I brevissimi 2010 – Lussuria di Giovanni Maria Pedrani_Legnano(MI)

anno 2010 (I sette peccati capitali – La lussuria)

Lussuria
La macchina accostò al marciapiede.
Il finestrino si abbassò.
“Quanto chiedi?” fece una voce dall’interno.
Il frinire lontano di un grillo ricordò che la città sogna sempre i suoni e i profumi della campagna. Ancora qualche settimana e a quell’ora sarebbe stato chiaro. Una dolce e fresca notte primaverile stava preparando un letto di stelle.
“Come dice, scusi?” si avvicinò la ragazza, che per l’oscurità non riusciva a scorgere la sagoma alla guida.
“Ti va di salire, che ce la spassiamo?”
La giovane si guardò intorno. Era sola. Attendeva da mezzora a quell’angolo, senza che si fosse avvicinato nessuno.
Chinò la testa e osservò all’interno dell’abitacolo.
Un uomo di non più di trent’anni le sorrideva.
Sembrava carino.
Era convinta che solo i brutti potessero andare con le prostitute.
“Ciao” fece lui appena i loro occhi si incrociarono.
“Ciao…” sussurrò lei di rimando, con un filo di voce.
“Allora?” la incalzò “Ti va di salire o no?”
La ragazza scrutò ancora nei paraggi…e montò in macchina.
“Dove andiamo?” fece lui appena la portiera si chiuse.
“Non so…”
“A casa tua? Oppure in albergo?”
“…Albergo” rispose pensierosa.
Appena giunti in camera lui si sedette sul letto.
La vide incedere confusa nella camera, come se fosse assalita da mille pensieri.
“Che cosa c’è?” le si avvicinò scostandole i capelli e baciandola sul collo, proprio dietro l’orecchio. Il calore del suo corpo emanava un profumo candido, ma carico di aspettative.
Lei scattò, come se solo in quel momento si fosse accorta della presenza dell’uomo.
Lo vide. Lo squadrò da capo a piedi con fare voluttuoso. Inspirò, per inebriarsi del suo aroma di maschio. Prima preda, ora cacciatrice. Lui capì finalmente le sue intenzioni e si spogliò lentamente, facendo cadere la giacca, sfilandosi la cravatta, sbottonandosi la camicia, slacciandosi la cintura, …
La sua lingua lo accarezzò e lo coccolò in tutte le sue parti. I suoi baci ed i suoi morsi la stuzzicarono. I loro sguardi si incrociarono in un amplesso intenso e infinito.
“Sei stata fantastica” disse lui alla fine.
Lei rispose con un sorriso.
“Quanto ti devo dare?”
“Quanto dai di solito alle donne che porti a letto?”
“E’ la prima volta che vado con una… prostituta” confessò lui.
“Non è vero” lo schernì.
Lui ammiccò. “50…”
“Ma io ne valgo molti di più, vero?” si strinse al petto le lenzuola, come se quel gesto protettivo esaltasse la preziosità del suo corpo.
“Tu ne vali 1000, 2000, 10000, un milione!!!”
“OK, voglio un milione!” esclamò ridendo.
“Te ne do 100” concluse stampandole un bacio sulla fronte “Sei stata fantastica!”
La lasciò sullo stesso marciapiede da cui l’aveva prelevata.
Lei si guardò intorno spaesata. Quanto era stata intensa quella breve passione!
Trascorsero appena pochi minuti e si avvicinò un’automobile.
“Ciao Milena” la salutò una voce conosciuta “Scusami, è da tanto che aspetti?”
“Un’oretta…” rispose imbarazzata.
“Hai tenuto il cellulare spento. Ti ho chiamato trenta volte per dirti che facevo tardi al lavoro!” la rimproverò.
“Scusami, Andrea” replicò affettata al suo fidanzato.
“Potevi almeno salire in casa, ti ho telefonato anche lì” continuò bonariamente la ramanzina “Almeno saresti stata al caldo!”
“Non temere, amore, non ho sofferto il freddo.”

Giovanni Maria Pedrani

Giovanni Maria Pedrani, ingegnere elettronico, vive nel grigio hinterland milanese. Allattato fin da piccolo con i romanzi di Agata Christie, continua a nutrirsi di piatti nordici come Henning Mankell e pietanze profumate del profondo Sud, come Andrea Camilleri. Pigro, casalingo ed un po’ orso, ama però molto viaggiare, sua fonte principale di ispirazione nello scrivere in uno stile noir, giallo, thriller, ma anche umoristico e grottesco.