L. De Fraja, Il Convitto Nazionale di Matera_1923.

Il Convitto nazionale di Luigi De Fraja, Ispettore onorario per le Antichità e per l’Arte di Matera, pubblicato nel 1923 dalla Tipografia Conti di Matera nei diversi formati elettronici.

L. De Fraja, Il Convitto Nazionale di Matera_1923 epub

Il Convitto nazionale di Luigi De Fraja, Ispettore onorario per le Antichità e per l’Arte di Matera, pubblicato nel 1923 dalla Tipografia Conti di Matera in diversi formati elettronici.

L. De Fraja, Il Convitto Nazionale di Matera_1923 pdf

Il Convitto nazionale di Luigi De Fraja, Ispettore onorario per le Antichità e per l’Arte di Matera, pubblicato nel 1923 dalla Tipografia Conti di Matera in diversi formati elettronici.

L. De Fraja, Il Convitto Nazionale di Matera_1923 mobi

Il Convitto nazionale di Luigi De Fraja, Ispettore onorario per le Antichità e per l’Arte di Matera, pubblicato nel 1923 dalla Tipografia Conti di Matera nei diversi formati elettronici.

L. De Fraja, Il Convitto Nazionale di Matera_1923 azw3

Il Convitto nazionale di Luigi De Fraja, Ispettore onorario per le Antichità e per l’Arte di Matera, pubblicato nel 1923 dalla Tipografia Conti di Matera nei diversi formati elettronici.

Luigi de Fraja ricostruisce nei dettagli la storia plurisecolare di quello che è oggi conosciuto come Palazzo Lanfranchi, sede dal 2003 del Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata. L’edificio nacque come Seminario diocesano, per volontà di Mons. Vincenzo Lanfranchi “napoletano per nascita, ma oriundo della nobile famiglia pisana eternata da Dante nel 33° Canto dell’Inferno”. La sua costruzione avvenne tra il 1668 e il 1672 e costò “undicimila ottocento diciasette ducati, quattro tari, cinque grani e tre oboli, della qual somma, milleseicentodieci ducati provenivano dalle franchigie dei chierici della città di Matera, dalle multe e dai proventi criminali della Curia Arcivescovile, mentre la restante somma di oltre diecimila ducati era stata anticipata di suo proprio denaro dal facoltoso Prelato”. “L’edilizio, sorto in luogo ameno e pittoresco, s’ergeva maestoso, destando la commossa ammirazione dei cittadini materani, non usi a tanta grandiosità”.