I brevissimi 2010 – La mano morta di Luigi Brasili_Roma

anno 2010 (I sette peccati capitali – La lussuria)

La mano morta

Menzione speciale dell’associazione Energheia

Premio Domenico Bia 

Ne percepì il profumo prima ancora di vederla salire.
Il suo petto venne artigliato da una morsa di desiderio impellente. Rivoli di sudore gli scivolavano dalla fronte.
Iniziò a strisciare verso la preda, facendosi largo a colpi di spalla.
Finalmente la raggiunse e si fermò dietro di lei ansimando veloce. La minigonna era bianca, di tessuto leggero, il triangolo scuro del perizoma pareva un richiamo, il canto nascosto di una sirena che solo lui poteva sentire.
Fece scivolare la mano sopra l’indumento, aspettando che gli scossoni del bus facessero il resto.
Una, due, tre volte spinse la mano, sempre più forte, lei sembrava non accorgersene, puttana!
Decise di osare ancora, sentiva che era il momento giusto.
Abbassò la mano e l’infilò sotto la gonna, senza preoccuparsi degli altri passeggeri, distratti, avviluppati nelle loro esistenze grigie.
Le punte delle dita accarezzarono la pelle soda e vellutata, insinuandosi pian piano tra le rotondità vibranti di eccitazione.
Quando spinse con forza un dito in mezzo ai glutei, lei si voltò e sorrise.
I rumori del bus si spensero, il sole scomparve e il cielo divenne scuro.
Nella luce incerta lui ricambiò il sorriso, mentre la ragazza avvicinava la bocca alla sua.
Le labbra carnose si schiusero rivelando due file di denti scuri e maleodoranti.
D’istinto lui cercò di ritrarre la mano, senza riuscirvi.
Inorridito vide il braccio scarnificato di una vecchia seduta di fianco che gli bloccava il polso. Sorrideva come la ragazza, come gli altri passeggeri, che sbavavano intorno a lui per assaggiare la sua carne fresca.
La donna dei suoi desideri fu la prima a morderlo; lo baciò avidamente, strappandogli la lingua.
Lui urlò senza voce.
Il bus riprese a camminare in mezzo a carcasse di automobili, lungo strade sventrate e polverose.

L’autista terminò la corsa all’alba, nel piazzale davanti al cimitero.
Attese la discesa dei passeggeri, poi raccolse quello che restava della vittima. Buttò la mano morta in un cassonetto arrugginito e si diresse alla sua tomba.

Luigi Brasili
Luigi Brasili: è nato nel 1964 a Tivoli dove vive tuttora con la moglie e i due figli (i suoi piccoli tesssori).Ha pubblicato racconti in numerosi libri e riviste, per diversi editori e testate tra cui Fanucci, Rai-Eri, Cronaca Vera, Writers Magazine Italia, Delos Science Fiction.
Nel marzo 2009 è stato pubblicato il suo primo romanzo, Lacrime di drago, DelosBooks edizioni.
Dal 2007 pubblica recensioni e interviste agli autori per conto del sito specializzato Lettera.com.

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