I brevissimi 2014 – Il monte dell’insuccesso di Marco Canella_Tresigallo(FE)

 _Anno 2014 (I sette peccati capitali – La superbia) 

islanda10Scalci e sgomiti, mentre ti arrampichi sul monte.

Versi sudore, lo togli con rabbia dalla fronte, non vuoi faticare perché credi di meritare la vetta più di chiunque altro. E i tuoi avversari lo sanno. Sanno che sei superiore, perché sei dotato di un’intelligenza fuori dal comune; e allora perché si ostinano a gareggiare? Dovrebbero sapere che contro di te non hanno speranza! Eppure, non si arrendono. Ti fanno sudare per nulla, perché è chiaro chi arriverà in cima per primo. Però non credevi fosse così faticoso imporsi sugli altri…

Conosco quella risata. Di scherno nei confronti dei tuoi sfidanti. Ti prendi gioco di loro, perché sei convinto di essere un predestinato nella scala gerarchica dell’azienda dove lavori. Quando arriverai lassù per primo, titolare e colleghi ne avranno conferma.

Scalci e sgomiti, perché c’è ancora qualcuno che non vuole mollare. Che stupido, pensi, esultando per ogni sfidante che perde l’equilibrio e rotola giù tornando alla base del monte. Uno in meno!

Ormai la sfida si fa serrata. Siete rimasti in due, e la vetta è vicina.

Vi guardate negli occhi. Gli suggerisci: − Arrenditi. Non hai scampo.

Il tuo sfidante si ferma e sorride. Non dice nulla. Il silenzio scende dal cielo sotto forma di nebbia; una nebbia che vi stringe in un caloroso abbraccio e vi rende ciechi.

Non lo vedi più, ma lo senti. – Vuoi arrivare lassù per primo? – ti chiede.

– Sì, sì, sì! – Lo ripeti battendo una mano sulla parete. – Lo voglio! – aggiungi, forse temendo che il tuo avversario non abbia compreso.

Non risponde. Perché non parla?

Con una mano continui a reggerti alla parete, mentre con l’altra cerchi di scacciare la nebbia che ti impedisce di vedere: peccato che la nebbia sia un nemico invisibile, difficile da allontanare.

Non hai scelta: devi restare fermo, in silenzio, ad attendere che rispunti il sole a illuminare tutto. Finalmente, dopo alcuni minuti, scende la grazia dal cielo che impone alla nebbia di diradarsi.

Ora puoi tornare a vedere. – Ma… ma… il mio avversario dov’è? – Ti guardi attorno con ansia. Per fortuna non è lassù – tiri un sospiro di sollievo –, ma non è nemmeno al tuo fianco, e se fosse…

– Ma certo! E’ laggiù! – Guardi in basso. Sorridi: è proprio là. – Sarà caduto quando c’era la nebbia. Anche se non l’ho sentito gridare…

Lo osservi ancora. Non ci sono dubbi: è lui! Vorresti esultare, ma poi la mente si proietta sulla vetta che devi ancora raggiungere. – Sono rimasto solo. Sarà solo una formalità.

Riprendi a salire, ma un urlo ti blocca. Lanci lo sguardo all’ingiù. Ancora lui: cos’altro vuole?

Il tuo avversario getta la mano in alto e ti saluta con un radioso sorriso. Poi se ne va. Sorridi anche tu. – Finalmente ha capito chi è il numero uno. – Una consapevolezza che ti fornisce la forza necessaria per scalare gli ultimi metri e raggiungere la cima del monte.

L’aria che si respira lassù è fresca, e il paesaggio che si può ammirare è incantevole. Lo desideravi da tempo, e ora che ci sei ti senti onnipotente.

Ma è solo un momento. Il monte inizia a tremare, forse per il freddo, e si agita nervosamente. Le labbra della tua bocca si spingono all’ingiù, dipingendo un broncio sul tuo volto e una ruga sulla fronte. Cosa sta accadendo? Inizi a tremare anche tu. La paura è un’altra nemica invisibile, però più potente della nebbia. Quando ti avvolge l’anima, scacciarla è quasi impossibile.

Il monte sta crollando: perché? Forse perché non ci sono più braccia a sostenerlo? Forse perché i tuoi colleghi si sono ribellati e ti hanno lasciato solo?

Tante domande, zero risposte. L’unica certezza è che tra poco tornerai con i piedi per terra, e verrai sommerso da tutte quelle rovine che ti ricopriranno insieme alla tua insensata superbia. Chissà se finalmente capirai che senza un gruppo affiatato, il singolo non vale niente.

Ma anche se dovessi comprenderlo ormai sarà troppo tardi, visto che il monte del successo si sarà già trasformato nel monte dell’insuccesso: un ammasso di macerie che avrà cancellato tutte le tue stupide illusioni.