mani sulla scrivania, facendo sobbalzare i vicini.

Sempre più maniacalmente, Paolo organizza con precisione il suo arrivo in ufficio. La sera

prima punta la sveglia, prepara la colazione, sceglie i vestiti, dispone ogni cosa per accelerare i tempi e salire sull’autobus con maggior puntualità. Nonostante i suoi ripetuti tentativi, c’è sempre un imprevisto di mezzo, e il suo responsabile non manca mai di strigliarlo a dovere.

Un’altra mattina di lavoro. Meccanico e minuzioso, Paolo si sveglia in un secondo, si muove per casa come un automa e sale sull’autobus giusto con calcolata perizia. Paolo, trionfante, arriva in ufficio e marcia attraverso le porte a vetri. Stanco, provato, ma con un ampio sorriso stampato sul volto: un sorriso che nessuno può raccogliere, perché l’open-space è del tutto deserto. Paolo guarda l’orologio: è presto, troppo presto perché possa esserci qualcuno. Paolo sospira e si lascia cadere sulla sedia. Fissa il solito cartello, che campeggia davanti a lui:

EFFICIENCY IS THE KEY TO SUCCESS. Paolo si sbottona la cravatta, si svacca sulla scrivania, sbadiglia. Gli occhi gli si chiudono pian piano, la testa inizia a ciondolare. Nel giro di pochi secondi, Paolo inizia a russare come una vaporiera.